San Antonio Spurs 90-94 New York Knicks (1-4, Knicks campioni NBA)

Il sogno è realtà: i New York Knicks, dopo 53 anni di lunga attesa, tornano sulla vetta del mondo e conquistano il titolo NBA dopo una serie durissima e molto equilibrata. La squadra di coach Brown completa un percorso storico ai playoff: 15 vittorie e 3 sconfitte, con ben 9 successi esterni consecutivi (record per la lega americana). I San Antonio Spurs escono dal parquet casalingo con grande amarezza e con la sensazione di aver buttato via un’occasione: in tutte le partite i texani sono stati sopra di almeno dieci lunghezze, ma hanno subito spesso la rimonta degli avversari.

La gara 5 non fa eccezione: i padroni di casa partono a razzo difensivamente con Victor Wembanyama che piazza cinque stoppate incredibili, paralizzando completamente l’attacco dei Knicks. Gli ospiti chiuderanno il primo quarto sotto di dieci con soli 13 punti segnati, frutto di un pessimo 4/22 dal campo e con i soli OG Anunoby e Jalen Brunson a riempire il tabellino. Il playmaker ex Dallas è l’unico a trovare la via del canestro con continuità e tiene a galla i suoi nel secondo periodo, ma gli Spurs rimangono avanti grazie alle fiammate di Dylan Harper dalla panchina (25 punti). Wemby, invece, dopo un grande avvio comincia a faticare: il suo boxscore recita 19+14 rimbalzi con 7/19 al tiro; il francese è apparso particolarmente sulle gambe.

New York continua a cercare disperatamente altre risorse, ma Karl-Anthony Towns litiga con il match e commette 6 falli in appena 22 minuti sul parquet, la panchina produce solamente 7 punti e anche le percentuali di Anunoby calano vertiginosamente. I ragazzi di coach Johnson ritrovano la doppia cifra di vantaggio anche a 8 minuti dalla sirena finale con il solito Harper: i fantasmi delle gare precedenti, però, si ripresentano nella mente dei giovani neroargento, completamente fuori ritmo nella metà campo offensiva. Jalen Brunson sente l’odore del sangue e segna 10 punti consecutivi per pareggiare i conti: al Frost Bank Center si comincia ad avvertire l’ansia dei tifosi texani, ancora una volta testimoni di una rimonta dei Knicks.

Negli ultimi possessi Brunson completa una prestazione leggendaria: 45 punti, massimo nella storia della franchigia della Grande Mela nel momento più importante. Gli Spurs provano a rispondere con De’Aaron Fox (7 punti con 3/15) e con Harper, ma non riescono più a trovare il fondo della retina e si devono aggrappare al fallo sistematico. Mikal Bridges (14), OG Anunoby (11) e Josh Hart (13) tremano e portano avanti i propri compagni solamente di quattro lunghezze: si rivelerà comunque il solco decisivo. Wembanyama prova ad accorciare le distanze con una tripla, trova solo il ferro ma Stephon Castle schiaccia al volo per il -2, ridando vita ai texani per un attimo. L’ex Connecticut, però, vive la serata peggiore della sua giovane carriera: 6 punti con 1/10 al tiro e tre palle perse.

Nella girandola di tiri liberi, i Knicks riescono a mantenere i nervi saldi e San Antonio non può più replicare: il pallone finale finisce nelle mani di Anunoby, l’uomo che ha deciso la gara 4 con un tap-in che rimarrà negli annali. Il premio di MVP delle Finals viene giustamente assegnato a Jalen Brunson, che chiude una serie spaziale e dei playoff che lo consacrano definitivamente come uno dei giocatori più forti della lega. Inoltre, l’ex Villanova ha anche il piacere di festeggiare con il padre Rick, membro dello staff tecnico: è una delle immagini più belle della stagione NBA.

L’ultima parola va a coach Mike Brown, autore di un lavoro sensazionale: sul palco della premiazione l’ex allenatore dei Cavs si lascia andare, cantando la celebre canzone “Who let the dogs out” e cominciando ad abbaiare con tutti i suoi giocatori; è il simbolo del rapporto instaurato in questi mesi. Grande delusione invece per gli Spurs, che però possono guardare al futuro con speranza: Wembanyama, Castle e Harper sono giovanissimi e questa esperienza servirà per capire dove possono ancora migliorare. Le prime pagine vanno giustamente ai New York Knicks, ma vanno sottolineati anche i meriti di San Antonio nel rendere le NBA Finals 2026 davvero memorabili.

Nell’immagine: Jalen Brunson e Victor Wembanyama                    Credit photo: New York Knicks (Facebook)