Le prossime finestre della FIBA dedicate alle qualificazioni ai mondiali di pallacanestro saranno quantomai calde, con diverse variabili da tenere in considerazione per assegnare i dodici posti che, dall’Europa, saranno occupati nella massima manifestazione cestistica globale per rappresentative nazionali, Olimpiadi a parte.

La situazione maggiormente intricata è quella del girone J, il ‘gruppo di ferro’ nel quale la Turchia capolista a punteggio pieno non ha che da vincere una sola partita per andare ai mondiali, mentre la Serbia, con sei successi, è a sua volta padrona del proprio destino. La corsa per l’ultimo biglietto ai mondiali sarà dunque principalmente tra Italia e Lituania.

Gli Azzurri, a oggi terzi con cinque vittorie, incontreranno due volte la Turchia, una volta la Serbia in trasferta e una volta in casa una Bosnia Erzegovina ancora in corsa per la qualificazione. La Lituania se la vedrà invece per due volte coi serbi, una volta coi turchi in casa, e una volta coi bosniaci in trasferta.

Non solo l’Italia

Se l’Italia non ride, la Grecia non naviga in acque migliori. Il distacco degli ellenici dalla zona qualificazione è di un solo successo, ma per sconfiggere la Spagna in trasferta, l’Ucraina capolista in casa e due volte la Georgia il gioco della Nazionale greca deve essere più costante e intenso rispetto a quanto finora mostrato nel girone I.

Leggermente migliore è la situazione della Slovenia, che è uscita da una situazione di crisi che vede ora la compagine slovena, con un bilancio di quattro successi e altrettante sconfitte la, terza a pari merito con Svezia e Ungheria in un gruppo L comandato dalla Francia, prima con sette vittorie, e dalla Finlandia, seconda con cinque partite vinte.

La situazione è decisamente più chiara nel gruppo K, dove la Croazia capolista non ha che da vincere una sola partita, massimo due, per assicurarsi la qualificazione in un girone nel quale vicine al passaggio del turno sono anche la Germania e la Polonia. Le tre compagini condividono il primo posto con sette vittorie, coi croati a godere della differenza canestri a favore sui tedeschi, i quali a loro volta hanno sconfitto i polacchi nel primo scontro diretto.

La Serbia padrona della difesa

Oltre alle classifiche, degne di nota sono le prestazioni delle singole squadre sul piano statistico, nel quale sono cinque le Nazionali che si sono messe particolarmente in mostra nel corso delle qualificazioni, a partire da una Serbia che ha letteralmente dominato in materia di difesa, l’ambito sul quale la rappresentativa allenata da Dušan Alimpijević ha costruito la propria forza.

Oltre ai 70,0 punti, 14,33 assist, 26,0 rimbalzi e al 28% da tre concesso a partita da parte dei serbi, senza tralasciare gli 8,67 recuperi a incontro, da sottolineare è anche l’aggressività difensiva di una Grecia che, allenata da Vasilis Spanoulis, ha provocato 15,25 palle perse a gara, e le 2,5 stoppate messe a segno di media dalla difesa statica della Turchia di coach Ergin Ataman.

La Croazia padrona della fase realizzativa

In fase realizzativa, la Croazia ha stabilito il record di sempre di punti realizzati nelle qualificazioni ai mondiali con una media di 101,13. La Nazionale allenata da Tomislav Mijatović ha altresì fornito la migliore circolazione di palla con 27,5 assist a incontro, mentre il miglior controllo di palla delle qualificazioni è della Turchia, con 10,0 palle perse realizzate a gara.

Sempre in ambito realizzativo, la Germania di coach Alex Mumbrú possiede la migliore efficienza dal perimetro con 11,88 triple segnate a partita. Sotto le plance, il dominio è ancora delle compagini ex jugoslave, con la Croazia a catturare 30,75 rimbalzi difensivi, la Serbia a farne propri 19,67 sotto il canestro avversario, e il Montenegro a catturarne 41,63 in totale.

La classifica dei gironi delle qualificazioni ai mondiali

Matteo Cazzulani

Nella foto: Aleksa Avramović della Serbia (in maglia bianca). Credits: FIBA