Serie A2
Playout, secondo turno, gara 3 del 22 maggio 2026
LIOFILCHEM ROSETO. Ammenda di Euro 1.667,00 per offese collettive e frequenti del pubblico di casa verso due tesserati ben individuati della squadra avversaria [art. 27,4bd RG rec.,art. 28,3 RG,art. 24,4 RG]
JACOPO BORRA (atleta CRIFO WINES PALL. RUVODIPUGLIA). Squalifica tesserato per 3 gare perché in seguito a contatto di gioco colpiva in modo plateale e ripetutamente con dei pugni in viso il giocatore della squadra avversaria Aristide Landi mentre questo si trovava a terra, colpendolo con violenza e procurandogli ferite lacero-contuse al volto [art. 33,3/2a RG,art. 21,5b RG,art. 24,2b RG]
GIANLUIGI CAMPANALE (Secondo Dirigente CRIFO WINES PALL. RUVODIPUGLIA). Inibizione giorni 14, fino al 5/6/2026 per aver tenuto reiteratamente, a seguito di decisione arbitrale avversa, un comportamento offensivo e protestario nei confronti degli arbitri [art. 33,1/1b RG rec.,art. 24,2b RG,art. 21,5a RG]
Il comunicato di Ruvo di Puglia sull’accaduto:
La Crifo Wines Ruvo di Puglia prende fermamente le distanze da quanto accaduto in campo nel corso del secondo quarto della gara odierna.
La società desidera scusarsi con il pubblico presente al PalaMaggetti, in particolare con i tanti bambini sugli spalti, e con l’atleta Aristide Landi per quanto verificatosi.
La società esprime il proprio rammarico nei confronti della Pallacanestro Roseto per l’episodio verificatosi durante l’incontro.
Pur nel contesto della tensione agonistica, episodi di questo genere non rappresentano i valori sportivi, educativi e umani che da sempre contraddistinguono il nostro club.
La società rispetterà le decisioni che gli organi di giustizia sportiva riterranno opportuno adottare nei confronti del proprio tesserato Jacopo Borra, garantendo piena collaborazione alle autorità competenti.
Il comunicato di Roseto:
La società Pallacanestro Roseto e la sua proprietà, il Consorzio Le Quote, esprimono sdegno, indignazione e profonda preoccupazione per il grave e inaccettabile episodio di violenza avvenuto nel corso dell’incontro di pallacanestro disputato tra la nostra squadra e quella di Ruvo di Puglia.
Durante il secondo quarto di gioco, il nostro atleta Aristide Landi — a terra e in una situazione di totale vulnerabilità, al termine di un’azione sottocanestro — è stato colpito con un pugno sferrato con tutta la forza da parte del giocatore della squadra avversaria Jacobo Borra, riportando una ferita lacero-contusa all’arcata sopraccigliare che ha reso necessario il ricorso a undici punti di sutura. Il nostro atleta è stato prontamente soccorso dallo staff medico e successivamente trasportato presso l’ospedale di Teramo per gli accertamenti del caso: la TAC ha fortunatamente escluso lesioni endocraniche. Le sue condizioni sono attualmente monitorate con la massima attenzione. A lui va tutto l’affetto, la vicinanza e l’augurio di una pronta e completa guarigione da parte dell’intera famiglia della Pallacanestro Roseto.
La Pallacanestro Roseto intende sottolineare con forza un aspetto che ritiene centrale e che non può essere sottaciuto: la violenza perpetrata da un atleta in campo è un fatto di gravità eccezionale, che supera per disvalore etico e simbolico persino gli episodi — già intollerabili — di violenza sugli spalti.
Gli atleti professionisti e semiprofessionisti non sono semplici partecipanti a una competizione sportiva: sono modelli di riferimento, esempi viventi per migliaia di giovani, bambini e famiglie che si avvicinano allo sport con entusiasmo e fiducia. Il pubblico degli impianti sportivi — e quello cestistico in particolare — ha già dovuto fare i conti, in troppe occasioni, con episodi di violenza e comportamenti indegni provenienti dall’esterno del rettangolo di gioco. Ebbene, se chi è chiamato a dare l’esempio sul campo tradisce questo ruolo con gesti di brutale violenza, si mina alle fondamenta del senso dello sport.
Un pugno sferrato con tutta la forza a un avversario inerme e a terra non è un gesto di agonismo esasperato: è un atto di violenza deliberata, premeditata nel momento, che non trova alcuna giustificazione né sportiva né umana. È un gesto che disonora la disciplina, svilisce il sacrificio di chi pratica questo sport con dedizione e rispetto, e — cosa che ci addolora profondamente — è avvenuto davanti agli occhi di numerosi bambini presenti in tribuna, ai quali lo sport dovrebbe trasmettere valori di lealtà, coraggio e rispetto dell’avversario.
La società esprime il proprio totale e incondizionato supporto al proprio tesserato Aristide Landi in ogni decisione che vorrà adottare nelle sedi competenti, sia in ambito di Giustizia Sportiva che, soprattutto, nelle sedi della Giustizia Ordinaria. Riteniamo che un episodio di tale gravità non possa e non debba restare privo di adeguate conseguenze sul piano disciplinare e giudiziario: solo una risposta ferma e proporzionata da parte delle Autorità competenti potrà restituire credibilità al movimento cestistico italiano.
La Pallacanestro Roseto non intende limitarsi alla condanna di questo singolo episodio. La nostra società si impegna formalmente a farsi promotrice di una battaglia culturale e civile contro ogni forma di violenza nello sport, a partire dal MiniBasket, dentro e fuori dal campo.
Crediamo che sia giunto il momento in cui il mondo dello sport, nelle sue componenti istituzionali, societarie e atletiche, assuma una posizione netta, coerente e visibile: la violenza non è mai accettabile, non è mai giustificabile, non è mai minimizzabile. Ogni episodio di violenza — che si tratti di un gesto in campo o di un comportamento sugli spalti — deve essere condannato con pari fermezza e affrontato con strumenti adeguati.
Auspichiamo che quanto accaduto rappresenti un punto di svolta, e non l’ennesimo episodio destinato a essere dimenticato nel giro di pochi giorni. Lo sport — e la pallacanestro in particolare — merita di essere vissuto e praticato in un contesto di sicurezza, rispetto e fair play. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare, con convinzione e determinazione, a partire dalla nostra città.