Certe partite hanno il sapore della rivincita. Reyer Venezia e Virtus Bologna tornano a incrociarsi al Taliercio, teatro dell’ultima semifinale scudetto, quando furono proprio i lagunari a fermare il cammino bianconero, allora guidato da Nenad Jakovljevic. Da quella serie è passato del tempo, ma soprattutto è cambiato parecchio da entrambe le parti. In casa Virtus, la rivoluzione è partita dalla panchina, con l’arrivo di Alex Mumbrù e una nuova identità tecnica che sta prendendo forma partita dopo partita. La squadra ha cambiato passo, corre, cerca con continuità la transizione e punta sulla freschezza di un gruppo giovanissimo, costruito per alzare il ritmo e mettere sotto pressione gli avversari. Il successo sul campo del Bayern Monaco ha dato ulteriore fiducia a un gruppo che, pur con qualche inevitabile passaggio a vuoto, sta mostrando segnali incoraggianti di crescita. Adesso, però, serve la capacità di trasferire le buone sensazioni europee anche in campionato, dove la Virtus è ancora a punteggio pieno dopo le vittorie contro Varese e Maxima Roma. Il Taliercio rappresenta un banco di prova significativo, contro una formazione che ha mantenuto una base solida e ambisce a recitare un ruolo da protagonista.
La Reyer ha scelto di ripartire dalla continuità in panchina, confermando Neven Spahija, ma intervenendo in maniera importante sul roster. Sono rimasti alcuni punti di riferimento, a cominciare da Jordan Parks, Ky Bowman, Kyle Wiltjer e Amedeo Tessitori, elementi che garantiscono conoscenza del sistema, fisicità e soluzioni differenti sui due lati del campo. Il volto nuovo più atteso, tuttavia, è quello di Glynn Watson, playmaker americano chiamato a dare imprevedibilità e qualità alla manovra veneziana. Reduce dall’esperienza all’Asvel, con cui ha frequentato anche l’Eurolega, Watson porta in dote talento offensivo e la capacità di accendersi rapidamente, trasformando pochi possessi in un parziale capace di cambiare l’inerzia di una gara. La Virtus lo conosce bene: nella scorsa stagione il regista aveva già incrociato i bianconeri nella massima competizione continentale con la maglia della formazione francese. Nella sfida d’andata, quella rimasta nella memoria per i 36 punti di Carsen Edwards, Watson aveva comunque lasciato il segno con 24 punti personali.
La partita nella partita sarà allora quella tra Watson e Marcus Carr, diventato rapidamente uno dei principali riferimenti della nuova Virtus. Il playmaker bianconero si è preso responsabilità e palloni pesanti, dimostrando di poter incidere nei momenti decisivi e di avere la personalità necessaria per guidare una squadra ancora in costruzione. Il canestro sulla sirena contro l’Olympiacos è stato il manifesto del suo impatto, ma il suo contributo non si esaurisce negli episodi spettacolari: Carr ha saputo farsi trovare pronto nel quarto periodo contro la Maxima Roma e ha avuto un ruolo importante anche nella vittoria di Monaco contro il Bayern. Leadership, capacità di creare dal palleggio e freddezza nei possessi che contano sono qualità che la Virtus vuole ritrovare anche in laguna. Il confronto con Watson sarà interessante non soltanto per il duello realizzativo, ma anche per la gestione dei ritmi: chi riuscirà a imporre il proprio passo potrebbe indirizzare la sfida.
I numeri delle prime due gare di campionato e di Eurolega confermano quanto i due registi possano incidere in modi differenti. Watson ha prodotto complessivamente 28 punti in due partite, con una media di 14, mentre Carr ne ha realizzati 32, salendo a 16 di media. Il virtussino ha tirato con il 40% da due e il 90,9% ai liberi, aggiungendo 5 assist di media; Watson ha viaggiato con il 60% da due, il 66,7% da tre e una media di 4,5 assist. Carr ha mostrato maggiore volume realizzativo, Watson una buona efficienza nel tiro da due e capacità di coinvolgere i compagni. Si tratta di un campione ancora limitato, ma sufficiente per individuare due giocatori centrali nei rispettivi progetti tecnici.
Per la Virtus, la trasferta veneziana vale molto più di una semplice conferma del buon momento europeo. Vincere al Taliercio significherebbe superare un esame di maturità, dimostrando di saper cambiare pelle tra una competizione e l’altra e di poter reggere l’urto contro una rivale diretta. La Reyer, dal canto suo, avrà dalla propria il fattore campo e la voglia di confermare le ambizioni di una squadra rinnovata, ma con un nucleo esperto e collaudato. Il ricordo dell’ultima semifinale scudetto aggiunge inevitabilmente una motivazione in più alla sfida, anche se il contesto è profondamente diverso. La nuova Virtus di Mumbrù non è quella di qualche mese fa: corre di più, cerca soluzioni rapide e prova a fare dell’energia collettiva la propria arma principale. Al Taliercio serviranno intensità, attenzione difensiva e lucidità nei possessi decisivi. Con Carr chiamato a guidare i bianconeri e Watson pronto a rispondere dall’altra parte, il duello tra i due playmaker può diventare la chiave di una serata che promette indicazioni importanti per il futuro della stagione.

Eugenio Petrillo