Come dimostrato dai recenti eventi di Lega adriatica, dove la vittoria del Partizan nella semifinale del torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia sulla Stella Rossa ha completamente ribaltato il bilancio stagionale delle due compagini di Belgrado, i derby ai playoff sono eventi destinati ad avere conseguenze che vanno ben oltre la singola contesa.

L’esempio più iconico nel basket italiano è dato dal ‘derby del sorpasso’, ossia la serie degli ottavi di finale della Serie A 1987/88 che ha visto la Fortitudo Bologna, qualificata alla fase finale della massima competizione italiana provenendo dalla Serie A2, eliminare la favoritissima Virtus in due partite, segnando un momento di riscatto epocale per la parte ‘popolare’ del capoluogo emiliano.

Equilibri in discussione

Con le dovute proporzioni, le conseguenze a lungo termine che il successo che la compagine di coach Mauro Di Vincenzo, guidata da George Bucci, Bill Garnett e Wallace Bryant, ha ottenuto sulla squadra che con coach Krešimir Ćosić e un roster composto da Kyle Macy, Greg Stokes e Mike Sylvester stava proponendo un basket moderno e perimetrale potrebbero essere ripetute anche in Polonia, segnatamente a Varsavia.

È infatti un derby tra la Legia campione in carica e i Dziki di coach Marco Legovich a caratterizzare la semifinale del campionato polacco. Per la prima volta dopo anni, la capitale della Polonia è rappresentata sullo scenario cestistico nazionale da due compagini in lotta per un posto tra le prime due squadre del Paese.

Sorpasso realizzabile

Per la Legia la pressione nella serie sarà altissima. Oltre a dover confermare lo status di favorita per la vittoria finale, i legionari dovranno mantenere lo status quo che, in seno alla capitale, è stato messo in discussione da un progetto nuovo che ha già dimostrato di voler stupire senza alcun timore reverenziale.

Alla seconda stagione nella massima serie polacca, i Dziki hanno vinto la Coppa ENBL, oltre a superare le aspettative anche nel torneo nazionale raggiungendo le semifinali. A dare linfa al giovane progetto è Marco Legovich, su cui la dirigenza grigioblu ha fortemente scommesso.

Sport e marketing

In caso di vittoria nella serie derby di semifinale, c’è da essere sicuri che i Dziki, club particolarmente attento alla parte mediatica, faranno di tutto per sfruttare il successo sportivo proponendosi come il nuovo padrone di Varsavia.

Il successo porterà ancora più tifosi, interesse e dunque introiti che inevitabilmente eroderanno il bacino attuale della Legia. Comprensibilmente, il solo pensiero di tale scenario fa tremare i legionari, la squadra ‘istituzionale’ della capitale.

Velocità e contropiede

Venendo al lato tecnico, la serie contrapporrà due proposte cestistiche di assoluto interesse. Alla Legia, Heiko Rannula basa la propria proposta cestistica su una difesa intensa ad alti livelli di fisicità avente lo scopo di favorire rapide transizioni da capitalizzare in punti facili.

Al timone dei Dziki, Marco Legovich ha invece proposto un basket a ritmi alti basato su realizzazioni rapide preferibilmente dal perimetro e controllo dei rimbalzi, soprattutto in fase difensiva.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Marco Legovich. Credits: Dziki Warszawa