Le principali notizie NBA di giovedì 3 settembre. Gli Houston Rockets hanno raggiunto un accordo con Amen Thompson per un’estensione quinquennale da 208 milioni di dollari, assicurandosi a lungo termine uno dei migliori giovani esterni della lega.
I Los Angeles Clippers hanno intanto respinto con decisione le conclusioni dell’indagine sul caso Kawhi Leonard e annunciato la volontà di contestare le pesanti sanzioni imposte dalla NBA. I Knicks devono invece definire la propria strategia per i rinnovi, mentre Josh Giddey crede nel ritorno dei Bulls ai playoff.
Amen Thompson e Houston, accordo da 208 milioni
Amen Thompson e gli Houston Rockets hanno raggiunto un accordo per un’estensione quinquennale da 208 milioni di dollari.
Il nuovo contratto entrerà in vigore nell’estate del 2027, dopo la conclusione dell’attuale rookie scale contract, e accompagnerà il giocatore fino al termine della stagione 2031-32. Nell’annata ormai alle porte Thompson percepirà ancora circa 12,26 milioni.
L’intesa comprenderebbe anche un trade kicker del 10%, che aumenterebbe la somma spettante al giocatore nel caso di una futura cessione. Houston rafforza così il controllo sul proprio nucleo giovane, avendo già legato a contratti pluriennali Alperen Şengün, Jabari Smith Jr. e Tari Eason.
Thompson, quarta scelta assoluta del Draft 2023, arriva dalla migliore stagione della propria carriera. In 79 partite ha registrato 18,3 punti, 7,8 rimbalzi, 5,3 assist e 1,5 palle recuperate di media, guidando l’intera NBA con 2.953 minuti disputati.
Il ventitreenne è già considerato uno dei difensori perimetrali più efficaci della lega. Il principale margine di miglioramento rimane il tiro dalla distanza, ma i Rockets hanno scelto di investire sul suo impatto fisico, sulla capacità di creare gioco e sulla versatilità difensiva.
L’accordo è stato anticipato da Shams Charania di ESPN e successivamente confermato da diverse testate. Fonti: NBA.com
I Clippers respingono le accuse e preparano la battaglia con la NBA
I Los Angeles Clippers hanno contestato pubblicamente le conclusioni dell’indagine sul caso Kawhi Leonard e le sanzioni imposte dalla NBA.
La franchigia ha definito il procedimento fortemente condizionato e costruito, a proprio giudizio, per confermare una ricostruzione prestabilita. I Clippers sostengono inoltre che le indicazioni ricevute privatamente dalla lega durante l’indagine sarebbero differenti rispetto alle conclusioni annunciate pubblicamente.
La società ha ribadito di aver collaborato con gli investigatori, ma ha annunciato l’intenzione di utilizzare ogni strada disponibile per dimostrare la propria estraneità alle violazioni. La posizione espressa dal club apre quindi un possibile nuovo fronte procedurale.
Non è però chiaro attraverso quale meccanismo i Clippers possano contestare i provvedimenti. Nel proprio comunicato la NBA ha precisato che l’accordo raggiunto con la NBPA rende le sanzioni definitive e vincolanti. Una fonte della lega citata dal Los Angeles Times ha inoltre sostenuto che per la franchigia non sarebbe previsto un normale procedimento di arbitrato o appello.
Kawhi Leonard ha pubblicato una dichiarazione distinta, sostenendo di non aver avuto conoscenza diretta delle violazioni commesse dai propri rappresentanti. Il giocatore è stato condannato a versare 700.000 dollari alla NBA, mentre il suo ex business manager Dennis Robertson è stato escluso per cinque anni da qualsiasi rapporto professionale con squadre e società affiliate.
I provvedimenti principali restano la multa da 30 milioni di dollari ai Clippers, la perdita di cinque prime scelte consecutive tra il 2029 e il 2033 e la sospensione annuale del proprietario Steve Ballmer. Lawrence Frank è stato sospeso per sei mesi e Gillian Zucker per un anno.
Tutte le conclusioni dell’indagine e le sanzioni sono state ricostruite nel dettaglio nell’articolo pubblicato mercoledì su Basket Magazine. Fonti: Los Angeles Times
Knicks, tre rinnovi ancora da definire
I New York Knicks devono decidere come gestire le possibili estensioni di Karl-Anthony Towns, Josh Hart e Miles McBride.
Towns può teoricamente ottenere un quadriennale da circa 272 milioni di dollari. Un accordo al massimo salariale aggraverebbe però le difficoltà dei Knicks rispetto alle due soglie dell’apron e ridurrebbe sensibilmente la flessibilità futura della dirigenza.
New York sarebbe disposta a discutere un rinnovo solamente in presenza di uno sconto significativo. Una cifra complessiva vicina ai 180 milioni viene indicata come possibile ordine di grandezza, ma non corrisponde a un’offerta formale già presentata.
Towns ha ancora due anni sul contratto attuale, compresa una player option da circa 61 milioni per la stagione 2027-28. Non esiste quindi una scadenza immediata, anche se la scelta influenzerà le successive decisioni sul roster.
La posizione di Josh Hart appare meno urgente. I Knicks controllano il suo contratto fino al 2028 attraverso una team option e le parti potrebbero ancora trovare un’intesa triennale in un intervallo vicino ai 60 milioni.
Un rinnovo di Miles McBride viene invece considerato meno probabile. Il suo stipendio contenuto lo rende un elemento utile anche all’interno di eventuali scambi, mentre un’estensione introdurrebbe alcune limitazioni alla possibilità di cederlo.
Nessuno dei tre giocatori ha raggiunto un accordo. Le cifre indicate rappresentano valutazioni e possibili scenari, non proposte ufficiali già accettate. Fonte: New York Post
Giddey crede nel ritorno dei Bulls ai playoff
Josh Giddey ritiene che i Chicago Bulls abbiano costruito un roster in grado di competere per un posto nei playoff.
La squadra ha concluso l’ultima stagione con 31 vittorie e 51 sconfitte, rimanendo fuori anche dal Play-In. Il rendimento è stato però condizionato dai problemi fisici e dall’assenza prolungata di diversi elementi della rotazione.
Giddey ha chiuso l’annata con 17 punti, 8,3 rimbalzi e 9,1 assist di media, stabilendo i propri massimi in carriera in tutte e tre le categorie. La nuova Chicago dovrebbe affidargli ancora una parte importante della creazione offensiva.
Secondo il playmaker australiano, il gruppo dispone di una buona combinazione tra veterani abituati a partite importanti e giovani desiderosi di dimostrare il proprio valore. La continuità di rendimento rappresenterà però il passaggio necessario per migliorare il risultato della scorsa stagione.
I Bulls hanno affidato la panchina a Tiago Splitter e individuato nel rookie Caleb Wilson uno dei principali volti del nuovo progetto. Gli arrivi di Norman Powell e Nic Claxton dovrebbero inoltre aggiungere esperienza e solidità alla rotazione. Fonte: intervista a ClutchPoints
Di Flavio Tarabù
In foto: Amen Thompson | Fonte profilo Facebook Houston Rockets