Ultima gara di regular season, la Virtus affronterà alla Segafredo Arena, una Varese ormai priva di motivazioni, vista la salvezza già raggiunta e senza la possibilità di lottare per un posto playoff a causa della penalizzazione subita.

Purtroppo dopo la sconfitta rimediata a Treviso, la Segafredo ha gettato al vento la possibilità di arrivare in testa alla classifica, al termine della stagione regolare (salvo che Milano non voglia emulare i bianconeri, facendosi battere da Sassari fra le mura amiche del Forum), potendo così contare sull’eventuale “bella” in casa, in caso di finale scudetto.

E’ vero che negli ultimi due anni il fattore campo non è servito, ma è anche vero che le statistiche servono per essere smentite, oltre al fatto che una gara in più da giocarsi fra le mura amiche, avrebbe fatto contento il cassiere bianconero.

Durante la settimana che ha seguito lo scivolone di Villorba, si è molto discusso sul fischio finale dell’arbitro Paternicò, che ha punito il movimento di Shengelia, convalidando i due punti e sentenziando l’aggiuntivo a Banks per il vantaggio definitivo, che ha di fatto chiuso la gara. Le opposte fazioni del fallo alla difesa o fallo dell’attacco si sono date battaglia su ogni piattaforma social, sostenendo entrambe la propria tesi, argomentando con mille riferimenti regolamentari oltre a fornire foto e filmati del fallo in questione. Di fatto, com’è ovvio che sia, le discussioni non hanno portato a nulla, il risultato è stato omologato a fine gara e così doveva essere, nonostante anche il coach Virtus, Sergio Scariolo, in conferenza post gara, avesse dato risalto alla decisione del direttore di gara, a suo modo di vedere, errata.

Ciò che di fatto rimane, oltre al dubbio del fischio, è che la Virtus ha giocato una gara al di sotto delle proprie possibilità, molto distratta e con poca energia in difesa, permettendo ad una compagine come Treviso, che ricordiamo giocava per salvarsi, di rimanere abbondantemente in partita, e di arrivare alle battute finali con l’ardore e la sfrontatezza di far sua la vittoria. Fra le altre cose, la Segafredo nell’occasione, non aveva nemmeno da recriminare sulle assenze, visto che la trasferta sulle rive del Sile, era la prima quest’anno in cui lo staff ha potuto scegliere chi lasciare a casa, visto che l’infermeria si era totalmente svuotata. Poi, che qualcuno dei ragazzi in bianconero, non fosse in piena forma, era un dato conosciuto, ma è anche vero che sulla carta, il potenziale di una squadra di Eurolega, doveva comunque essere superiore a quello di una formazione che ha giocato per evitare la retrocessione. E questa esperienza la Virtus l’aveva già vissuta sia contro Napoli che contro Trieste, mettendoci dentro anche Scafati, dove i campani hanno avuto l’ultimo tiro per vincere.

La frittata è ormai fatta, recriminare non serve a nulla, pensando al libero del tecnico fallito da capitan Belinelli, arrivato quando ormai sembrava tutto compromesso, libero che avrebbe permesso ai Virtussini di andare almeno ai supplementari e tentare di riprendere in mano la gara. Poi l’ultimo tiro con circa due secondi e mezzo, anche quello sbagliato dal Capitano, dove metterlo o sbagliarlo è sempre il classico terno al lotto.

Stasera si va quindi in campo contro Varese, vincere è un obbligo imprescindibile perché la speranza di un risultato a sorpresa proveniente dalla Lombardia, potrebbe riaprire il discorso testa della classifica e sarebbe fra l’altro definitivo. Vincere rimane comunque un imperativo perché un’ulteriore sconfitta non sarebbe una bella immagine da mandare ai posteri, dopo la brutta figura di Treviso, ma soprattutto il ruolino di marcia dell’ultimo mese in campionato. Serve dare un segnale a tutti, prima dell’inizio dei playoff, dalla tifoseria piuttosto delusa da questo scivolone arrivato alle ultime curve, fino alla proprietà che, anche quest’anno ha investito parecchi denari in questa avventura del ritorno in Eurolega.

Arrivare secondi non è certo un dramma, quello che conta è arrivare in piena forma nel momento in cui, ogni vittoria conterà un punto, che vale ben più dei due in palio questa sera, ma rimane comunque l’amarezza di non aver suggellato col primo posto, una stagione regolare che ha spesso visto la Segafredo eccellere, nonostante la miriade di infortuni che l’hanno decimata a più riprese.

A chi ha sempre dato poca importanza ai giocatori che via via mancavano alla Segafredo durante la stagione, si potrebbe far notare che in Eurolega, il Partizan, una delle formazioni che ha avuto il numero minimo di infortuni durante tutta la competizione, nel momento in cui le hanno squalificato alcuni giocatori, pur disputando le gare davanti al proprio caldissimo pubblico, ha risentito parecchio degli assenti, dovendo arrendersi al Real Madrid, che nelle gare precedenti, a roster completo, era stato surclassato dagli uomini di coach Obradovic. Questo a riprova che le assenze, spesso poco considerate, nell’arco di una stagione, possono essere davvero determinanti ai fini del risultato, soprattutto quando a mancare, sono gli uomini che possono fare la differenza con il loro talento e la personalità di cui sono dotati.

Varese arriva alla gara di questa sera dopo la vittoria casalinga contro Scafati, che ha sancito di fatto la matematica salvezza degli uomini guidati da coach Brase. Purtroppo, gli undici punti di penalizzazione hanno escluso i varesini dalla possibilità di giocare i playoff, che sul campo avevano ampiamente meritato, esprimendo fra l’altro un basket molto divertente. Sarà oggettivamente molto duro per il coach, trovare le giuste parole per motivare i propri ragazzi ad andare in campo per vincere la gara di questa sera, probabilmente dovrà far leva sull’orgoglio di un gruppo che vorrà dimostrare, battendo una delle prime della classe, che i playoff li avrebbe ampiamente meritati.

Nella Openjobmetis militano alcuni elementi molto interessanti, che già da tempo sono diventati oggetto di interesse da parte di club importanti, come Guglielmo Caruso, centro classe 1999 e Andriu Tomas Woldetensae, ala classe 1998. Oltre ai due citati, vi sono altri buoni elementi come Markel Brown guardia classe 1992 con un centinaio di gare giocate in NBA con la maglia dei Nets e varie squadre in giro per l’Europa ed il play classe 1998 Colbey Ross che anche nella scorsa gara di campionato, si è preso il premio di MVP della 29a giornata.

In campo alle ore 18,00 agli ordini dei signori Rossi, Bongiorni e Patti, visibile su Eleven Sports. Si potrà inoltre ascoltare la radiocronaca su Radio Nettuno Bologna Uno, con l’immancabile voce di Dario Ronzulli.

 

Alessandro Stagni