Il ritorno della Serie A a Verona ha subito un sapore speciale. Per la prima gara casalinga dell’anno, la Tezenis ritrova infatti davanti al proprio pubblico una delle avversarie più prestigiose possibili: l’Olimpia Milano.

Una prima in casa dal fascino particolare. Da una parte Verona, tornata a misurarsi con il massimo campionato; dall’altra i campioni d’Italia, abituati da anni a muoversi tra vertice italiano ed EuroLeague. Un incrocio che alza immediatamente il livello della serata e restituisce un’atmosfera da grandi occasioni.

La palla a due è fissata per lunedì 5 ottobre alle 20.45 al Pala MAGIS, con diretta su LBATV.

IL MOMENTO

La prima della nuova vita in Serie A non ha portato punti in classifica, ma la trasferta di Tortona ha lasciato alla Tezenis parecchio materiale su cui lavorare.

Il 101-93 della Nova Arena ha raccontato infatti una partita rimasta aperta molto più a lungo di quanto possa suggerire il punteggio finale. Verona si è presentata con rotazioni ridotte, visto che Andrew Andrews e Izaiah Brockington sono rimasti fuori per problemi burocratici, e nonostante questo è arrivata all’ultima pausa sotto appena 76-75, prima che Tortona riuscisse a prendere definitivamente il controllo negli ultimi dieci minuti.

Le indicazioni migliori sono arrivate dall’attacco. Mike Tobey ha aperto la propria stagione con 19 punti e 11 rimbalzi, Massinburg ne ha aggiunti 17 con 7 assist, Zampini 15, Ambrosin 11 e Samuels 10. Una produzione distribuita che ha permesso ai gialloblù di superare quota 90 nonostante l’assenza di quello che, nelle intenzioni, rappresenta il principale gestore offensivo della squadra.

Contro Milano una delle due caselle mancanti tornerà però a riempirsi: Andrew Andrews è regolarmente a disposizione di Ramagli e si prepara quindi al proprio debutto in campionato.

Diverso il discorso per Brockington. Risolte le questioni burocratiche, l’esterno americano si è fermato questa volta per una lesione al soleo sinistro e verrà rivalutato dallo staff medico tra 10 e 15 giorni. Un’assenza che rischia quindi di protrarsi oltre la sfida con Milano e che spinge Verona a guardarsi attorno sul mercato, valutando la possibilità di aggiungere temporaneamente un altro giocatore per allungare le rotazioni.

Meno rassicurante quanto è accaduto nell’altra metà campo. I 101 punti concessi sono inevitabilmente il primo dato a saltare all’occhio e contro Milano il margine per concedere vantaggi semplici si ridurrà ulteriormente.

Il rientro di Andrews aggiungerà però una dimensione fin qui soltanto intravista. Palleggio, creazione e capacità di gestire i possessi potranno alleggerire alcune responsabilità degli altri esterni e permettere a Ramagli di avvicinarsi per la prima volta in campionato alla distribuzione dei compiti immaginata durante l’estate.

Milano rappresenterà un test quasi proibitivo sulla carta, ma anche un primo banco di prova per capire quali delle buone sensazioni lasciate da Tortona riusciranno a sopravvivere quando il livello si alzerà ulteriormente.

LA SQUADRA AVVERSARIA

Presentare Milano significa inevitabilmente partire dalla profondità di un organico costruito ancora una volta per affrontare contemporaneamente campionato ed EuroLeague.

Peppe Poeta dispone di un reparto esterni nel quale Darius Thompson e RJ Cole possono gestire il pallone, mentre Devon Hall, Leandro Bolmaro, Marko Guduric, Stefano Tonut, Diego Flaccadori e Garrison Mathews garantiscono soluzioni molto diverse tra loro. C’è chi può creare dal palleggio, chi dare fisicità e difesa sul perimetro, chi allargare il campo con il tiro e chi attaccare gli spazi senza bisogno di grandi volumi offensivi.

Nel pacchetto interno le alternative non mancano di certo. Jason Burnell, Alec Peters, Giampaolo Ricci e Nicola Akelepossono essere utilizzati in modi molto diversi tra loro: dal gioco fronte a canestro alla capacità di aprire il campo, passando per fisicità, rimbalzo e lavoro sporco. Più vicino al ferro, invece, Moses Wright, Devin Booker e Ousmane Diop permettono a Poeta di scegliere tra verticalità, presenza in area, centimetri ed esperienza a seconda delle esigenze della partita.

La settimana che conduce a Verona è però tutt’altro che leggera.

Dopo il successo sofferto per 83-79 contro Trieste nella prima giornata di campionato, Milano ha affrontato due gare di EuroLeague nel giro di quattro giorni. Martedì ha superato la Virtus Bologna 87-85, con Devon Hall che ha deciso il derby sulla sirena; venerdì, invece, è caduta 86-76 sul campo del Baskonia.

A Vitoria l’Olimpia ha mostrato due facce molto differenti.

È partita male, ha chiuso il primo quarto sotto 26-16 ed è scivolata fino al -13. Nella ripresa ha però completamente cambiato passo e ha ricucito progressivamente lo strappo, fino al canestro di Hall che a 6’40” dalla sirena ha firmato il primo vantaggio milanese sul 70-72.

Proprio quando l’inerzia è sembrata girare definitivamente, Milano si è nuovamente spenta. Baskonia ha chiuso con un 16-4 di parziale e ha consegnato alla squadra di Poeta un’altra trasferta europea senza vittoria, con la squadra che ha pagato soprattutto un approccio difensivo insufficiente e una serata poco brillante dalla lunga distanza.

Moses Wright ha terminato la gara come miglior realizzatore biancorosso con 17 punti, mentre Devon Hall ha aggiunto 12 punti e 12 assist. Peters ha chiuso con 10 punti e 7 rimbalzi, Burnell con 8 e ha offerto ancora una volta un contributo importante nel momento in cui Milano ha costruito la propria rimonta.

Lunedì Milano giocherà quindi la terza partita in sette giorni dopo Virtus e Baskonia, la quarta contando anche l’esordio di campionato contro Trieste. Un calendario che rende ancora meno semplice prevedere le scelte del tecnico biancorosso.

Resta da capire quali saranno gli uomini scelti per il PalaOlimpia, con Poeta costretto a lasciare fuori tre dei nove stranieri a disposizione.

IL PROTAGONISTA

Il primo nome da cui ripartire in casa Verona non può che essere quello di Mike Tobey.

Il centro sloveno si è presentato alla Serie A con 19 punti e 11 rimbalzi, confermando fin dalla prima giornata quanto il suo ruolo vada oltre quello del semplice terminale interno. Ha colpito dall’arco, ha aperto il campo e ha messo a disposizione della squadra quelle letture che possono trasformarlo in uno dei principali snodi dell’attacco gialloblù.

Contro Milano cambierà completamente la natura dell’esame.

A seconda delle scelte di Poeta, Tobey potrà trovarsi davanti la verticalità di Wright, la struttura e l’esperienza di Booker oppure quintetti più mobili nei quali Peters verrà utilizzato da centro tattico.

Ed è proprio qui che la sua capacità di leggere la partita potrà diventare ancora più importante. Verona difficilmente potrà pensare di vivere soltanto di uno contro uno: muovere la difesa milanese, costringere i lunghi a prendere decisioni e coinvolgere Tobey anche lontano dal ferro rappresenterà uno dei modi per evitare di attaccare continuamente una difesa già schierata.

GLI UOMINI DA SEGUIRE

L’esordio di Tortona ha offerto risposte interessanti anche da CJ Massinburg e Federico Zampini.

L’ex Brescia ha iniziato con il piede giusto, chiudendo a 17 punti e 7 assist e ha saputo prendersi le proprie conclusioni quando si sono aperti gli spazi, ma anche leggere la difesa e coinvolgere i compagni.

Il capitano non ha invece risentito del salto di categoria. I 15 punti di Tortona sono arrivati in una partita nella quale ha dovuto gestire più possessi e responsabilità del previsto, rispondendo con la stessa sicurezza mostrata nei momenti più importanti della scorsa stagione.

Lunedì gli equilibri del reparto cambieranno con il debutto in campionato di Andrew Andrews.

La curiosità non riguarderà soltanto ciò che il nuovo playmaker potrà produrre individualmente, ma soprattutto il modo in cui la sua presenza modificherà i compiti di Zampini e Massinburg e, più in generale, la struttura dell’attacco veronese.

Da seguire anche RJ Melendez, che a Tortona ha stretto i denti nonostante il problema alla caviglia accusato appena due giorni prima. Contro una Milano capace di presentare ali lunghe, atletiche e fisiche, le sue caratteristiche potranno diventare particolarmente utili, soprattutto se le condizioni gli permetteranno di alzare ulteriormente il livello di energia.

LA CHIAVE

Pensare di affrontare Milano semplicemente accettando il suo ritmo rappresenta una tentazione pericolosa.

Verona nasce per correre, attaccare il campo aperto e sfruttare quei secondi nei quali la difesa avversaria non ha ancora trovato la propria geometria. Contro una squadra così strutturata, giocare ogni possesso cinque contro cinque a metà campo rischierà di trasformare la partita in una lunga salita.

Ma velocità non deve significare frenesia.

Milano ha uomini sufficienti per cambiare quintetto senza abbassare drasticamente il livello di talento e una partita trasformata in una continua successione di possessi potrebbe finire per premiare proprio la maggiore profondità ospite.

Verona dovrà quindi scegliere quando accelerare e, soprattutto, riuscire a restare dentro il proprio piano anche nei momenti in cui l’Olimpia proverà inevitabilmente a cambiare marcia.

L’altro punto passerà dalla difesa. Tortona ha trovato con troppa facilità conclusioni ad alta percentuale e proprio la partita di Vitoria ha mostrato invece quanto Milano possa soffrire quando perde fluidità. L’Olimpia ha chiuso contro Baskonia con 7/24 da tre e ha vissuto un primo tempo nel quale il tiro dall’arco ha faticato a entrare con continuità.

Pensare di replicare semplicemente quanto fatto da Baskonia sarebbe chiaramente semplicistico, ma il messaggio rimane: concedere ritmo a questa Milano significa darle la possibilità di mettere in moto una quantità di talento difficilmente sostenibile. Costringerla invece a costruire ogni vantaggio potrebbe essere il primo passo per provare a tenerla dentro una partita più sporca.

IL PERICOLO PUBBLICO

Contro Baskonia il miglior realizzatore è stato Moses Wright, Hall ha messo insieme una doppia doppia da 12 punti e 12 assist, Burnell ha dato una spinta importante durante la rimonta e Peters ha chiuso in doppia cifra. Quattro giocatori differenti, quattro modi completamente diversi di incidere.

È proprio questa la difficoltà principale nel preparare una partita contro l’Olimpia. Milano può mettere centimetri sul perimetro, giocare con più creatori contemporaneamente, aumentare la componente atletica oppure aprire il campo con lunghi in grado di allontanarsi dal ferro.

Jason Burnell è forse il giocatore che meglio rappresenta quanto possa essere profonda la rosa milanese. Ha cominciato la propria stagione italiana con 20 punti e 10 rimbalzi contro Trieste e ha continuato a produrre anche quando il pallone non è passato sistematicamente dalle sue mani. Nel derby europeo di martedì è stato prezioso con 10 rimbalzi e a Vitoria ha dato un contributo importante nel momento in cui Milano è riuscita a ribaltare la partita. La sua lunga esperienza nel campionato italiano e la profonda conoscenza tra i due, lo rende uomo a cui Poeta difficilmente rinuncia.

IL DUELLO

Mike Tobey contro Moses Wright, qualora il lungo americano venga confermato tra i sei stranieri scelti da Poeta, rappresenterà uno degli incroci più intriganti della serata.

Due interpretazioni quasi opposte dello stesso ruolo.

Tobey vive di tecnica, spaziature e letture. Wright porta soprattutto verticalità, esplosività e capacità di giocare sopra il ferro.

Lo sloveno proverà a trascinare il diretto avversario lontano dall’area e a costringerlo a prendere decisioni in spazi più larghi; Wright avrà invece tutto l’interesse a rendere il duello quanto più fisico e verticale possibile.

Rimane il punto interrogativo delle scelte di Poeta, ma quanto mostrato nelle prime gare rende Wright uno dei candidati più credibili per trovare spazio anche nella trasferta veronese.

GLI INFORTUNATI

Tezenis Verona: assente Izaiah Brockington. Dopo aver saltato la prima giornata contro Tortona insieme ad Andrew Andrews per problemi burocratici, l’esterno statunitense ha accusato un dolore al polpaccio sinistro durante l’allenamento di martedì 29 settembre. Gli accertamenti hanno evidenziato una lesione al soleo sinistro: il giocatore ha iniziato il percorso terapeutico e verrà rivalutato tra 10 e 15 giorni. Andrews, risolte invece le questioni burocratiche che hanno impedito il suo utilizzo a Tortona, sarà regolarmente a disposizione di Ramagli contro Milano.

Olimpia Milano: Marko Guduric non ha partecipato alla gara contro Baskonia per la nascita della figlia, mentre Nicola Akele e Ousmane Diop sono rimasti fuori esclusivamente per scelta di turnover. La composizione definitiva del roster per Verona, soprattutto per quanto riguarda i sei stranieri, verrà quindi definita da Poeta a ridosso della partita.

Lunedì sera Verona ritroverà finalmente la Serie A davanti al proprio pubblico e sarà subito un crash test per i gialloblù.

Dall’altra parte ci sarà un’Olimpia reduce da una settimana piena di viaggi, partite e rotazioni, ma anche da una sconfitta che difficilmente ha lasciato soddisfatto Peppe Poeta. Milano arriverà quindi con qualche fatica nelle gambe e diversi interrogativi ancora da sciogliere nelle scelte, ma anche con la necessità di dare una risposta dopo quanto accaduto a Vitoria.

Per la Tezenis il compito sarà diverso: provare a trasformare l’entusiasmo del ritorno a casa in qualcosa che possa resistere anche quando la qualità dell’avversario comincerà a farsi sentire.

Tortona ha mostrato che Verona può segnare e rimanere dentro una partita di Serie A. Milano dirà qualcosa in più sulla capacità di farlo contro una squadra che, anche cambiando uomini e spartito, continua ad avere soluzioni praticamente ovunque.

Forse è proprio questo il fascino della prima notte casalinga: non tanto misurare immediatamente quanto sia grande la distanza, quanto vedere se Verona riuscirà a rendere la partita più complicata di quanto il pronostico lasci immaginare.

ROSTER

Verona – Milano

Foto: Ciamillo Castoria