Paris Basketball e Bayern Monaco nel 2026, Den Holder e Maes Pils nel 1991, con l’Olimpia Milano, oggi griffata Armani, al tempo targata Philips, a fare da minimo comune denominatore. Per la prima volta dal lontano 1991, il Partizan ha avviato l’Eurolega con tre successi consecutivi che hanno proiettato Belgrado tra i candidati allo status di sorpresa dell’anno sportivo, ovviamente assieme a una Virtus Bologna capace di sconfiggere l’Olympiacos campione d’Europa con una partita pazza, vinta al Paladozza con una tripla allo scadere di Marcus Carr.

Il successo ottenuto in rimonta a Monaco di Baviera, facilitato dai 4 punti, 7 assist e 4 recuperi di Alessandro Pajola, la vittoria più netta di Parigi, favorita dalla solida prestazione da 16 punti e 6 recuperi di Luca Vildoza, e la prova di carattere contro Milano alla prima giornata, caratterizzata dalla doppia doppia da 20 punti e 10 assist di Carlik Jones, hanno come tratto comune una difesa aggressiva con la quale Joan Peñarroya intende motivare il proprio roster a giocare un alto numero di possessi, da finalizzare preferibilmente con soluzioni perimetrali.

La proposta cestistica con la quale lo stratega nativo di Terrassa sta trovando una sintesi sublime ed efficace tra il rigore difensivo della scuola ex jugoslava e il ‘corri e tira’ più tipicamente catalano ha permesso al Partizan di eguagliare il record stabilito nella magica stagione 1991/92, quando Belgrado, costretta all’esilio a Fuenlabrada per via delle sanzioni internazionali, ha vinto il suo finora unico titolo di campione d’Europa.

Un segnale di salute

Allenato da un allora giovane Željko Obradović, il Partizan mise in atto quei principi difensivi e quel gioco controllato proveniente dagli insegnamenti del professor Aza Nikolić, ripresi anche da Duško Vujošević, che permisero a Belgrado di avviare al meglio una stagione nella Coppa dei Campioni della FIBA trascinato da Predrag Danilović, oltre che da quel Sale Đorđević che, nella finale con la Joventut Badalona, avrebbe segnato la tripla decisiva a fil di sirena che valse il titolo.

La stagione è solo all’inizio, e sicuramente per il Partizan di oggi parlare di successo di Eurolega è abbastanza avventato. Nonostante ciò, il raggiungimento del record della stagione del titolo di campione d’Europa rappresenta non solo un dato storico degno di testimonianza giornalistica, ma anche un segnale di come, con gerarchie ben chiare nel proprio roster, Belgrado quest’anno sia determinato a sorprendere il quanto più possibile nella massima competizione europea per club.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović e Aza Nikolić (nell’immagine a sinistra, da sinistra a destra) e Joan Peñarroya (in evidenza nell’immagine a destra). Copyright: Matej Katsouranis / Basket Magazine / AI generated image