«Il basket sta tornando a Roma». Con queste parole, nel primo pomeriggio di venerdì, Luka Doncic ha annunciato ufficialmente il suo sbarco nella Capitale. La stella dei Los Angeles Lakers è tra i principali investitori del gruppo che ha rilevato la Vanoli Cremona, trasferendo il titolo sportivo a Roma, che tornerà così ad avere una squadra — e forse non soltanto una — nel massimo campionato italiano.
Poche ore dopo l’annuncio social, Doncic ha rotto il silenzio in un’intervista al Corriere della Sera: «È da molto tempo che sogno di poter possedere una squadra in Europa, ed è davvero incredibile che questo sogno si sia finalmente avverato. La Vanoli Cremona ha una grande storia alle spalle e siamo pronti a portarla a nuovi livelli a Roma. Abbiamo un gruppo di partner straordinario e credo davvero che potremo realizzare qualcosa di speciale per il basket in Italia e in Europa».
Il progetto di Nelson
Al fianco di Doncic c’è Donnie Nelson, ex General Manager dei Dallas Mavericks, con cui condivide la guida del progetto insieme a Rimantas Kaukenas, referente in Italia dell’operazione. Nelson ha raccontato al Corriere come è nata l’idea: «È stato un lungo processo. Io e Kaukenas abbiamo lavorato tanto negli ultimi tempi, siamo amici di lunga data, sono anche stato suo allenatore — “Quando ancora non avevo la barba”, risponde l’ex cestista —. Abbiamo iniziato a parlare facendo colazione come due vecchi amici, e ora siamo qua».
Sul coinvolgimento di Doncic, Nelson è stato categorico: «Dico solo questo: nessuna decisione verrà presa senza di lui. E presto sarà a Roma: ma non per giocare, magari quello a fine carriera — ride —. Luka è entusiasta». Il dirigente ha anche voluto rivolgere un pensiero a Cremona: «Ci tengo a mostrare il nostro rispetto al signor Vanoli e agli incredibili tifosi di Cremona. Siamo molto sensibili all’argomento, abbiamo in programma un gemellaggio tra le due realtà».
Bianchini, il padrino del progetto
Tra le figure chiave del nuovo corso romano spicca un nome che profuma di storia: Valerio Bianchini, uno scudetto, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale da allenatore nella Capitale. «Roma è una grande dormiente: dobbiamo risvegliarla. Vogliamo essere un’estensione dei tifosi e della storia di questa città, ed è per questo che Valerio Bianchini è una colonna del progetto. Ha le mani sul timone della nostra nave, è una sorta di padrino. Abbiamo un rispetto incredibile non solo per ciò che ha fatto in carriera, ma anche per il modo in cui può aiutarci: tenendoci per mano e guidandoci in questo processo», ha detto Nelson.
A chiudere il cerchio, le parole di Kaukenas: «Per me è un onore poter lavorare al fianco di personalità come Nelson, Doncic e Bianchini. Ognuno ha il suo curriculum, ma ci siamo trovati come persone. Ed è questo che vogliamo trasmettere a Roma».