Il saluto e il ringraziamento di tutta la redazione redazione di BM, a partire dal direttore Mario Arceri e dal vice Fabrizio Pungetti (che entrambi hanno trascorso questo 35 anni assieme ad Elio) che ha voluto salutare con queste parole scritte qui sotto un vero pioniere dell’ informazione cestistica:
“Elio caro, iniziammo praticamente insieme, in un basket che non aveva esperienza e cultura di uffici stampa professionali, praticamente i primi in Italia, e che, evolvendosi, li ha, invece spesso ridotti a meri passacarte impiegatizi o a cui chiedere più altro che quello che è la sua professione, che, specie in uno sport come il basket che deve conquistarsi spazi e attenzione da trasformare in appassionati o risorse: paradossalmrente, proprio proprio nell’ era della comunicazione moderna e globale…Senza spazio alla creatività, obbligati all’omologazione di un’informazione piatta e per tutti, a conferenze stampa tutte uguali per tutti, mentre una volta organizzavamo interviste personalizzate per ognuno. Per non dire di quando oggi ti chiedono di vedere le domande e che poi magari ti manderanno loro le risposte, anti giornalismo puro, quello del copia e incolla e della perdita di emotività e di indipendenza del racconto. Cassando spesso ogni tentativo di uscire dalla minima banalità
Scopiazzando un modello calcistico che il basket no.n può permettersi, non avendo quella forza quel potere, dovendo conquistarsi a denti stretti gli spazi con fantasia e creatività, creando storie e personaggi, e invece così condannandosi all’emarginazione dei grandi media…E come non ricordare quando come nella Nba, davamo la card con i numeri di telefono di tutti ai giornalisti,: oggi saremmo considerati degli eretici da internare…
E’ veramente la fine di un mondo e di un’epoca se vieni a mancare anche tu, ma il tuo segno rimarrà e spero sarà d’esempio per il futuro che non può essere fatto solo di minestre precotte, senza sentimento e sapore. Sei stato un esempio, e lo rimarrai, e un Signore vero, anche quando magari eravamo avversari. Campione di cortesia, disponibilità e professionalità. Un vero gentleman all’inglese come tradiva anche il tuo aspetto e la tua eleganza.
Mancherai a tutti. E speriamo che, in qualche modo, questo basket non perda totalmente l’esperienza e l’insegnamento che persone come te possono dare alle nuove leve. Sperando di continuare a vederti comunque al tuo posto, nel tuo palazzo, a prescindere.
Un abbraccio, caro vecchio amico e compagno d’avventure indimenticabili.
Il tuo collega Pungio”