La BC Roma ha già trovato in Marko Simonovic un riferimento importante del proprio attacco. Il centro montenegrino offre una presenza interna che permette alla squadra di Alessandro Magro di accompagnare il talento degli esterni con una soluzione vicino al ferro. Il suo contributo, però, apre anche una riflessione sull’equilibrio dei giallorossi: Simonovic può dare molto nella metà campo offensiva, mentre in difesa deve ancora crescere per diventare un punto di riferimento altrettanto affidabile.
Il derby contro la Maxima Roma, in programma domenica 11 ottobre alle 18:15 al PalaEur, aggiunge un esame significativo a questo percorso. Una partita nella quale il peso del montenegrino andrà valutato attraverso i punti prodotti, ma anche per la capacità di reggere i duelli interni e aiutare Roma a trovare continuità difensiva.
Simonovic, una presenza importante nell’attacco della BC Roma
Le prime uscite hanno già mostrato quanto Simonovic possa incidere. All’esordio in campionato a Treviso ha chiuso con 20 punti e 8 rimbalzi, pur nella sconfitta della BC Roma. Contro Tortona ne ha aggiunti 14 nel successo per 108-70, confermandosi una soluzione produttiva anche in una serata nella quale l’attacco ha distribuito responsabilità e protagonismo.
Sono prestazioni che aiutano a definire il suo ruolo. In una squadra che può accendersi attraverso le iniziative di Mannion e degli altri esterni, avere un centro capace di trasformare un vantaggio in una conclusione interna è fondamentale. Permette di dare profondità al gioco e costringe la difesa avversaria a occuparsi anche di ciò che succede alle spalle del primo difensore.
È in questa relazione tra costruzione e finalizzazione che va letto il valore offensivo di Simonovic. Un blocco efficace, il tempo giusto per muoversi verso il canestro e una ricezione pulita possono rendere più semplice il lavoro del portatore di palla. Per la BC Roma, sviluppare queste connessioni significa avere una strada per arrivare al ferro anche quando le iniziative individuali degli esterni diventano più difficili.
L’intesa con Mannion e il peso nei finali
Il collegamento con Nico Mannion è uno degli aspetti più interessanti. L’alley-oop contro Tortona ha offerto un’immagine immediata del potenziale della coppia: il playmaker crea, il centro accompagna l’azione e conclude sopra il ferro. Una giocata spettacolare che restituisce anche un’indicazione tecnica sulla possibilità di attaccare attraverso il loro asse.
La vittoria in EuroCup contro il Lietkabelis ha aggiunto un elemento ancora più importante: l’affidabilità quando la partita si stringe. Simonovic ha chiuso con 21 punti e 7 rimbalzi, tirando con il 75% da due e il 100% ai liberi. Un contributo che, insieme a quello di Mannion, ha accompagnato Roma al successo per 92-87.
Per un centro, la precisione dalla lunetta ha un valore particolare. Permette di mantenere efficacia anche quando la difesa interrompe la conclusione con un fallo e rende meno conveniente aumentare il livello dei contatti. In una gara equilibrata, questa capacità può pesare quanto un canestro costruito su azione.
La crescita difensiva passa dalle letture
La lettura tecnica di questo avvio suggerisce però un margine di miglioramento importante nell’altra metà campo. Simonovic deve aumentare la continuità difensiva, soprattutto nella gestione delle situazioni che gli chiedono di occuparsi contemporaneamente della palla e del proprio avversario.
Per un centro, difendere il pick and roll significa scegliere in pochi istanti quanto avvicinarsi al palleggiatore, come ostacolarne il percorso e quando recuperare sul lungo che si muove verso il ferro. Una posizione troppo arretrata può concedere spazio alla conclusione dell’esterno; un’uscita senza il giusto tempo può invece aprire una linea di passaggio interna. È su questo equilibrio che si misura una parte importante della solidità di un lungo.
La crescita va cercata anche nelle azioni meno visibili: prendere posizione prima della ricezione avversaria, comunicare un blocco, arrivare puntuale in aiuto e completare il possesso con il tagliafuori. Sono dettagli che difficilmente entrano nei titoli, ma che possono cambiare la qualità di una difesa.
Naturalmente, le responsabilità restano collettive. Se il primo difensore viene superato con facilità, il centro si trova a gestire un’emergenza; se gli aiuti arrivano in ritardo, anche una prima scelta corretta può perdere efficacia. Il miglioramento di Simonovic deve quindi procedere insieme alla costruzione degli automatismi della BC Roma.
Il derby con la Maxima Roma e il confronto con Bilan
Contro la Maxima, il tema acquista un volto preciso: Miro Bilan, uno dei punti di riferimento del progetto affidato a Matteo Cotelli. La sua presenza rende il confronto sotto canestro un passaggio importante del derby.
Per Simonovic, la priorità sarà lavorare prima che il pallone arrivi nelle mani del centro croato. Contendere una posizione profonda, rendere meno comoda la ricezione e mantenere equilibrio nei contatti sono modi per evitare che la difesa debba rincorrere l’azione. Un duello da affrontare con attenzione e disciplina, perché spendere falli troppo presto potrebbe limitarne anche il contributo offensivo.
Dall’altra parte, l’asse con Mannion offre alla BC Roma una possibile chiave per coinvolgere Bilan nella difesa dei blocchi e costringerlo a occuparsi di più situazioni nello stesso possesso. Il movimento di Simonovic verso il ferro può diventare prezioso se accompagnato dalle giuste spaziature e da una circolazione capace di sfruttare gli aiuti.
Il derby rappresenta dunque un banco di prova per la completezza del montenegrino. La BC Roma conosce già il suo peso in attacco; il passo successivo è trovare maggiore affidabilità in difesa. Segnare continuerà a essere una parte importante del suo lavoro, ma aiutare la squadra a concedere meno vantaggi può rendere ancora più decisivi quei punti.
Di Giovanni Oriolo
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Nell’immagine Marko Simonovic, centro della Maxima Roma nella sfida d’esordio stagionale contro Treviso. Foto di Foto G. Lodolo/Ag. Ciamillo Castori