Il primo avvicendamento di panchina della stagione di Eurolega vale la terza esperienza di Velimir Perasović sulla panchina del Baskonia, che dopo un avvio di stagione ben al di sotto delle aspettative, figlio di una separazione col proprio coach che avrebbe dovuto avvenire in estate, ma che per diverse ragioni è stata solo posticipata, ha esonerato Paolo Galbiati.
Innanzitutto, il ritorno di Perasović al timone di una delle squadre principali del campionato spagnolo va in controtendenza rispetto all’esodo che, negli ultimi mesi, ha visto ben due allenatori iberici, Joan Peñarroya e Ibon Navarro, prendere, per la prima volta in assoluto, la guida delle due squadre di Belgrado, ovvero Partizan e Stella Rossa.
Cambiamenti in difesa
Seppur non nell’immediato, a cambiare al Baskonia sarà soprattutto l’atteggiamento difensivo, con Perasović che, con tutta probabilità, bilancerà l’atteggiamento della compagine di Vitoria Gasteiz secondo i capisaldi di una carriera da allenatore che ha visto il professionista nativo di Stobrezio (Stobreč) guidare soprattutto Cibona Zagabria, Unics Kazan e, ovviamente, Baskonia.
La difesa del Baskonia tenderà sempre meno a essere quella che, con Galbiati, ha finora concesso ampi margini di libertà ai propri giocatori per ottenere l’obiettivo di invertire possessi nel più breve tempo possibile, così da dare acqua al mulino dei tiratori baschi in fase realizzativa.
Fisicità e disciplina
Con Perasović, la difesa sarà soprattutto fisica, con una notevole pressione sulla palla, sulle linee di passaggio e sul perimetro, quasi al limite del fallo. Lo scopo della strategia difensiva dello stratega dalmata non è infatti quello di invertire possessi nel più breve tempo possibile, bensì di fiaccare gli avversari sia nel fisico, che nella mente.
La disciplina sarà un altro aspetto differente tra la gestione Galbiati e quella Perasović. L’allenatore di Stobrezio inserisce infatti ogni giocatore in un preciso set di regole e principi dai quali il margine di scostamento è decisamente limitato. A cambiare di poco sarà invece la fase realizzativa, nella quale anche Perasović incoraggia fluidità, rapidi transizioni e quintetti estremamente perimetrali.
Boža Maljković e Krešo Ćosić
Nella sua filosofia, Perasović è continuatore di diversi filoni della pallacanestro ex jugoslava. La disciplina difensiva ricorda molto quella che, da giocatore della Jugoplastika, il professionista dalmata ha avuto modo di attuare agli ordini di Boža Maljković, a sua volta coadiuvato a Spalato dal professor Aza Nikolić, il padre del basket slavo nella sua declinazione belgradese.
La perimetralità con una certa libertà in fase realizzativa, accompagnate dalla disciplina in difesa, è invece frutto di quanto Krešimir Ćosić, a sua volta continuatore del basket del professor Enzo Sovitti, che caratterizza il filone zaratino della pallacanestro ex jugoslava, ha sperimentato, da allenatore, tra Virtus Bologna, AEK Atene e Nazionale jugoslava.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Velimir Perasović. Credits: Euroleague