Parafrasando il titolo di una delle più celebri canzoni di Luciano Ligabue, “Una vita da mediano”, la storia di Amedeo Della Valle a Varese è quella di un fenomeno che ha passato la sua “vita cestistica” da eterno rivale. E che ora approda in quella città che tante volte lo ha temuto e a cui ha fatto perdere tante partite. Con una giocata, con una prestazione da fuoriclasse. È tutto così strano.
UNA VITA DA RIVALE
“Fa strano anche a me effettivamente”, è umano e Amedeo Della Valle lo riconosce subito. Nella conferenza stampa di ieri, il play azzurro non ha nascosto la sensazione particolare di essere qui, a Varese. Dopo un’estate turbolenta, “uno shock” emotivo e cestistico. L’addio di Brescia e da Brescia. La voglia di continuare a essere determinante e vicino. Vicinissimo. In quel palazzetto che ha sofferto le sue giocate, le sue triple, quella incredibile e unica tecnica di tiro.
Un fenomeno. Noi lo abbiamo rinominato il “colpo del secolo”, forzando volutamente la mano. Tuttavia, la dimensione di questo acquisto è enorme. Mediaticamente e tatticamente. Il nome di Della Valle sposta nettamente i riflettori di tante squadre su Varese. È uno di quei pochi giocatori che devono essere studiati attentamente durante la settimana dagli altri. Per costruirgli una gabbia, arginarlo. Per provare ad intuire prima cosa lui ha già architettato nella sua mente geniale. Della Valle è unico nel suo genere, perché capta cose che gli altri non vedono. Miro Bilan (non il primo che passa) lo ha anche evidenziato nell’ultimo incontro pubblico che hanno avuti. Davanti a tutti si è detto dispiaciuto di non poter giocare più con lui. E che gli ha cambiato la vita.
Varese spera nella stessa sorte. Dopo una vita da rivale, da uomo temuto e mai saputo realmente contenere. Dopo gli anni a Brescia che sembravano dover rappresentare l’ultima tappa della sua carriera, Amedeo si è ritrovato a dover ricostruire il futuro. Eppure si riconosce ancora giovanissimo. Ma soprattutto leader. Leader nelle dichiarazioni, nel modo di stare coi compagni. Nell’interpretazione del gioco della squadra, nell’aver capito che Varese ha bisogno di lui subito. In spogliatoio, con il suo carisma e la sua esperienza. Fuori, con la sua intelligenza.
È un colpo che sposta tanto perché è un uomo che vive del sorriso e del lavoro. Della conoscenza profonda del campionato di LBA. Del fatto che sa stare sotto i riflettori. Della consapevolezza di essere l’italiano che ha segnato più punti nel nostro campionato negli ultimi 10 anni. Tutte queste componenti fanno sì che Amedeo sia veramente il colpo del secolo per Varese. Soprattutto se si parla di giocatori italiani con questo status approdati qui, sul parquet di Masnago.
L’INFORTUNIO DI MCDOWELL-WHITE
E dopo l’annuncio di ieri della lesione al bicipite di McDowell-White, Varese dovrà ancora di più affidarsi a Della Valle. Che dovrà, a sua volta, provare a trascinare i biancorossi in questo mese di assenza del play australiano. Un mese che inizia subito forte, con l’esordio contro la Virtus. Della Valle è pronto, lo ha evidenziato nettamente ieri nella conferenza stampa di presentazione. Si è detto concentrato e voglioso. Domenica, dopo una vita da rivale, vestirà la 8 della Openjobmetis Varese. Il palazzo sarà sold out. È tutto così strano. Eppure così meravigliosamente vero.
di Antonio Catalano
Credit Foto: Pallacanestro Varese