Allo Zadar serviva una vittoria per riscattare la brutta sconfitta di Vienna in Lega adriatica (78:63), un successo per restare al primo posto in Premijer Liga, e una prova di carattere per dimostrare di sapersi sollevare da cadute dolorose, e di poter vincere anche senza il proprio leader sul campo, Vladimir Mihailović. Alla fine, per Zara è arrivato tutto grazie a una vittoria esterna contro lo Split (73:84) in un derby di Dalmazia che ha coinciso con lo scontro al vertice del IV turno del torneo nazionale di Croazia.
Il finale non sembrava possibile quando, nel primo tempo della partita di Spalato, lo Zadar è stato la copia identica di Vienna: spento in difesa, senza idee in fase realizzativa, e in nebbia fitta per quanto riguarda identità di gioco e concentrazione. Eppure, dopo un terzo quarto di lenta ripresa, il quarto periodo ha mostrato nuovamente quello Zadar aggressivo in difesa, veloce nel fare circolare la palla, e deciso in fase realizzativa che ci si aspetta per provare a tornare sul trono nazionale, e a salvarsi in una Lega adriatica fortemente competitiva.
Il plauso più evidente va a quei giocatori che, dopo la pausa lunga della partita con lo Split, sono scesi in campo con una determinazione tale da rendere possibile una vittoria in rimonta che dà innanzitutto morale in vista dello scontro salvezza di Lega adriatica del prossimo fine settimana con l’Ilirija. Il giovane Niko Šare ha dimostrato di sapersi già prendere certe responsabilità, coadiuvato dall’ex Vanoli Cremona e Napoli Basket Dario Drežnjak, capace di variare le opzioni realizzative di Zara.
Fiducia sì, ma i problemi rimangono
Mark Ogden, altro ‘ex italiano’, segnatamente di Fortitudo Bologna, Rimini e Brindisi, si è attivato nell’ultimo quarto assieme all’altro americano, Ross Williams. Capitan Marko Ramljak ha coadiuvato l’azione zaratina assieme a un Krševan Klarica che ha ben assimilato quell’aggressività difensiva di cui lo Zadar ha bisogno per giocare un alto numero di possessi. Ivan Vraneš ha invece dato dimostrazione dello spirito di Zara giocando pur essendo reduce da una febbre alta che lo ha tenuto fuori a Vienna.
Infine, degna di menzione è stata la partita di coach Stipe Modrić, che ha saputo variare la strategia sul campo dello Zadar, e tenere la squadra unita e concentrata nei momenti di maggiore difficoltà. Una seconda sconfitta in due partite nel fine settimana avrebbe probabilmente posto l’allenatore nativo di Signo al centro delle critiche. La vittoria in rimonta di carattere conferma invece che il nuovo allenatore merita fiducia, pazienza e sostegno per poter dimostrare il proprio valore.
Certamente, la vittoria non deve essere un pretesto per nascondere le lacune che questa Zara continua a presentare. Sul piano tattico, va bene alzare i ritmi, ma la difesa deve essere sempre aggressiva, mentre in fase realizzativa non è possibile dipendere quasi esclusivamente dal tiro da tre punti. A rimbalzo si è ancora troppo assenti, sebbene i centimetri nel roster non siano poi così tanti come nella passata stagione. In sintesi, la concentrazione deve ancora raggiungere quei livelli di costanza necessari per centrare gli obiettivi stagionali.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Niko Šare dello Zadar (in maglia bianca). Credits: Ivica Čavka / KK Split