Intervistato da Giacomo Garbisa per Il Gazzettino – Venezia, coach Neven Spahija ha parlato dei nuovi arrivi in casa Reyer Venezia, partendo da Glynn Watson:«Lo conosco da anni, arriva da una stagione straordinaria all’ASVEL con cui è stato protagonista pure in Eurolega. Nell’ultimo mese si era infortunato e ci siamo confrontati. Mi ha detto che, quando è tornato, non era al cento per cento ma abbiamo fiducia che, dopo tre-quattro mesi di pausa e recupero fisico, tornerà a produrre il suo basket. Che garantisco essere di assoluto livello».

Parole di elogio anche per Sir’Jabari Rice: «È un finalizzatore e così lo conoscono tutti, ma non è solo questo. Rice ha già giocato in Europa, l’anno scorso ha fatto benissimo nei mesi a Nymburk con cui ha viaggiato a 19 punti di media in Champions League, quindi confrontandosi con avversari di più Paesi. Poi è andato ad Andorra, allenato da un coach croato, Zan Tabak, con cui ho parlato e mi ha spiegato il “background” del ragazzo, vale a dire quelle cose che stanno oltre il campo».

L’obiettivo della Reyer resta quello di mantenersi ad alto livello: «Se nel basket non punti a migliorare anno dopo anno allora puoi smettere. Ci sono molteplici modi per crescere, a partire dalla composizione del roster e da come alzare il livello dei propri punti deboli. Noi sappiamo dove eravamo carenti e abbiamo cercato di migliorarci. Qualche volta puoi giocare meglio ma non raggiungere la finale, non è facile arrivare a giocarsi un trofeo ma vogliamo spingere di più. Arrivare ai playoff con Milano è stato un ottimo risultato ma è anche una responsabilità perché tutti ora vogliono batterci. Di sicuro la filosofia non cambia: vogliamo proporre un basket bello da vedere, veloce, pace alto, con tanti punti».

Fonte: Il Gazzettino – Venezia, via Lega Basket Serie A

In foto: Neven Spahija, coach della Reyer Venezia | Foto Reyer Venezia