Terza prova di maturità con una ‘grande’, terza sconfitta di fila, e secondo passo falso consecutivo rimediato in maniera pressoché identica. La sconfitta che il Partizan ha subìto un trasferta a Istanbul contro il Fenerbahçe (74:65) ha dimostrato quanto, dopo le tre vittorie consecutive a inizio stagione, Belgrado abbia ancora tanto da lavorare in Eurolega per ambire a qualcosa di più della semplice lotta per un posto a metà classifica. Grazie a un ultimo quarto passabile, la sconfitta di Istanbul non è stata una debacle come quelle subite contro Real Madrid e Panathinaikos. Tuttavia, di motivi di soddisfazione per i bianconeri ce ne sono pochi.

Da lavorare, per coach Joan Peñarroya, c’è urgenza soprattutto in materia di testa. Dopo aver dato una buonissima prova nel primo quarto, e aver chiuso il primo tempo con una prestazione molto positiva soprattutto in materia di aggressività difensiva, l’aspetto del gioco che serve ai bianconeri per giocare a ritmi alti, il Partizan, nella ripresa, ha semplicemente smesso di difendere, perdendo lucidità anche in fase realizzativa.

Il calo di concentrazione di metà tempo dei bianconeri, simile a quello registrato contro il Panathinaikos, ha permesso al Fenerbahçe di trovare fiducia in una rimonta che la compagine allenata da Šarūnas Jasikevičius aveva già iniziato a costruire con pazienza prima della pausa lunga, facendo perno su una presenza sotto le plance tanto forte da dare una cifra record di 14 stoppate, oltre a catturare 33 rimbalzi difensivi nel corso dell’incontro, prendendo il largo nel terzo quarto con un parzialone di 16:3.

Questione di concentrazione

A conferma della prestazione complessivamente sottotono da parte di Belgrado sono dei dati statistici che parlano da sé. I bianconeri hanno infatti tirato col 35% dal campo e col 37% da due durante l’incontro. Se, nel primo quarto, il Partizan ha segnato 4 delle 7 triple tentate, tra secondo e terzo periodo i canestri segnati dal perimetro sono stati solo uno su ben dieci tentativi.

Problematica per il Partizan è stata anche la prestazione dei singoli. Carlik Jones, il leader della squadra, ha chiuso con 6 punti segnati (e 8 assist). Sottotono, tra le file della squadra di coach Peñarroya, sono stati anche i due ex giocatori della Virtus Bologna. Da un lato, Luca Vildoza ha realizzato 5 punti, mentre Alessandro Pajola si è fermato a 4 rimbalzi, senza segnare alcun canestro.

Lato Istanbul, Marcus Bingham si è rivelato un totem difensivo dando 5 stoppate, oltre a catturare 9 rimbalzi e aggiungere 4 punti. Talen Horton-Tucker ha realizzato 14 punti con 6 rimbalzi e 5 assist, mentre Shavon Shields ha messo a segno 17 punti con 8 rimbalzi. Per Niccolò Melli, la prestazione è stata invece di 2 punti e 6 rimbalzi.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Joan Peñarroya (in giacca) e Luca Vildoza (in maglia nera numero 3) del Partizan. Credits: Partizan B.C.