Oklahoma City Thunder 122-113 San Antonio Spurs (1-1 nella serie)

Uno a uno e palla al centro. Gli Oklahoma City Thunder si rialzano dopo la sconfitta in gara 1 e pareggiano la finale della Western Conference contro i San Antonio Spurs, ancora privi di De’Aaron Fox. Purtroppo ci sono da segnalare altri due infortuni: Jalen Williams (4) e Dylan Harper (12) hanno dovuto abbandonare il campo per problemi muscolari, delle vere e proprie mazzate per i roster. Dopo un primo tempo molto equilibrato, i padroni di casa piazzano un break importante nel secondo: 31-20 guidato da Shai Gilgeous-Alexander (30 con 12/24 dal campo) e dal solito Alex Caruso (17) chirurgico.

La vera differenza tra le due squadre è la profondità: OKC ha addirittura quattro giocatori in doppia cifra dalla panchina (Jared McCain, Ajay Mitchell, Cason Wallace e lo stesso Caruso) insieme a tre membri del quintetto (SGA, Chet Holmgren e Isaiah Hartenstein), mentre le riserve degli Spurs producono solamente 25 punti in totale.

Victor Wembanyama (21+17 rimbalzi e 4 stoppate) prova a ricucire lo strappo insieme a Stephon Castle (25) e Devin Vassell (22 con 6/12 dall’arco), i texani toccano anche il -2 a nove minuti dalla sirena finale ma non riescono a completare il sorpasso. Da quel momento in poi arriva un 11-0 devastante dei campioni in carica, che si riportano a distanza di sicurezza grazie alle triple di McCain e Wallace. Gli ospiti provano un’ultima reazione, tornano a -5 ma falliscono l’occasione di accorciare a causa di una palla persa sanguinosa di Castle.

Lo step back dell’MVP dall’altra parte chiude i giochi: vittoria fondamentale per i Thunder, arrivata con un’ottima circolazione di palla in attacco (34 assist). Un altro aspetto da sottolineare è l’aggiustamento difensivo su Wemby: Isaiah Hartenstein (10+13 rimbalzi) lo ha costretto spesso a stare lontano dal ferro, con il francese che ha tirato sette volte dal perimetro (solo 2 nel primo match); se i Thunder riusciranno ad evitare i lob per Wembanyama, potranno avere un vantaggio significativo nella serie.

Gli Spurs possono essere comunque fieri del match disputato, soprattutto senza due dei tre esterni migliori, ma devono limare le palle perse: 21 (di cui 8 di Castle, 19 in totale in queste due gare) è un numero troppo ampio per potersela giocare alla pari contro OKC. Nel finale la stanchezza si è fatta sentire e la mancanza di playmaking ha completamente bloccato la fase offensiva dei texani. Coach Johnson spera di recuperare Fox e che il problema di Harper non sia grave: senza questi due giocatori, raggiungere le Finals diventerebbe durissima.

Nell’immagine: Chet Holmgren e Shai Gilgeous-Alexander           Credit photo: Oklahoma City Thunder (Facebook)