E’ dalla palestra dedicata all’uomo che ha segnato profondamente la storia della Virtus, il compianto Gianluigi Porelli, che la società bianconera ricomincia il cammino della nuova stagione, quello del ritorno in Eurolega, con la presentazione di due dei nuovi arrivati a Bologna, Jordan Mickey e Semi Ojeleye. Davanti ad un gruppetto di addetti ai lavori, Jordan e Semi, si sono sottoposti uno dopo l’altro, alle solite domande di rito che vengono rivolte a chi si è appena affacciato ad un nuovo mondo. E come succede molto spesso, alle solite domande, si risponde con le altrettante solite risposte. Quindi, in ordine sparso, vengono citate frasi legate allo stupore per l’accoglienza dei tifosi durante il ritrovo ed il primo allenamento, dell’aver scelto la Virtus perché era il momento giusto nella propria carriera per farlo, di apprezzare il fatto che la società è gloriosa e blasonata e vogliosa di ottenere nuovi successi per mantenere la propria tradizione. Poi si passa inevitabilmente ai buoni propositi che sono quelli di vincere più partite in stagione, di aiutare i compagni nel miglior modo possibile e di migliorare ancora certi aspetti del proprio gioco per risultare un atleta ancora più forte.
Concetti assolutamente condivisibili, che si inseriscono in un formato piuttosto standardizzato, ma non potrebbe essere altrimenti. Veniamo quindi a cercare di approfondire una conoscenza dei due nuovi arrivati, provando a capire cosa realmente potranno dare alla squadra che solo pochi mesi fa ha vinto l’Eurocup, finendo poi la stagione con l’amara sconfitta in finale scudetto.
Jordan Grayson Mickey è un signor giocatore, americano di 203 cm, nativo di Dallas in Texas, classe 1994 (9 luglio). Ha già maturato una buona esperienza in Europa, militando in due occasioni nel Chimki, al Real Madrid ed infine allo Zenit di San Pietroburgo (una delle squadre russe escluse dall’Eurolega). Ala grande che ha giocato spesso anche da pivot, nella propria esperienza europea ha collezionato una Coppa del Rey ed una Supercoppa di Spagna col Madrid ed una VTB con lo Zenit, in cui è stato pure eletto MVP delle final four della manifestazione. Per sottolineare una delle peculiarità dell’atleta, occorre citare anche il premio ottenuto sempre nella stagione scorsa di difensore dell’anno, sempre per la VTB. Cosa aspettarsi da Mickey è semplice, buona difesa, versatilità nei due ruoli di ala grande e pivot, atleticità e disponibilità a giocare per la squadra, concetto che piace molto al Coach Sergio Scariolo.
Jesusemilore Talodabijesu Ojeleye, più semplicemente Semi, condivide con Mickey l’anno di nascita, il 1994 (5 dicembre), 201cm per 107kg, che tradotto in pratica, significa un giocatore estremamente fisico e muscoloso, per certi versi ricorda un pò quel Kelvin Martin, ma un pò più grosso, visto in Virtus nel 2018/19. Giocatore che arriva direttamente dal paese a stesse strisce, nato a Overland Park in Kansas, pur avendo anche cittadinanza nigeriana. Particolare non indifferente, porta con se un’esperienza di NBA di quasi 300 partite giocate, con una militanza di quattro anni ai Boston Celtics. Anche Semi ha nel proprio bagaglio, una predisposizione alla difesa, uomo che mette il corpo in opposizione all’avversario, sapendo che non sarà facile superarlo. Dovrà imparare il gioco europeo molto in fretta, perché come ha lui stesso dichiarato, in NBA alcune regole sono diverse, e soprattutto per la LBA, gli arbitri tendono a fischiare più spesso i contatti, soprattutto quando il difensore ha determinati requisiti fisici importanti.
La Virtus, con Jordan e Semi, si è portata a casa due giocatori di buon impatto difensivo, atleti naturalmente portati a giocare di squadra, di ottimo atletismo e nel caso di Jordan, con una rassicurante esperienza nel massimo campionato continentale. Si attendono ora gli arrivi di Iffe Lundberg, prossimo a raggiungere Bologna dopo aver terminato gli impegni con la nazionale danese e di Ismael Bako, impegnato agli Europei con il suo Belgio. Per l’ufficialità sul rinnovo di Toko Shengelia, è ormai questione di qualche giorno.
Alessandro Stagni