Si dovrà attendere ancora per conoscere la decisione del giudice Alberto Ziroldi sull’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento che coinvolge Luca Vildoza e la moglie Milica Tasic in relazione ai fatti del 15 ottobre scorso, episodio che vide protagonista anche Tiziana D’Antonio, operatrice di un’ambulanza.
Come riportato da Il Resto del Carlino, nel corso dell’udienza sono state esposte le posizioni delle parti attraverso le dichiarazioni dei rispettivi legali.
Gli avvocati Giulia Bellipario e Fabrizio Duca, che insieme a Mattia Grassani rappresentano i coniugi Vildoza, hanno ribadito la convinzione che non vi siano elementi tali da giustificare l’accoglimento dell’opposizione all’archiviazione. “Non riteniamo ci sia un solo elemento che possa portare all’accoglimento di questa opposizione. La dinamica prospettata dalla persona offesa è mutata nel corso del tempo ed è mutata evidentemente per aggiustare il tiro, come sono poi cambiate anche le affermazioni dei colleghi della persona offesa. Le altre prove rinvenute evidenziano una realtà totalmente diversa da quella rappresentata dalla persona offesa. Semplicemente ci sono 7-8 testimoni che hanno visto quello che è successo, ci sono delle telecamere che hanno ripreso il tragitto dell’auto e dell’ambulanza. Ci sono le relazioni della polizia giudiziaria.
Non si parla più del fatto che Vildoza le avrebbe messo le mani al collo: l’abbiamo fatto presente al giudice. Così come abbiamo fatto notare la bruttissima frase dell’operatrice, che urla che lei avrebbe pignorato altri giocatori in passato, che non gliel’avrebbe fatta passare liscia e che lei era un pubblico ufficiale”.
Di diverso avviso l’avvocato Alessia Cuppini, che assiste l’operatrice della Croce Rossa e che sostiene la necessità di un approfondimento processuale della vicenda.
“I due indagati hanno ammesso, almeno parzialmente, di aver attinto la persona offesa con delle spinte, di averla tirata per i capelli, di averla presa per il bavero, con lo scopo di allontanarla, ma non è chiaro dal nostro punto di vista. Queste affermazioni dimostrano quantomeno che ci sia stata una sorta di aggressione e questo chiaramente necessita di un vaglio processuale che noi abbiamo chiesto. La nostra versione è che sicuramente ci sono state delle incomprensioni, però da parte loro ci sono state anche delle parziali ammissioni”.
Resta ora attesa la decisione del giudice Ziroldi, chiamato a pronunciarsi sull’opposizione alla richiesta di archiviazione del fascicolo.