Daniel Hackett ha parlato oggi alla stampa alla Palestra Porelli, facendo il punto sulla nuova stagione della Virtus. Il capitano bianconero ha raccontato le prime sensazioni del gruppo, molto giovane e ancora alle prese con l’inserimento dei nuovi arrivati, soffermandosi anche sul nuovo sistema di gioco di coach Alex Mumbrù e sulle ambizioni della squadra tra campionato ed Eurolega.

La fascia da capitano. “È un motivo di grande orgoglio. Indossare la maglia di questo club è già qualcosa di speciale, esserci tornato dopo quasi cinque anni e avere oggi la fascia di capitano lo rende ancora più bello. Proverò a dare tutto quello che ho, lavorando duramente e cercando di essere un punto di riferimento per il gruppo, non solo attraverso le parole ma soprattutto con l’esempio”.

La squadra più giovane di Eurolega. “È un gruppo che deve ancora costruire la propria identità. Siamo molto giovani, con un’età media inferiore ai 25 anni, e abbiamo poco tempo a disposizione per conoscerci e creare i giusti meccanismi. La stagione sarà lunga e ci metterà davanti a tante difficoltà, ma abbiamo l’ambizione di essere protagonisti e di giocarcela”.

372 presenze in Eurolega contro le 161 complessive dei compagni: cosa insegnerai ai rookie? “La prima cosa che cercherò di trasmettere loro è che l’Eurolega è una competizione estremamente esigente. Quelle situazioni che magari in allenamento sembrano semplici o che in campionato possono essere concesse, a questo livello spesso non esistono. Per questo dovremo lavorare molto sui nostri punti deboli e imparare a trovare soluzioni diverse da una partita all’altra. Servirà soprattutto grande capacità di adattamento e una memoria corta: non possiamo permetterci di rimanere bloccati dopo una o due sconfitte consecutive. Bisogna essere capaci di voltare subito pagina.
Questa è probabilmente una delle cose più importanti che posso trasmettere attraverso la mia esperienza. Ma c’è anche un altro aspetto: devono divertirsi. Non devono vivere la palestra come un posto in cui si viene solamente a fare fatica e a prendere colpi. Stiamo giocando a basket, siamo fortunati a poterlo fare e dobbiamo ricordarcelo. Questo entusiasmo va portato in campo, insieme ai nostri tifosi, perché può diventare un’energia importante anche nelle partite più difficili”.

I primi giorni di allenamento. “Stiamo lavorando molto sulla corsa. Il sistema di coach Mumbrù richiede grande ritmo e stiamo cercando di assimilarne rapidamente i principi. Sarà un basket diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati in passato, ma l’obiettivo è raggiungere una qualità di gioco che ci permetta di competere su entrambi i fronti, in campionato e in Eurolega”.

Fino a che età vuoi giocare? “In questo momento faccio fatica a guardare troppo avanti. Preferisco vivere la stagione giorno dopo giorno, senza pormi un limite e senza pensare a quando arriverà il momento di smettere. Finché sentirò di poter dare il mio contributo e mantenere un certo livello di qualità, continuerò a giocare. Poi vedremo cosa succederà durante questa stagione”.

Il campionato e le due nuove realtà romane. “Sarà ancora una volta un campionato molto complicato, come abbiamo imparato sulla nostra pelle lo scorso anno, quando dopo diverse finali consecutive non siamo riusciti ad arrivare fino in fondo. Venezia si è dimostrata una squadra preparatissima e molto difficile da affrontare, mentre Tortona continua da anni a portare avanti un progetto in crescita. Le due squadre romane avranno inevitabilmente molta attenzione addosso, ma proprio perché hanno costruito roster giovani e con giocatori capaci di sorprendere, avranno anche meno da perdere. Anche Napoli mi sembra una realtà interessante. Poi ci sono Milano e noi. Ma non bisogna dimenticare le squadre che solitamente occupano le zone più basse della classifica: saranno comunque avversarie dure, capaci di rendere complicata ogni partita”.