Le due squadre che attualmente guidano il ranking mondiale, Usa e Cina, ed una Nazionale in ascesa come la Cechia. Se qualcuno vuol capire perché il girone dove sono state inserite le azzurre al prossimo mondiale è definito “di ferro” dagli addetti ai lavori non è cosa difficile o da esperti. A Berlino, a partire dal match inaugurale in programma venerdì 4 settembre 2026 contro la Cechia alla Max-Schmeling-Halle di Berlino, l’Italia dovrà dare il massimo e qualcosa di più per provare a passare il turno.
Trattandosi di un Mondiale e quindi del massimo che c’è ora in circolazione, è chiaro che squadre cuscinetto non ce ne sono, ma il sorteggio non è stato certo benevolo con l’Italia. Iniziamo dalla squadra più forte, quella considerata da tutti un vero e proprio ‘dream team’, gli Stati Uniti. Quella americana è la compagine più vincente e dominante della storia della pallacanestro femminile mondiale. Non a caso, al momento, occupa il primo posto nel ranking mondiale della FIBA ed è per questo considerata un ostacolo insormontabile. Lo dice il suo roster e lo dice la sua storia. Basti dire che le americane sono le campionesse del mondo in carica da quattro edizioni consecutive avendo vinto nel 2010, 2014, 2018 e 2022. Le dodici Olimpiadi a cui hanno partecipato l’hanno viste chiudere con l’oro al collo per ben dieci volte ed è inutile dire che saranno la squadra da battere in Germania. Nel premondiale di Portorico le azzurre le hanno già incrociate perdendo con un perentorio 93-59.
Lo squadrone americano è guidato in panchina da Kara Lawson, una delle figure più rispettate, iconiche e vincenti dell’intero panorama cestistico americano. Ha una carriera nel basket impressionante ma, tanto per far capire anche il suo spessore fuori dal campo, Kara Lawson è stata per anni un’apprezzata analista televisiva per ESPN ed è la prima donna ad aver commentato le partite dei Washington Wizards in NBA. Il suo discorso motivazionale intitolato “Handle Hard Better” (“gestire meglio le cose difficili”) è diventato virale sui social network, trasformandola in una speaker motivazionale acclamata a livello globale. Tornando al parquet, ha giocato per la leggendaria università di Tennessee sotto la guida della mitica allenatrice Pat Summitt, è stata campionessa WNBA, ha giocato come guardia tiratrice nella WNBA dal 2003 al 2015 vincendo il titolo nel 2005 con le Sacramento Monarchs. Ha vinto la medaglia d’oro con Team USA alle Olimpiadi di Pechino 2008 e nel 2019 è diventata la prima donna nella storia dei Boston Celtics a ricoprire il ruolo di assistente allenatore. Da lì l’approdo a Duke, i successi con Team USA, il ruolo di assistente della Nazionale maggiore ai Mondiali 2022 e alle Olimpiadi di Parigi 2024 fino al coronamento della sua carriera con la nomina a head coach per il ciclo olimpico fino a Los Angeles 2028.
Guida una squadra che è a dir poco profonda e che ha la sua stella più luccicante in Caitlin Clark. La giocatrice statunitense è il fenomeno mediatico e tecnico degli ultimi anni, trascinatrice del gioco e leader negli assist. Accanto a lei ci sono A’ja Wilson e Breanna Stewart, le dominatrici assolute sotto canestro e pluripremiate MVP della WNBA, Kahleah Copper, guardia/ala dei Phoenix Mercury eccezionale realizzatrice e top scorer statunitense nel torneo di qualificazione. Il tutto senza dimenticare le giovani promesse. Si parla di giocatrici del valore di Paige Bueckers e Angel Reese, già integrate perfettamente nelle rotazioni della nazionale maggiore. Una squadra della quale è difficile trovare un punto debole avendo fisicità e centimetri in ogni ruolo oltre che un tasso tecnico a dir poco elevato.
Ci spostiamo ora in oriente per parlare della Cina, la terza ed ultima avversaria dell’Italia ed una delle potenze dominanti del basket femminile mondiale. Attualmente posizionata al secondo posto del ranking mondiale FIBA, subito dietro agli Stati Uniti, è la squadra vicecampione del mondo in carica (medaglia d’argento ai Mondiali 2022). Sotto la guida della storica capo allenatrice Zheng Wei, la selezione asiatica unisce una fisicità impressionante a una precisione tecnica e un’organizzazione di gioco impeccabili. Il roster cinese fa paura soprattutto nel reparto lunghe, dove schiera giocatrici con una stazza fisica fuori dal comune. Una è Han Xu pivot di 205 cm con un’apertura di braccia immensa, giocatrice fra le più dominanti del pianeta, già MVP della FIBA Women’s Asia Cup. L’altra è Li Yueru, pivot di 201 centimetri. Si tratta di una giocatrice solidissima e molto fisica, con una grande esperienza accumulata nella WNBA e nei top club di Eurolega. Anche negli altri reparti la squadra ha stelle di grandezza assoluta. Li Meng, non a caso soprannominata la ‘LeBron James cinese’, è una guardia/ala dotata di un grandissimo talento offensivo, Wang Siyu, playmaker d’ordine, bravissima a gestire i ritmi alti e ad innescare le torri sotto canestro. La presenza di Han Xu e Li Yueru rende l’area pitturata quasi inaccessibile per le penetrazioni avversarie. Ad allenarla è dal 2022 Zheng Wei, ex giocatrice di altissimo livello che ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali del 1994 con la Cina. È considerata l’artefice principale della rinascita del basket cinese, avendo condotto la squadra a traguardi storici come l’argento mondiale del 2022 nella finale persa contro gli Stati Uniti e soprattutto l’oro alla FIBA Asia Cup del 2023 che ha permesso alla nazionale cinese di interrompere il dominio del Giappone. Allenatrice dell’anno FIBA per il 2022, ha vinto il premio come miglior coach del torneo ai Mondiali in Australia. L’ultimo precedente ufficiale ad alto livello con l’Italia risale al Mondiale 2018, allenatore Marco Crespi, dove le asiatiche si imposero nello spareggio per i quarti di finale.
Se statunitensi e cinesi sembrano sulla carta fuori portata, un cliente difficile ma non impossibile è rappresentato dalla Cechia che, comunque, è una squadra solida, storicamente insidiosa e in forte ascesa nel panorama europeo. Attualmente guidata dalla capo allenatrice Romana Ptáčková, la squadra fa della fisicità, dell’intensità difensiva e del gioco di squadra le sue armi principali. Due le squadre da dove attinge a piene mani: lo ZVVZ USK Praha, fresco vincitore dell’Eurolega dopo la finale con le turche del CBK Mersine e lo Žabiny Brno. Lo ZVVZ USK Praha è il club che detiene ben 28 titoli nazionali complessivi (vince il campionato ceco dal 2011 a oggi, inclusa la recente stagione 2025/2026 contro lo Žabiny Brno). Come se non bastasse, ha conquistato la prestigiosa EuroLeague Women nel 2015 e nel 2025, oltre alla Supercoppa FIBA sempre nel 2015. La squadra è guidata in panchina dalla leggendaria allenatrice slovacca Natália Hejková, inserita nella FIBA Hall of Fame e vincitrice di ben 5 Euroleghe in carriera con vari club. Ha naturalmente nel suo organico anche giocatrici internazionali che le consentono di fare il salto di qualità. A livello di curiosità, da ricordare che è la squadra nella quale ha militato in passato anche la stella della nazionale italiana Cecilia Zandalasini. Lo Žabiny Brno, invece, è l’altro storico club pilastro della pallacanestro femminile in Cechia. Ha conquistato ben 14 campionati della Repubblica Ceca dominando la lega consecutivamente dal 1996 al 2008, prima dell’ascesa di Praga. Il club ha scritto la storia vincendo la EuroLeague Women nel 2006, oltre ad aver raggiunto la finale continentale in altre due occasioni (2005 e 2008). Vanta nel suo palmarès anche 4 coppe della Repubblica Ceca, vinte nel 2013, 2017, 2020 e 2023. Proprio come Praga, anche lo Žabiny Brno è una vecchia conoscenza delle squadre italiane. Nelle ultime campagne europee si è reso protagonista di partite accesissime contro formazioni come La Molisana Magnolia Campobasso, l’Umana Reyer Venezia e il Banco di Sardegna Sassari.
E’ da queste due squadre, come detto, che pesca maggiormente la nazionale. Tra le cestiste di riferimento spiccano Eliška Hamzová, playmaker moderna, cervello della squadra, eccellente sia nella gestione del ritmo che nella pressione difensiva, Julia Reisingerová, centro dominante con grande esperienza internazionale, principale punto di riferimento offensivo sotto le plance, Emma Čechová, giovane e atletica ala grande, leader nei rimbalzi e presenza fondamentale in area, Veronika Voráčková e Petra Holešínská, guardie dotate di un ottimo tiro perimetrale, capaci di spaccare le partite dall’arco dei tre punti. Dal punto di vista fisico è una squadra molto importante specie nel reparto delle lunghe ed ha anche un altro punto di forza. Giocando quasi tutte nello stesso campionato nazionale, le ragazze hanno ormai consolidato gli automatismi di squadra, collaudati alla perfezione. Per le azzurre, che le affronteranno nel match inaugurale, si tratta di un’avversaria diretta per il passaggio del turno. Nei test amichevoli e nelle sfide di preparazione degli ultimi due anni, le azzurre hanno mostrato un leggero vantaggio (memorabile il netto 74-48 inflitto alle ceche a Brno a giugno 2025), ma in un contesto ufficiale e di massima pressione la Cechia rimane una squadra estremamente ostica e da prendere con le molle.
La formula ci permette di capire che, con ogni probabilità, il destino delle azzurre si deciderà subito alla gara di esordio del 4 settembre contro la Cechia. La prima classificata si qualifica infatti direttamente ai quarti di finale, la seconda e la terza accedono ad uno spareggio in gara secca mentre la quarta è eliminata. Sulla carta l’obiettivo delle azzurre pare essere il terzo posto visto che Usa e Cina sono indicate da tutti fra le favorite alla vittoria dell’oro mondiale. E’ per questo che una vittoria nel primo match garantirebbe quasi matematicamente il terzo posto nel girone e quindi il pass per gli spareggi. Se così fosse, l’Italia dovrà affrontare poi il play-in contro una squadra del girone C ed anche qui, almeno sulla carta, l’incrocio sarà durissimo. Le azzurre si troverebbero infatti davanti una tra Belgio (campione d’Europa in carica), Australia (vincitrice del bronzo olimpico) o Turchia. Ma di questo si parlerà, almeno si spera, dopo. Ora c’è solo da restare concentrate e preparare al meglio la sfida d’esordio. Vincere e giocare per i quarti di finale sarebbe un vero e proprio capolavoro sportivo per il gruppo di Andrea Capobianco, l’ennesimo. Il passato recente, il gruppo unito e la presenza di stelle ormai di spessore internazionale autorizza a crederci. Sarà difficile ma bellissimo.
Di 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶
In foto: La nazionale Italiana | Foto di G.Masi / Ciamillo-Castoria