Le semifinali playoff hanno riservato un doppio colpo di scena che ha riscritto completamente la corsa allo scudetto. Le prime due teste di serie del tabellone, Virtus Bologna e Brescia, sono state eliminate rispettivamente da Venezia e Milano, entrambe capaci di imporsi per 3-1 nelle rispettive serie. Sarà dunque una finale inedita tra la terza e la quarta forza della regular season, un evento che non si verificava dal 2018 e che conferma ancora una volta come i playoff sappiano sovvertire ogni gerarchia costruita nei mesi precedenti.
SALGONO
Venezia
La palma della sorpresa va inevitabilmente alla Reyer. Eliminare la Virtus Bologna in una serie al meglio delle cinque rappresenta un’impresa di assoluto valore, soprattutto per il modo in cui è maturata. La squadra di coach Neven Spahija ha messo sul parquet agonismo, fisicità e una straordinaria capacità di adattamento, trovando protagonisti diversi a seconda delle necessità.
In gara 1 è stato Kyle Wiltjer a colpire le V Nere nel cuore della Virtus Arena. Nelle decisive sfide del Taliercio, invece, sono emersi Amedeo Tessitori, Jordan Parks e soprattutto RJ Cole, autore di una crescita costante che ha accompagnato Venezia fino al colpo finale. La Reyer ha avuto il merito di non dipendere da un solo uomo e di costruire il proprio successo attraverso una pallacanestro concreta, intensa e ricca di alternative.
Milano
Se Venezia ha sorpreso, Milano ha convinto. L’Olimpia ha ribaltato immediatamente il fattore campo conquistando gara 1 a Brescia e da quel momento ha preso il controllo della serie. Le due sfide del Forum hanno certificato la superiorità della squadra di Peppe Poeta, capace di dare continuità a quanto mostrato nel quarto di finale contro Reggio Emilia.
Milano non propone la pallacanestro più spettacolare del campionato, ma probabilmente quella più efficace in questo momento. Difesa, esperienza e cinismo sono state le armi con cui l’EA7 ha spento progressivamente le ambizioni della Germani. Una squadra che appare in piena crescita e che arriva all’ultimo atto della stagione con la sensazione di avere ancora margini da esplorare.
SCENDONO
Virtus Bologna
Dopo una durissima serie contro Trento, per la Virtus è arrivato il tonfo più inatteso. La sconfitta per 3-1 contro Venezia è nata già da gara 1, quando le V Nere hanno immediatamente perso il fattore campo, rincorrendo poi per il resto della serie.
A rendere ancora più amara l’eliminazione c’è un dato che fotografa perfettamente quanto accaduto: la squadra di Nenad Jakovljevic è stata avanti nel punteggio per il 77% dei minuti complessivi della serie. Un’enormità, che testimonia come Bologna abbia spesso costruito vantaggi significativi senza però riuscire a trasformarli in vittorie. Nei momenti decisivi sono emerse indecisioni, errori di gestione e una certa inesperienza collettiva che Venezia ha saputo punire con lucidità.
Brescia
L’eliminazione della Germani non può essere considerata una vera sorpresa nonostante il primo posto ottenuto in regular season. L’accoppiamento con Milano era probabilmente il più complicato possibile e le numerose vicende extracampo emerse prima e durante la serie non hanno certamente aiutato l’ambiente.
La squadra di Matteo Cotelli ha avuto il merito di reagire con orgoglio in gara 2, riportando momentaneamente in equilibrio il confronto. Al di là di quel successo, però, Brescia non ha mai dato la sensazione di poter realmente mettere alle corde l’Olimpia. Milano ha sempre mantenuto il controllo della situazione, lasciando alla Germani soltanto brevi fiammate senza mai perdere la sensazione di essere padrona del proprio destino.
L’MVP DELLE SEMIFINALI
RJ Cole (Venezia)
Il premio di MVP delle semifinali non può che andare a RJ Cole. Il playmaker americano della Reyer ha vissuto una serie in continuo crescendo, diventando sempre più determinante con il passare delle partite fino all’esplosione definitiva in gara 4, quando i suoi 30 punti hanno chiuso i conti e spedito Venezia in finale.
Dopo una gara 2 difficile, Cole ha saputo reagire da leader vero, prendendosi responsabilità crescenti e risultando spesso immarcabile negli uno contro uno. Le sue medie nella serie raccontano perfettamente il suo impatto: 16 punti, 4 assist e 2 rimbalzi di media a partita, con oltre il 48% da due punti e una capacità costante di accendersi nei momenti decisivi.
Quando Venezia ha avuto bisogno di un giocatore capace di fare la differenza, Cole ha sempre risposto presente. E la finale conquistata dalla Reyer porta in maniera evidente anche la sua firma.
IL QUINTETTO DELLE SEMIFINALI
RJ Cole (Venezia)
Leandro Bolmaro (Milano)
Armoni Brooks (Milano)
Kyle Wiltjer (Venezia)
Amedeo Tessitori (Venezia)
Eugenio Petrillo
Nell’immagine RJ Cole, foto Ciamillo-Castoria