Gli uomini di Pablo Laso schiantano la “Penya” nel quarto periodo, Polonara e compagni crollano dopo l’intervallo.

 

Finesettimana di sorprese e di risultati provvidenziali:

Lo è quello del Betis, che supera a domicilio l’Estudiantes con un netto 82-96, spinto dal miglior Jerome Randle (27) di stagione. Partita quasi sempre nelle mani degli uomini di Joan Plaza, bravi a sfruttare i troppi errori dei padroni di casa dal perimetro. Il primo strappo arriva già in avvio, con i biancoverdi che volano senza strafare ed approfittano della scarsa vena offensiva di un Estudiantes che, tra l’altro, dovrà rinunciare fino a fine stagione ad Alessandro Gentile, ancora alle prese con i postumi del covid-19.

La reazione dei padroni di casa, che nel secondo quarto vedono lo svantaggio andare anche in doppia cifra, arriva soprattutto nel pitturato, grazie alle lunghe leve di Delgado (19+12r), solito signore del pitturato, e porta il risultato in equilibrio (35-35), ma il Betis si scuote e si rimette avanti.

Nel secondo tempo i colegiales trovano anche qualche tripla, dopo l’1/12 della prima metà di gara, grazie a capitan Vicedo (17), tuttavia concedono troppo spazio al Betis che punisce alternando gli esterni e segnando con costanza fino al +11 di fine terzo quarto. Da lí è partita in controllo, l’Estudiantes prova a rientrare in partita ma JJ Barea (10) non è sufficiente ad aver ragione di un avversario apparso superiore per larghi tratti del match.

 

Passi da gigante, al fotofinish, anche per il Monbus Obradoiro che supera, 89-88, l’Herbalife Gran Canaria dopo aver rischiato di gettare, nell’ultimo quarto, quanto di buono fatto nella precedente mezz’ora. Con Robertson ai box, è Steven Enoch (23) a caricarsi sulle spalle il peso offensivo dei padroni di casa, coadiuvato dal buon terzo quarto di Albert Oliver (10).

I canarini, invece, non riescono a scrollarsi di dosso gli avversari nonostante le buone prestazioni di Kilpatrick (15), Costello (15+9r) ed AJ Slaughter (14+9ass); al rientro dagli spogliatoi l’Obradoiro coglie in contropiede gli uomini di Porfi Fisac e scappa nel punteggio, complice un passaggio a vuoto della difesa ospite.

Non basta il forcing finale, con Beirán che trova la tripla del -2 (84-82) a poco più di un minuto dalla fine; i padroni di casa sono glaciali a cronometro fermo e respingono gli ultimi colpi di reni di una Gran Canaria che inanella il secondo stop consecutivo.

 

Più forte del terremoto in panchina, il Casademont Zaragoza; gli aragonesi superano lo shock dell’improvviso addio di Sergio Hernández – sostituito da Luis Casimiro – e battono (99-71) una Guipúzkoa che mai riesce ad impensierirli.

L’infallibilità di Brussino (23, 100% dal campo), ma anche la coralità della formazione di casa, che porta ben 7 uomini in doppia cifra, mettono subito il match in discesa per i biancorossi; Guipúzkoa abusa del tiro pesante senza ottenere i risultati sperati e, inoltre, spreca malamente le poche opportunità a cronometro fermo (3/8).

Zaragoza, adesso, mette otto punti fra sé e la zona retrocessione; la salvezza, a 6 giornate dal termine, è cosa fatta.

 

Con qualche intoppo, anche il Barcellona fa il proprio dovere portandosi a casa il derby catalano contro il Baxi Manresa (97-89).

Non sarà contento Saras Jasikevicius del primo tempo dei suoi blaugrana: l’intensità difensiva latita e Manresa, con un grande Eatherton (23, 10/11 dal campo) ed un Rafa Martínez (12, 100% dal campo) chirurgico, ne approfitta.

Sotto le plance, un Gasol (13) che continua la propria messa a punto è spettatore delle scorribande di Hinrichs (12+8r) che spadroneggia nel pitturato avversario (6 rimbalzi offensivi).

Nell’intervallo, però, il tecnico lituano non ha parole dolci per i suoi e scuote un Barça sonnacchioso che, almeno, recupera tensione e fabbrica un parziale di 17-3 che vede protagonisti Mirotic (16) e lo stesso Gasol, autore di 7 punti nel terzo quarto.

Nei 10’ minuti finali è Brandon Davies (21) a mettere al sicuro il risultato dalla reazione di orgoglio degli ospiti.

 

Chi sperava nel passo falso blaugrana era la Lenovo Tenerife.

Gli aurinegros si sbarazzano senza riguardo (79-61) dell’Unicaja Malaga grazie ad una difesa intensa che bagna le polveri dell’attacco biancoverde.

Tra i padroni di casa si segnala l’esordio dell’ex Olympiacos Charles Jenkins, appena arrivato nelle Isole Canarie; per lui 18 minuti utili ad amalgamarsi con i nuovi compagni.

Chi, invece, continua a recitare il solito, armonioso, spartito sono Marcelinho (16), Shermadini (22) e Fitipaldo (16+6ass); Tenerife mette subito le cose in chiaro in apertura di incontro (17-5) mentre gli uomini di Katsikaris provano a limitare i tiratori avversari.

Nonostante il revulsivo portato da Jaime Fernández (13) e la vena realizzativa di Bouteille (22), Malaga sbatte continuamente contro la difesa disegnata da Txus Vidorreta e non trova extra possessi a rimbalzo (solo 6 carambole offensive in totale).

Padroni del campo, gli aurinegros gestiscono a piacimento il ritmo del match, accelerando in fase offensiva quando necessario e chiudendo ogni possibilità di rientro agli ospiti.

Solo la contemporanea sconfitta di Manresa permette agli andalusi di preservare l’ottava piazza, ultima a dare accesso ai playoff.

 

Dice addio al terzo posto il Baskonia, sconfitto al Buesa Arena da una grande Burgos che s’impone per 83-94.

Non basta un ritrovato Polonara (14+10r), o un Giedraitis (19) che colpisce con continuità dall’arco; il San Pablo è un’orchestra perfetta, diretta da Omar Cook (10 ass) e con violini ispirati come Kravic (20), Rivero (16), Benite (17) e Renfroe (14).

Gli uomini di Dusko Ivanovic partono a spron battuto, nonostante assenze come Jekiri e Vildoza, ma crollano nel secondo tempo, complice la perdita d’intensità difensiva che gli ospiti rendono fatale con un parziale di 32-12 che risulterà decisivo.

Burgos chiude le porte del pitturato, solo Polonara (3 rimbalzi offensivi su 4 di squadra) riesce a forzare un extra possesso, e castiga la cattiva circolazione di palla di Henry che, nonostante i 9 assist a referto, non riesce a dirigere il gioco dei compagni, perdendo palle sanguinose (5 lui, 17 di squadra) che pesano nell’economia della partita.

Per Burgos, invece, arriva la virtuale certezza dell’approdo ai playoff; dura (ma non impossibile, visto il momento del Baskonia) la corsa per il quarto posto.

 

La serata di domenica regala spettacolo al WiZink Center. Il Real Madrid va a rimorchio nel punteggio per gran parte del match, poi deflagra nel quarto parziale per superare la Joventut Badalona con un pirotecnico 101-92.

Pesa, sulla Penya, il prematuro quinto fallo di Conor Morgan (15), migliore dei suoi fino a quel momento insieme ad un Pau Ribas (20) quasi infallibile dall’arco (6/8).

Gli ospiti, grazie anche al contributo di Dimitrijevic (13) e Brodzianksy (15), comandano le operazioni per oltre tre quarti, arrivando anche al +10; tuttavia pagano caro lo sforzo difensivo per limitare un Real tenuto in vita da uno Llull (15) che “si permette” di sbagliare dal perimetro solo quando la rimonta è compiuta.

Con Tavares centellinato in vista dei playoff di Eurolega, ed un Poirier che comincia il proprio inserimento con 9 punti e 100% dal campo, è Garuba a fare la voce grossa nel pitturato; il prodotto del vivaio merengue fattura 14 punti e 12 rimbalzi, mostrando energia e strapotere atletico. Solo un fastidio fisico nel finale gli impedisce di incidere ulteriormente sulla gara.

Alla fine, la panchina lunga di Pablo Laso ha la meglio sul piano partita di Carles Durán, inficiato dal fatto che i suoi giocatori, nel momento decisivo, sono apparsi sulle gambe.

 

MVP: Nicolás Brussino (Casademont Zaragoza)

23 punti, senza errori. Devastante l’italoargentino. La prestazione dell’esterno di Zaragoza acquisisce maggior valore dopo le turbolente giornate che hanno portato all’avvicendamento sulla panchina aragonese.

Quella su Guipúzkoa, poi, è una vittoria che vale doppio, arrivata contro la squadra che segna il limite della zona retrocessione e che, dopo il blitz di Burgos, pareva lanciata nella lotta per evitare la LEB.

Ora le vittorie di vantaggio sono 4, a 6 partite dalla fine. La quiete dopo la tempesta.

 

RISULTATI 32ª GIORNATA

BARCELLONA – BAXI MANRESA 97-89
MOVISTAR ESTUDIANTES – COOSUR BETIS 82-96
TD SYSTEMS BASKONIA – HEREDA SP BURGOS 83-94
MONBUS OBRADOIRO – HERBALIFE GRAN CANARIA 89-88
REAL MADRID – JOVENTUT BADALONA 101-92
CASADEMONT ZARAGOZA – ACUNSA GUIPÚZKOA 99-71
LENOVO TENERIFE – UNICAJA MÁLAGA 79-61
RETABET BILBAO – URBAS FUENLABRADA (rinviata)
UCAM MURCIA – MORABANC ANDORRA (rinviata)

 

CLASSIFICA

REAL MADRID 30-1
BARCELLONA 27-4
LENOVO TENERIFE 24-6
TD SYSTEMS BASKONIA 22-9
HEREDA SP BURGOS 19-11
VALENCIA BASKET 19-11
JOVENTUT BADALONA 16-14
UNICAJA MÁLAGA 14-15
BAXI MANRESA 14-17
HERBALIFE GRAN CANARIA 13-17
MORABANC ANDORRA 12-15
UCAM MURCIA 12-17
CASADEMONT ZARAGOZA 11-19
MONBUS OBRADOIRO 10-20
URBAS FUENLABRADA 9-20
COOSUR BETIS 9-21
MOVISTAR ESTUDIANTES 9-22
RETABET BILBAO 7-22
ACUNSA GUIPÚZKOA 7-23

 

Elio De Falco