“Dall’arrivo del presidente Maiorana la Serie A2 ha fatto un ulteriore passo in avanti!”

Renzo Vecchiato, protagonista dei parquet italiani tra gli anni ’80 e ’90, ha analizzato questa nuova stagione di Serie A2, che si presenta ogni anno più competitiva. Pronti a vivere un weekend pieno di sfide interessanti, il big match tra Fortitudo Bologna e Rimini è quello sui cui è riportata maggiormente l’attenzione. Due big del campionato pronte a sfidarsi per una partita che vale fino ad un certo punto, in vista di una stagione dove lotteranno entrambe per la promozione. “La Fortitudo ha dato una prova determinante a Caserta, in questo momento è superiore a Rimini, dove i due stranieri devono ancora integrarsi bene“. Renzo Vecchiato, ex di entrambe le squadre, prima a Rimini e poi a Bologna, ha detto la sua sul big match e su chi sia favorita per la vittoria.

Oltre a questo, nell’intervista si è parlato della competitività del campionato di A2, del progetto di Cividale e del futuro dei talenti italiani andati in NCAA.

Rimini da due anni va in finale ma non riesce a fare l’ultimo passo anche per sfortuna, quest’anno puo riuscirci avendo anche ulteriore motivazione o puo’ avere troppa pressione?

“Storicamente dopo due, tre finali una va bene. Cantù qualche anno fa andó in A1 dopo aver perso varie finali. I numeri parlano per Rimini, però è chiaro che c’è pressione. Dell’Agnello fin dalla Supercoppa ha dichiarato di voler vincere, anche i giocatori lo sottolineano. La squadra a livello di italiani è davvero molto forte. Stephens è arrivato un po’ stanco per i tanti tornei che ha fatto in giro, Demps arriva da Israele e non ha mai giocato in Italia. Anche se ha ottime statistiche deve trovare un po’ di adattamento. Contro Avellino si è perso con un ultimo tiro dopo un azione un po rocambolesca, però se sei una squadra forte in quel momento lí sei avanti di dieci non di due in casa. Domenica ha subito un test per rifarsi e per far capire che l’ultima partita è stata un caso, giocando faccia a faccia con la Fortitudo.”

La sfida con Avellino è stata sfortunata, la squadra in cosa deve crescere, dato che Dell’Agnello ha detto che era soddisfatto?

“È rimasto soddisfatto ma sicuramente amareggiato. Cercherà di potenziare gli stranieri, perché Stephens ha sempre fatto bene in tutti i campionati da quando è arrivato in Italia. Ho parlato con due amici a Forlì e mi hanno assicurato che è un giocatore assolutamente affidabile, e senza di lui probabilmente Forlì non sarebbe piu in A2. L’altro, pur non conoscendolo ma visto contro Avellino, ha giocato tre anni in Israele con una media punti di rilievo, è un giocatore che sa giocare ma che deve entrare nei meccanismi di gioco della squadra. Le potenzialità di Rimini si basano sugli stranieri, perche gli italiani sono di primissimo di livello, è la Scafati dello scorso anno del campionato. Se gli americani salgono di livello come penso, a tempo giusto questa è una squadra da temere. Anche se non so perché non viene messa tra le prime favorite. Alla fine però è il campo che decide e stila le classifiche. Rimini non ha nulla da recriminarsi dal punto di vista dell’organico.”

Attorno alla Fortitudo sembra esserci un altro clima, con un approccio da parte di Cavina più empatico, che ne pensa della squadra e quali le sembrano i giocatori determinanti?

“Ho visto Morris in Supercoppa e mi è piaciuto molto. Ha un pacchetto italiani molto forte. Sorokas è uno dei migliori giocatori della lega. Gli italiani sono di primissimo livello, molti che vengono dall’A1. Sono due squadre attrezzate per vincere. Cavina è un ottimo allenatore, l’ha dimostrato in carriera in diversi palcoscenici. Ci sono tutti gli elementi, anche il cambio di proprietà ha portato ancora più entusiasmo e freschezza rispetto a prima. La Fortitudo è attrezzata per vincere e lo ha dimostrato domenica scorsa. È una delle protagoniste annunciate.”

Che ne pensa della scelta di Cavina di far partire dalla panca Fantinelli, arrivato spremuto al massimo alla fine della scorsa stagione?

“Ogni allenatore ha la sua filosofia. Fantinelli è un pó il Tomassini di Rimini. Cavina ha pensato di preservarlo e gestirlo. È un giocatore che cambia le partite, e davanti ha messo uno come Zanelli, non uno qualsiasi ma che in carriera ha giocato anche in A1. In questo momento va così, mi sembra anche una cosa intelligente perché avere dalla panchina uno come Fantinelli, che entra e può cambiare in positivo, o dare ulteriore spinta, mi sembra una cosa molto intelligente. È poi un giocatore che ha avuto spesso problemi fisici, quindi è una scelta molto intelligente.”

Qual è il suo pronostico Rimini Fortitudo Bologna?

“Il pareggio non esiste (ride, ndr). Io credo che la favorita sia la Fortitudo. Rimini è attrezzata per fare qualsiasi risultato, però in questo momento io vedo favorita la Fortitudo. Secondo me sarà una bellissima partita, peró vincere a Bologna sponda Fortitudo non è mai stato facile. La vittoria a Caserta è ancora più importante, credo che la Fortitudo abbia dato subito una prova convincente verso il campionato. E vero che siamo all’inizio, ma vincere a Caserta non e roba da poco.”

L’anno scorso sono salite due squadre che hanno cambiato allenatori durante la stagione, come si gestiscono le situazioni difficili e quando si decide la Regular Season?

“Certamente nell’anno nuovo, ovvero nel girone di ritorno. Quello di andata non è decisivo, perché siamo ancora agli inizi e le squadre devono iniziare a prendere ritmo e forma. Quando arriviamo a febbraio, marzo, le partite diventano quasi tutte senza un domani. Cominci a guardare la classifica, cominci a fare i conti. In mezzo ci sono poi tutti gli inconvenienti che ci possono essere da considerare. Perché lo scorso anno Rimini ha perso due stranieri per molte settimane, e ha poi chiuso nona, chissà che magari in un altro caso sarebbe arrivata in finale con più freschezza.”

Quali sono i suoi pronostici per il campionato?

“Questo è un campionato bellissimo, che a me piace tantissimo e che si presenta ancora più bello dell’anno scorso. Ci sono giocatori italiani, stranieri intriganti e progetti interessanti, mentre in A1 vedo molto poco queste cose. Ogni domenica sarà una battaglia. La promozione diretta dà vivacità alla prima fase, e poi i playoff danno un’altra chance. È un campionato lunghissimo e bellissimo. Si possono valutare le squadre per come sono state costruite, ma fare un pronostico, almeno in questi primi tre o quattro mesi, è difficile.”

Che ne pensa del progetto di Cividale che va avanti e stagione dopo stagione migliora?

“Tanto di cappello. È uno di quei progetti in cui la società è seria, appassionata, costruita dal nulla. Un presidente super tifoso ma con i piedi per terra. Pillastrini niente da dire, sa quello che vuole e conosce i giocatori come nessuno in Italia. Certamente l’idea è quella di prendere giocatori giovani, falli crescere ed allenarli. Ad esempio Matteo Berti, un giocatore che sembrava avviato ad una carriera da Serie B, su cui Pillastrini ha creduto ed ora è diventato un giocatore fondamentale per la tipologia di gioco di Cividale. Su un paio di certezze come Redivo, Berti, Rota la stagione passata, Pillastrini ha costruito negli anni una squadra solida, aggiungendo e togliendo giocatori, un po’ come il mago di Oz. La cosa che mi fa piacere è che qualcuno ha cominciato ad ispirarsi al modo di fare di Cividale, mettendo al centro il progetto. La B produce tanti giocatori, bisogna avere il coraggio di andarli a prendere e farli giocare.”

Il presidente Maiorana ha detto che per i budget investiti l’A2 non puó essere considerata solo campionato di formazione, anche se deve mantenere comunque questo aspetto. Bisogna però fare anche un salto strutturale raggiungendo un livello di sostenibilità per il futuro, che ne pensa?

“Da quando Maiorana è arrivato, l’A2 ha fatto un ulteriore step in avanti. Si è tornati a 20 squadre, con così tanta competizione ogni domenica. È un campionato bello, i palazzetti sono pieni. Ogni anno riescono sempre a mettere qualcosa di nuovo a livello strutturale, quindi complimenti a LegaDue. Mi fa anche molto piacere perché sono stato tra i soci fondatori qualche anno fa, quindi è un campionato che guardo sempre con affetto e piacere. In LegaDue ci lavorano persone competenti e anche molto appassionate, e questo è uno dei motivi della crescita di questo campionato.”

Questa fuga di talenti italiani in NCAA, servirà per il futuro della nostra Nazionale portando vantaggi ai nostri giovani?

“È successo talmente tutto così in fretta che non possiamo avere ancora un riscontro. I migliori sono andati in NCAA, e hanno fatto bene da un punto di vista economico, non so quanto dal lato tecnico. Non so quando torneranno che impatto avranno sui campionati. La cosa positiva è che tutti questi giocatori importanti che sono andati negli USA, hanno liberato spazi che sono stati presi da altri italiani. E quindi ora hanno possibilità di giocare. Vedremo come andrà a finire per il ritorno degli italiani in NCAA. Un vantaggio però c’è stato, perché sono stati mandati avanti giocatori che prima erano destinati a categorie magari inferiori, accelerando la fase di crescita. Qualche vantaggio quindi c’è già.”

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Foto di Ciamillo Castoria