La palla a spicchi torna a rimbalzare, a rotolare, e per la città di Caserta non può esserci notizia più bella. Domenica scatterà la nuova stagione della Juvecaserta 2021, che quest’anno si è ritrovata in serie B dopo aver acquisito il titolo sportivo del neopromosso Busto Arsizio. La compagine bianconera si era ripromessa di arrivare in categoria attraverso il campo, ma il passato campionato si è concluso in semifinale promozione della serie C Gold, dopo tre gare molto faticose, in quel di Angri. E così il club del presidente Farinaro è stato costretto a rinviare questo desiderio, che rappresentava sia l’obiettivo della stagione che il primo passo del nuovo corso.

Sfumato il salto di categoria, il direttore tecnico Nando Gentile si è seduto a tavolo ed ha iniziato a programmare la nuova stagione, scegliendo come coach un casertano doc quale Sergio Luise, che ha speso gli ultimi anni di carriera in giro per l’Italia in qualità di vice. Ultima esperienza in quel di Forlì con quel Sandro Dell’Agnello che fa ancora battere i cuori all’ombra della Reggia vanvitelliana. Insieme, Gentile e Luise, hanno iniziato a costruire un roster puntando su giocatori di qualità ed alto profilo, con l’obiettivo di non fallire per la seconda volta. Poi la riforma, che rappresenta un po’ un imbuto che va sempre più a restringersi per chi aspira ad una scalata rapida della piramide cestistica, ha cambiato gli scenari.

E così in corsa, la società non si è fatta sfuggire l’opportunità di essere ‘promossa d’ufficio’ con il titolo di Busto Arsizio, così da provare a bruciare qualche tappa. Nonostante il monito di Gianfranco Maggiò, che alla presentazione di due anni fa ha sottolineato che per creare di nuovo qualcosa di serio e duraturo in città c’è bisogno di pazienza e lavoro. Sì, perché anche la Juvecaserta che fu, quella del padre, del Cavaliere Giovanni Maggiò, era partita dai bassifondi della serie C e c’ha impiegato circa vent’anni per arrivare lì dove è riuscita ad arrampicarsi, fino allo scudetto e alle finali europee. A conti fatti, un drastico cambio di rotta rispetto al passato c’è stato. Abbandonato il PalaMaggiò, struttura che evoca sicuramente i fasti del passato ma che al momento non è fattibile in termini di utilizzo e gestione, si è ritornati al vecchio palazzo di viale Medaglie d’Oro.

Lì dove tutto ha avuto inizio, dove l’embrione della Juvecaserta che ha saputo imporsi in campo nazionale ed internazionale ha mosso i primi passi, il nuovo corso ha ravvivato l’affetto della tifoseria. Vedere il palazzetto strapieno, nonostante le difficoltà iniziale che hanno costretto la squadra a giocare in un impianto chiuso al pubblico e con gli ingressi contingentati, ha rappresentato un’ulteriore e forse decisiva spinta per questo progetto. E’ sulle ali di questo nuovo entusiasmo che la formazione bianconera si presenta al nastro di partenza della serie B. Potendo contare su una tifoseria che, pur rappresentando lo storico zoccolo duro in là con l’età, sta pian piano tornando a stringersi intorno alla squadra.

Sono solo i primi passi, dopotutto, di un progetto che vuole essere lungo e duraturo. Che vuole affondare su basi solide ed attecchire al terreno per le nuove generazioni, senza dimenticarsi del settore giovanile. E’ in questa ottica che va intesa la nomina a direttore generale di Andrea Di Nino, uno sportivo con la ‘S’ maiuscola che ha ricoperto incarichi prestigiosi nel nuoto. Fondatore della ADN Swimming Project, la prima ed unica squadra di nuoto professionistico che ha mosso i suoi primi passi proprio a Caserta, ha poi ricoperto il ruolo di direttore generale dell’International Swimming League, quella che possiamo definire a tutti gli effetti la Champions League della disciplina natatoria. Adesso per il dirigente romano, ma ormai casertano d’adozione, la sfida di misurarsi nella pallacanestro con l’obiettivo di riportare il club bianconero ai fasti del passato.

Per il momento – si fa per dire – bisogna accontentarsi del campionato cadetto, di Biagio Sergio tornato a vestire la casacca bianconera e di Alessandro Sperduto che, nonostante sia l’ultimo arrivato, già si sta mettendo in mostra. Con anche giocatori del calibro di Mathias Drigo e Nicola Mei in roster, dopotutto, ben si capiscono quali sono le ambizioni della squadra, che è pronta anche a lanciare qualche giovane interessante come Raffaele Romano e soprattutto Diego Lucas, play italoamericano classe ’96 che dopo il college nel Kansas è alla sua prima vera esperienza nel Bel Paese.

Giovanni Bocciero