Gianluca Basile è stato ospite del programma Sport Club ed ha toccato vari temi tra cui l’esonero di Luca Dalmonte alla Fortitudo Bologna, queste le sue dichiarazioni:

“Sul fatto che i giocatori possano remare contro gli allenatori, è da andare fuori di testa, è qualcosa che non concepisco. Non accetto che i giocatori lavorino meglio senza un allenatore. E’ un ruolo difficilissimo, gestire 12 giocatori con 12 teste diverse, e alla fine è l’unico che paga perchè mandarlo via costa meno. Ma spesso questa mossa non cambia la stagione, a meno di cacciarne uno che non capisce niente. Non è il caso di Dalmonte: lo stimo, e non andava mandato via due anni fa dopo una salvezza eccellente cambiando il volto della squadra. La gestione in Fortitudo ha lasciato a desiderare. Per fortuna no, ne ho sempre avuto allenatori  capaci a partire da Reggio Emilia con Giordano Consolini che ho avuto dalla juniores alla massima serie. Poi Lombardi, Tanjevic, Recalcati, Skansi, Pascual, Ivanovic, Messina in qualche raduno della Nazionale, non mi posso lamentare. Le cose non sono andate sempre bene, perchè in una stagione le cose possono prendere strade diverse da quelle attese, ma non è sempre colpa dell’allenatore. E’ cambiata la vita, sono cambiati i nostri figli. Lo vedo anche da padre, ora le mie figlie hanno l’età in cui io sono andato via di casa per giocare a basket senza sapere cosa avrei trovato, e come tutti hanno la pappa pronta.  C’è troppa libertà di comunicazione in quest’era social, prima si parlava poco e si lavorava tanto, ora è il contrario. Sul fatto che i giocatori della Effe possano aver remato contro Luca Dalmonte, la cosa mi lascia a bocca aperta. Puoi anche essere duro, ma a certi livelli bassini, e qui siamo in A2, i giocatori devono lavorare ogni giorno per migliorare: credere di avere la strada spianata, cercare sempre degli alibi, è la strada peggiore per arrivare in alto. E’ vero che giochi in Fortitudo, ma se sei in A2 devi crescere, non cercare scuse. Se si lamentano di Dalmonte, con Ivanovic si sarebbero messi a piangere. Anche Repesa era duro, ma sapevi che a seguirlo sarebbero arrivati risultati. Se Ivanovic avrebbe preso Aradori, no, perchè non è il giocatore adatto. Lui voleva giocatori che difendessero”

Basile ha poi continuato parlando anche dell’arrivo di Adrian Banks e del possibile approdo di Carlton Myers alla Fortitudo Bologna in estate:

“Banks è un americano di livello. In questa situazione uno prova di tutto, ma io sono molto scettico nell’inserire un giocatore in un contesto nuovo. Difficile che cambi le sorti: è un gioco di squadra, magari potrà fare più canestro, ma è il collettivo che ti porta la vittoria, non è che se gli dai la palla ti vince la partita. Per vincere bisogna lavorare e costruire tutto l’anno, e non è detto che si raggiungano risultati, perchè in una stagione i fattori sono tanti. Ma le basi, l’affiatamento, vanno messe subito. Se hai uno zoccolo duro dietro, se credi in quello che fai, anche nei momenti di difficoltà avrai qualcosa a darti sicurezza. Se Sbezzi ha inciso sull’esonero di Dalmonte, non sapevo neanche che fosse dentro la Fortitudo. Su un possibile consiglio a Muratori, Farsi consigliare in modo più affidabile. Avevo parlato a giugno con Myers del progetto per cui sarebbe potuto diventare presidente, poi ha avuto qualche problema con chi ha dovuto aiutarlo, e ha anche visto cose che non gli piacevano, per cui si è tirato indietro. Deve mettersi nelle mani di gente che lo consiglino bene, io su Dalmonte ero molto ottimista e le cose non sono andate. Su cosa non ha convinto Myers, i conti. Carlton voleva veramente fare le cose bene, ma gli sono state presentate situazioni che non lo hanno convinto. Lui davvero avrebbe voluto fare qualcosa, piano piano perchè c’era da risanare un buco abbastanza interessante. Erano da risanare in 6-7 anni, e non si è fidato dei conti che gli sono stati presentati. Avrebbe fatto bene, senza cose fenomenali