Le NBA Finals perse contro i Knicks non hanno lasciato in eredità a Victor Wembanyama solo l’amarezza della sconfitta, ma anche un modello da seguire. Il francese ha appena rinnovato con San Antonio per cinque anni al massimo salariale (con opzione al quinto anno), ma lo ha fatto rinunciando spontaneamente alle clausole della “Rose rule” che avrebbero potuto gonfiare il suo stipendio iniziale.

È lo stesso copione visto a New York: Brunson é stato premiato con il titolo 2026 dopo aver accettato meno soldi pur di dare ai Knicks margine per costruire un roster competitivo attorno a lui. Wembanyama, fresco vincitore del premio di Difensore dell’Anno all’unanimità, ha deciso di percorrere la stessa via, come confermato da Shams Charania di ESPN e anticipato già venerdì da Jake Fischer con indiscrezioni da Las Vegas.

Il conto è salato: senza i bonus legati a eventuali riconoscimenti individuali (All-NBA, MVP, Difensore dell’Anno) nella prossima stagione, il contratto partirà dal 25% del cap anziché dal 30%. In termini economici, significa circa 252,3 milioni di dollari nel quinquennio 2027-2032, oltre 50 milioni in meno rispetto ai 302,8 milioni teoricamente raggiungibili. Il messaggio pubblicato dal giocatore sui social non lascia dubbi sulle sue intenzioni: “Famiglia Spurs, sono qui per restare. Costi quel che costi.”

Non è un dettaglio da poco per una franchigia che, dal suo arrivo come prima scelta del 2023, ha visto crescere le vittorie stagione dopo stagione: 22, poi 34, fino alle 62 dell’annata appena chiusa — nonostante lo stop forzato nel 2024/25 per un coagulo di sangue alla spalla. Wembanyama è inoltre il primo della sua classe di Draft a firmare un’estensione in questa offseason.