Sono iniziate ufficialmente le semifinali di conference NBA. Victor Wembanyama riscrive una pagina di storia: 12 stoppate in gara 1, mai nessuno come lui. Nonostante la prestazione difensiva pazzesca del francese, i San Antonio Spurs si arrendono nel finale contro i Minnesota Timberwolves, che hanno ritrovato Anthony Edwards dopo l’infortunio subito con i Nuggets. I New York Knicks, invece, mantengono il fattore campo senza problemi: spazzati via completamente i Philadelphia 76ers, forse ancora provati dalla gara 7 disputata a Boston.
San Antonio Spurs 102-104 Minnesota Timberwolves (0-1 nella serie)
Salta subito il fattore campo tra San Antonio Spurs e Minnesota Timberwolves: gli ospiti sbancano un Frost Bank Center gremito e vanno sull’1-0 nella serie. Coach Finch ritrova Anthony Edwards (anche se ben lontano dal 100%), mentre Ayo Dosunmu rimane ai box per il problema al polpaccio (Donte DiVincenzo non rientrerà prima del 2027), ma la sua squadra dimostra nuovamente tutto il cuore che ha. Il match viaggia sul filo dell’equilibrio, con le difese che hanno decisamente la meglio sugli attacchi. Victor Wembanyama è l’esempio perfetto per descrivere questa ultima frase: il francese realizza 12 stoppate (record nei playoff NBA), ma tira 5/17 dal campo e 0/8 dall’arco, una prestazione ben al di sotto delle aspettative a livello offensivo.
Rudy Gobert gioca una buona gara contro il connazionale, ma nel quarto periodo ci pensa Julius Randle a mettere in difficoltà l’alieno con la sua fisicità. L’ex Knicks non si limita a marcare Wemby: in attacc0 chiude con 21+10 rimbalzi e alcuni tiri importanti nel finale. Il vero protagonista dell’ultimo quarto, però, è ‘Ant-Man‘: 11 dei suoi 18 punti arrivano negli ultimi 12 minuti, la solita prova da killer del prodotto di Georgia University nonostante le condizioni precarie. I padroni di casa scivolano a -7 a 120 secondi dalla sirena, ma grazie ai rimbalzi offensivi di Julian Champagnie (17) e al recupero con schiacciata di Dylan Harper (18), tornano a -2 con 30” sul cronometro.
Minnesota sbaglia la conclusione, gli Spurs volano in transizione e costruiscono un tiro aperto dal perimetro per lo stesso Champagnie: il numero #30, però, trova solo il primo ferro e consegna la vittoria esterna agli avversari. I Wolves compiono un’altra impresa nonostante i diversi problemi fisici, mentre San Antonio perde la seconda gara casalinga della propria post season. Coach Johnson può comunque guardare il bicchiere mezzo pieno: avere la possibilità di vincere con il 27.8% dall’arco, con Wembanyama e Fox che combinano per 21 punti con 10/31 al tiro complessivo può essere un segnale positivo per il prosieguo della serie. Dall’altra parte, i Timberolves acquisiscono ulteriore fiducia e continuano a sguazzare in questo ruolo di ‘underdog’: ci aspettiamo una serie durissima e molto equilibrata.
New York Knicks 137-98 Philadelphia 76ers (1-0 nella serie)
I New York Knicks, dopo la gara 3 del primo turno, hanno decisamente cambiato marcia: asfaltati i Philadelphia 76ers al Madison Square Garden e 1-0 nella serie. Jalen Brunson (35 punti con 12/18 al tiro) mette subito la gara sui binari giusti, poi i compagni lo seguono e all’intervallo i padroni di casa sono già sul +23. Serata offensiva fantasmagorica per i ragazzi di coach Brown: 63% dal campo, 51.4% dal perimetro e ben 34 assist. OG Anunoby (18), Karl-Anthony Towns (17) e Mikal Bridges (17) contribuiscono con il loro talento e archiviano la pratica in tre quarti, con nessun titolare che gioca più di 31 minuti.
Negli ospiti non c’è niente da salvare: tutto il quintetto va in doppia cifra, guidato dai 17 di Paul George, ma i 76ers non sono mai stati in grado di pareggiare l’intensità avversaria. Ora la domanda sorge spontanea: la stanchezza della gara 7 con i Celtics ha costretto Philadelphia a disputare questa pessima partita o i Knicks sono di un’altra categoria? La risposta, probabilmente, la avremo tra il secondo e il terzo episodio della serie. In gara 1 c’è da sottolineare un aspetto tattico interessante: New York ha sempre raddoppiato Joel Embiid (14), che spesso ha faticato a leggere la difesa avversaria; Boston non ci aveva mai provato. Tra due notti si torna in campo al Madison Square Garden: la squadra di coach Nurse è chiamata a dare dei segnali importanti.
Nell’immagine: Terrence Shannon Jr. che abbraccia Anthony Edwards e Rudy Gobert (sulla destra)
Credit photo: Minnesota Timberwolves (Facebook)