“L’anno scorso è stato incredibile, l’obiettivo è mantenere questo bel rapporto tra squadra, città e tifosi.”
La stagione di Serie A2 è cominciata, e già ci sono stati i primi colpi di scena. La JuveCaserta, al ritorno in Serie A2, è pronta ad accogliere una delle favorite di questo campionato, la Fortitudo Bologna. Coach Lino Lardo, alla guida di Caserta dall’inizio della scorsa stagione che ha portato i bianconeri alla promozione in A2 con una cavalcata incredibile, ha presentato la sfida tra queste due piazze storiche: “Bisogna affrontarli con coraggio, è una sfida affascinante. Mi porto dietro un ricordo poco positivo della Fortitudo“.
29 stagioni da allenatore, e coach Lardo è pronto ad una nuova stagione, che Caserta ha cominciato lottando sul campo di Rieti, sconfitta 81-73 dopo una buona prima prova. L’esordio in A2 del PalaPiccolo, dove nella giornata di oggi è stato presentato il nuovo title sponsor ProValue, e che si spera un giorno possa essere sostituito da un impianto adeguato per ospitare i tanti tifosi bianconeri, sarà quindi domenica.
“Per avere un palazzetto più grande, tanto passa dai risultati di quest’anno“. In quest’intervista tanti i temi affrontati, dalla promozione dello scorso anno, alla costruzione del roster per affrontare l’A2 e gli obiettivi di questa stagione. Senza dimenticarci di favorite, analisi del campionato, fuga in NCAA e del basket in Campania, sempre più competitivo.
Come è nata la promozione dello scorso anno, che non era stata messa in programma?
“E’ vero, eravamo una squadra per otto decimi nuova. Iniziavamo un percorso che ci avrebbe portato poi entro qualche stagione nella serie superiore, invece devo dire che i ragazzi hanno un po’ bruciato le tappe. E’ stata una promozione nata da un gruppo stupendo, in cui si è cresciuti giorno dopo giorno fino alla serie playoff da 14 partite. Credo che la promozione sia nata dalla crescita di questa squadra.”
Come si è costruita la squadra per il salto in A2, lasciando un blocco importante dalla B?
“Siamo consapevoli che come primo anno di Serie A2 sarà importante mantenere la categoria, abbiamo molti giocatori ancora sotto contratto, ma soprattutto ci tenevamo a confermare un blocco dell’anno scorso che potesse crescere anche in questa categoria. Molti di questi ragazzi sono esordienti, e abbiamo cercato di inserire due stranieri che potessero aggiungersi bene a questo gruppo. E’ un’altra sfida importante, ma allo stesso tempo sappiamo che questi ragazzi cresceranno anche in questa categoria. Ci vorrà un po’ di pazienza ed adattamento, ma pensiamo che il gruppo sia solido.”
A proposito degli stranieri, come ci descrive Jaron Johnson e Jalen Henry?
“Ci è piaciuta molto la duttilità di Henry, perchè possiamo considerarlo un 5 undersize, che può giocare in due o quattro ruoli. E’ stato entusiasta dal primo momento in cui abbiamo parlato. E’ un giocatore solido, ma ci ha colpito in particolare la sua serietà e la voglia di venire a Caserta. Johnson è stata un po’ una sorpresa, perchè non pensavamo che un giocatore come lui potesse scegliere noi, dato che ha sempre giocato in prime leghe. Ci può portare quella pericolosità offensiva, ma soprattutto l’esperienza, che può aiutare questo gruppo. E’ arrivato un po’ in ritardo, perciò non è ancora al 100%. Pensiamo che sia il giocatore che possa sposarsi bene con le nostre guardie.”
Qual è il tipo di gioco che sta portando avanti, rispetto alla B ci sono stati, o ci saranno, cambiamenti, o la linea guida resta quella?
“La nostra è una squadra un po’ più offensiva, che va anche in controtendenza con quella che è la mia idea di basket. Abbiamo dei giocatori che prediligono la fase offensiva e il gioco in velocità. Dobbiamo essere bravi ad adattarci alla fisicità di questo campionato, che sicuramente sarà diversa da quella della Serie B. Stiamo cercando di lavorare su questo, ma allo stesso tempo non vogliamo cambiare la nostra mentalità offensiva. Lo scorso anno le cose migliori le abbiamo fatte giocando in velocità, e cercando di giocare tutti insieme.”
Qual è l’obiettivo di Caserta?
“L’obiettivo principalmente è mantenere quel bel rapporto che c’è stato tra la squadra, la città e i tifosi. L’anno scorso è stato incredibile, fin dalla prima partita c’è stato un clima pazzesco. Questi ragazzi hanno trasmesso veramente delle belle sensazioni. Il palazzetto era caldo e pieno di ragazzini e famiglie. Ci piacerebbe mantenere questi valori insieme alla città e ai tifosi, consapevoli che non sarà come il campionato delle scorso anno, perchè è stata la nostra forza. L’obiettivo di campo primario è mantenere la categoria, perchè questa è una società giovane, anche se Caserta è da un po’ di tempo che aspettava questo ritorno.”
Il fattore campo è importante. Al PalaPiccolo c’è un pubblico caldissimo, ma al tempo stesso è un punto di sofferenza per non avere un impianto adeguato, dopo la vicenda del PalaMaggiò, per tutto il pubblico casertano.
“Per questa società e per questa città ci vorrebbe un impianto come il PalaMaggiò, che possa accogliere tutte le richieste dei nostri tifosi che vogliono sostenere la squadra. La società sta lavorando, insieme alle istituzioni, per fare in modo che si possa arrivare ad avere un impianto adeguato. Allo stesso tempo, però, non possiamo demonizzare il PalaPiccolo, che è un palazzetto storico, prima del PalaMaggiò si giocava qui. E’ stato ristrutturato, ed è molto carino e accogliente, ma molto piccolo per tutte le persone che vogliono vederci giocare. Ci sono tutte le possibilità per avere un impianto importante, tanto passa da noi e da questi ragazzi che diano soddisfazioni a questa città di basket.”
Le sue sensazioni da quando è arrivato a Caserta, come vive la città dal punto di vista emotivo e com’è il suo rapporto con la gente?
“Quando c’è stata la chiamata di Caserta, quasi la speravo perchè a me piacciono molto le sfide. Caserta, per me che ho qualche capello bianco, so cosa vuol dire e l’opportunità di venire ad allenare una squadra per rilanciarla è stato prima un motivo d’orgoglio e poi di sfida. Non mi aspettavo di salire così presto. Ci troviamo bene a Caserta, è una città accogliente. Ci godiamo la Reggia, ci andiamo a fare delle bellissime passeggiate, ma soprattutto quando vado al palazzetto a piedi o in bici mi piace scambiare qualche parola con le persone, parlare della squadra o di altro. A me piace molto il rapporto diretto e umano, e questo è uno dei posti ideali per farlo.”
Caserta potrà tentare, prima o poi, di fare anche l’altro salto per l’A1?
“Credo che un punto importante sarà proprio questa stagione, perchè magari non eravamo ancora pronti per questo salto. La società è molto seria e lavorerà in futuro per consolidarsi. C’è una spinta emotiva e non solo enorme, quindi ci potranno essere interessi di aziende o enti che possano pensare di far crescere questa società, come si è già visto con ProValue. Dipenderà molto da quest’anno se riusciremo a mantenere la categoria per poi crescere insieme. Una città con questo calore e questa tradizione si merita la serie superiore, ma va raggiunta a piccoli passi.”
Cosa si aspetta dalla sfida contro la Fortitudo Bologna?
“Come prima partita in casa è una sfida affascinante. Ritorno in A2 a Caserta contro una delle favorite del campionato ed una società che ha storia e tradizione. Vogliamo fare tutti bella figura, portare a casa una vittoria sarebbe fantastico, però di mezzo c’è una grande squadra. Bisogna affrontare questa partita con coraggio, voglia e anche piacere di affrontare una squadra così forte. Della Fortitudo purtroppo ho un ricordo non positivo: il canestro sulla sirena di Douglas in finale scudetto quando ero a Milano (ride, ndr).”
Un giudizio sul big match tra Avellino e Rimini, che sono due delle favorite di questo campionato.
“Rimini è una squadra che negli ultimi anni ha fatto un percorso chiaro di crescita e lo ha fatto vedere negli ultimi due campionati. E’ allenata bene, ed è anche bello rivedere Rimini ai vertici dell’A2. Avellino credo sia una squadra molto forte e molto interessante. Anche Avellino è una piazza che merita tanto. Sono due squadre che mi piacciono tanto per come sono allenate, credo che saranno protagoniste di questo campionato.”
Pronostico per la stagione?
“Ci sono cinque o sei squadre che lotteranno per la promozione sicuramente, poi le altre potranno giocarsela. In ogni campionato ci sono delle sorprese come è stato Cividale in questi anni. Almeno nella prima parte di stagione sarà difficile fare pronostici, poi dopo potremo capire quali sono i veri equilibri. Io credo molto nel lavoro e nella crescita delle squadre partita per partita. Tocca risentirsi a fine girone d’andata.”
Quali italiani pensa possano mettersi in luce quest’anno?
“Mi fa molto piacere che tante squadre hanno preso molti giovani dalla B, ce ne sono davvero tanti che hanno delle ottime potenzialità, bisogna solo farli giocare e crescere. Mi piace molto Cividale proprio per questo, per il percorso che fa fare ai propri giocatori crescendoli. Bisogna dare l’opportunità ai giovani italiani di giocare delle partite vere e non stare ai margini.”
Sembra un campionato ancora più competitivo con cinque squadre a giocarsi la Serie A e altre mine vaganti. E’ d’accordo con questa definizione, mentre un allenatore esperto come Caja ha detto che rispetto all’anno scorso ci sono meno squadre competitive?
“Credo che sia un campionato mediamente di buon livello, non inferiore allo scorso anno. Secondo me sono arrivati stranieri di ottima caratura perciò immagino un campionato che possa far divertire gli appassionati e alzare il livello dello spettacolo e delle partite, e che sia utile anche per i giocatori italiani impegnati nelle proprie squadre.”
Il presidente di Lega ha detto che l’A2 non puo’ essere considerato più solo un campionato di formazione, perchè competizione ed impegno dei club sono aumentati tanto. Al tempo stesso bisogna proseguire sulla ricerca della sostenibilità, ha qualche idea?
“Sono d’accordo con il presidente di Lega. Il campionato di A2 è diventato a tutti gli effetti molto competitivo. Nella scorsa stagione abbiamo visto molti palazzetti con tante presenze, un seguito importante ed una pallacanestro piacevole, e soprattutto proprietari delle società che investono molto. Penso sia un campionato da prendere molto seriamente, dove i giocatori italiani hanno l’opportunità di diventare protagonisti. La mia idea è farlo diventare molto più visibile a livello di tv e media, sui giornali. Magari proporre manifestazioni ed eventi che possano promuoverlo.”
Questa fuga di giovani italiani in NCAA è una cosa positiva per il presente e il futuro della pallacanestro italiana?
“Ci sono due aspetti positivi: i giovani talenti possono andare a confrontarsi in un basket diverso dal nostro, e avere un margine di crescita ed esperienza sia a livello cestistico che umano. Dall’altra parte, pensando che migliorino e diventano più competitivi, possono essere un vantaggio, quando torneranno, anche per noi e per la nostra Nazionale. Lasciare partire magari qualche giocatore importante che può essere utile ai club non è sempre bello, ma bisogna vederla anche dal punto di vista personale del ragazzo, che può crescere ed avere un’esperienza di vita importante.”
Un pensiero sul fermento che c’è in Campania, una regione che pulsa di basket con Caserta ed Avellino in A2, e Scafati e Napoli in A1.
“E’ un momento bello per il basket in Campania. Ci sono due squadre in A1 e altre due in A2. Ci sono delle belle strutture e bei club che investono da anni. C’è sempre stato un bel movimento cestistico in Campania, adesso ci sono anche delle realtà che possono guidare l’intera Regione. La cosa importante è che ci sia una sorta di sinergia tra queste società per promuovere ancora di più il basket in Campania. A Caserta abbiamo un bellissimo settore giovanile ma nella provincia ci sono tante altre società che lavorano bene, e questo deve essere una base per tutto il basket, sia provinciale che regionale.”
Un pensiero sul momento delle Nazionali femminili, che lei ha allenato prima di coach Capobianco. Questi risultati possono aiutare a rilanciare il movimento femminile?
“Il risultato degli Europei e dei Mondiali ci fa ben sperare. Il movimento del basket femminile deve essere bravo a trarre vantaggio da questi risultati, ho visto che c’è stata molta partecipazione ed attenzione a queste ragazze. C’è bisogno di risultati importanti che possano fare da traino a tutto il movimento. Purtroppo il basket femminile è un po’ sconosciuto a molti appassionati, invece è un bellissimo campionato e molto competitivo. Dietro c’è tantissima passione. Sono strafelice per le ragazze, ne ho allenate molte nelle scorse edizioni degli Europei, mi fa molto piacere. Un grande merito ad Andrea Capobianco che ha saputo guidare con la sua esperienza e la sua abilità tecnica queste ragazze.”
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Foto di Ciamillo Castoria, coach Lino Lardo

