Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su un possibile ingresso dell’imprenditore sloveno Matjaž Matjašič nella proprietà della Germani Brescia, con il conseguente trasferimento del club a Roma, stanno alimentando un clima di forte tensione attorno alla società lombarda. Nel pieno della semifinale scudetto contro l’Olimpia Milano, a prendere posizione è stato il gruppo organizzato degli Irriducibili Leonessa, che ha diffuso sui propri canali social un comunicato dal titolo eloquente: “Stiamo vivendo un incubo – Qualcuno ci dica qualcosa”.
I tifosi bresciani chiedono chiarezza immediata sul futuro della società, sottolineando il disagio di dover affrontare una fase così delicata della stagione senza alcuna certezza sul domani del club. Nel loro messaggio emerge tutta la preoccupazione di una tifoseria che negli anni ha accompagnato la crescita della Leonessa fino ai vertici del basket italiano e che ora teme di vedere messo in discussione l’intero progetto.
Questo il testo integrale diffuso dagli Irriducibili Leonessa:
“A nemmeno una settimana dai cori di solidarietà ai tifosi triestini, a ritrovarsi nella loro identica situazione. Mentre stiamo giocando una semifinale scudetto, per la quale abbiamo investito diversi ‘soldini’. Perché a differenza di chi non viene a palazzo, noi abbiamo visto i prezzi dei biglietti del PalaLeonessa lievitare, in tutti i settori, curva inclusa. E pertanto chiediamo un briciolo di rispetto, almeno per chi non molla mai ed è sempre presente. Da ieri gira insistentemente questa voce che Brescia avrebbe venduto a Matiasic. Che la società traslocherà a Roma. Che Brescia (forse) ricomincerà in A2. Vero? Falso? Nel bel mezzo di un playoff tiratissimo contro Milano? Ci sembra tutta un’immensa follia. Ma visto quello che il basket italiano ha vissuto negli ultimi anni, cosa possiamo dire? Vogliamo delle garanzie: abbiamo speso tanto per questa squadra. Quello che abbiamo nei nostri portafogli. E pensare di entrare a palazzo domani pomeriggio senza certezze è una presa per i fondelli. Vogliamo delle risposte, adesso. Abbiamo organizzato due pullman per gara3, ma ci chiediamo con che spirito la squadra scenderà in campo in gara2 se non si mettono a tacere queste voci. Ammesso che siano solo voci”.