Quando la partita sembrava ormai scappata di mano, è stato lui a riaccendere Avellino. Jaren Lewis si è preso sulle spalle l’Unicusano nel momento più complicato della serata, trascinandola dal -17 iniziale fino al successo per 75-71 contro la Fortitudo Bologna in gara 3. Una prestazione totale, da leader offensivo e riferimento emotivo, che lo consacra come MVP della sfida del PalaDelMauro.
L’esterno biancoverde già nel primo tempo ha avuto un ruolo da protagonista, ma è stato dopo l’intervallo che ha completamente cambiato l’inerzia della gara. Prima il gioco da quattro punti che ha riportato Avellino a contatto sul 42-47, poi una serie di penetrazioni, viaggi in lunetta e canestri pesanti che hanno spento le certezze della Fortitudo.
I numeri raccontano bene la sua partita: 21 punti, 7/7 ai tiri liberi, 3 rimbalzi, 2 assist e 25 di valutazione in 40 minuti giocati senza mai uscire dal campo. Ma oltre alle statistiche, è stata la continuità con cui ha colpito nei possessi decisivi a fare la differenza. Quando Avellino aveva bisogno di un canestro, la palla finiva inevitabilmente nelle sue mani.
Nel finale, con la partita ormai entrata punto a punto, Lewis ha completato l’opera, vista anche l’assenza di Francis a causa dei 5 falli spesi. Dopo il sorpasso campano, con il suo 2+1, e il tentativo disperato della Effe di rientrare, è stato lui a trovare i liberi della sicurezza, quelli che hanno chiuso definitivamente i conti sul 75-71 e fatto esplodere il PalaDelMauro.
Alessandro di Bari
In foto Lewis (Fortitudo Bologna)