Le parole dei due coach, quello di Pesaro Aza Petrovic e quello di Trieste Franco Ciani, prima del loro scontro in campionato:

AZA PETROVIC:

“La settimana di lavoro è andata bene, abbiamo lavorato su diversi aspetti. Venerdì Larson si è allenato con noi per la prima volta, Tyler ci ha dato segnali positivi. È un giocatore esperto, fisicamente è pronto e ha appreso velocemente le dinamiche di squadra anche se sono trascorsi troppi pochi giorni per decidere se iniziare con lui in quintetto o se far partire gli stessi giocatori che hanno iniziato il match di Sassari. Deciderò stasera dopo l’allenamento. Larson è arrivato qui pronto al 100%, dal primo momento ci siamo allenati senza perdere il ritmo e questo è molto importante. Si tratta di un giocatore tridimensionale, ora siamo in grado di fornire ottimi palloni ai nostri 3 e 4, oltre a consentire a Jones di avere maggiori palle a disposizione. Abbiamo creato un equilibrio tra gioco interno e gioco esterno”.

Trieste è una formazione molto valida con giocatori forti, dovremo fare attenzione a Banks provando a tenerlo su percentuali basse, senza dimenticare Mian e Fernandez ma non solo. Si tratta di una squadra ben organizzata, lunga e che riesce a giocare in modi diversi. Oggi pomeriggio per la prima volta ci alleneremo sul parquet di gioco, solo quattro dei nostri giocatori conoscono già il campo, quindi sarà fondamentale prendere subito i riferimenti, poi domattina avremo la sessione di tiro prematch. Siamo molto felici di ritrovare i nostri tifosi sulle tribune, sono convinto che pian piano torneranno sempre di più alla Vitrifrigo Arena. Ora credo che siamo riusciti a risolvere i nostri problemi apparsi in precampionato, Moretti negli ultimi 8-9 giorni è entrato in ritmo fisicamente e ha svolto degli ottimi allenamenti”.

 

FRANCO CIANI:

“Sono stati otto giorni di intensi allenamenti; prima ci siamo focalizzati sul lavoro fisico e tattico di carattere generale per poi svolgere delle sedute specifiche in preparazione alla sfida di Pesaro. La squadra, forte anche dell’entusiasmo seguito all’esordio vincente con Brindisi, ha lavorato bene, mostrando grande attenzione e cercando di alzare l’asticella del ritmo nelle sedute giornaliere. Non possiamo negarlo che ci sarebbe piaciuto giocare già domenica la seconda partita di campionato perché con il passare dei giorni l’effetto positivo della vittoria del ventisei settembre va scemando ma il calendario ci propone questo e dunque saremo pronti per giocare domani e poi incontrare domenica Brescia in casa. È difficile raccontare nei dettagli quale avversario ci troveremo di fronte. La Supercoppa e anche la prima di campionato hanno mostrato come Pesaro sia ancora un cantiere aperto senza un’identità ben definita. A ciò si aggiunge l’interrogativo legato al nuovo playmaker americano Tyler Larson, aggregatosi al team lo scorso fine settimana. Constatati questi due elementi bisogna però anche sottolineare come la formazione di coach Petrovic, dopo la sconfitta di misura a Sassari, ha avuto dieci giorni per accelerare il proprio percorso di crescita collettiva e dall’altro lato ha la possibilità di schierare giocatori sulla carta molto pericolosi. Non dovremo sottovalutare in primis l’esperienza e l’estro di Carlos Delfino, la pericolosità sotto canestro di Tyrique Jones e la voglia di emergere ed essere protagonista di Davide Moretti, un giovane talento del basket italiano arrivato a Pesaro dopo aver trovato poco spazio a Milano. Infine un’occhio di riguardo lo dovremo avere per Simone Zanotti che contro Trieste si sa sempre esaltare e già lo scorso anno ci fece male con il suo gioco perimetrale. Mi aspetto sicuramente di vedere ulteriori passi in avanti nello sviluppo del nostro sistema di gioco. Dovremo essere bravi ad essere continui e costanti nell’esprimere un certo livello di pallacanestro nell’arco di tutti i 40’, aspetto che farà la differenza non solo a Pesaro ma in tutta la stagione dato l’equilibrio che questo nuovo campionato sembra avere. Come nella sfida con Brindisi sarà fondamentale tenere basso il numero di palle perse e sfruttare al meglio la profondità della nostra rosa, che già con i pugliesi ha mostrato la sua qualità con tutti i giocatori capaci, quando chiamati in causa, di dare il proprio contributo alla causa collettiva”.