di Francesco Stasio
Anche in questa fase delicata e di cambiamento epocale delle normative riguardanti tutto il settore dell’associazionismo sportivo, il mondo della pallacanestro italiana, forse con un po’ di giusta presunzione, ha dimostrato di guardare avanti e di contribuire fattivamente all’attuazione di queste nuove regole introdotte con la Riforma dello Sport ed in particolare con il Lavoro Sportivo. Seppur in presenza di alcune difficoltà interpretative ed applicative delle normative ed in attesa ancora che esca il famoso correttivo bis in Gazzetta Ufficiale, che qualche difficoltà operativa la stanno creando a coloro che devono programmare la propria attività e la stagione anche agonistica, la Lega Nazionale Pallacanestro con tutte le associazioni di categoria quali la GIBA (giocatori), USAP (allenatori) e ADISP (dirigenti), non si è fatta intimorire e, come è giusto che sia proprio in questi casi di incertezza, ha chiuso un importante accordo quadro e definito i contratti-tipo, anche tramite il supporto professionale e di grandi competenze nella nostra disciplina sportiva, fornite da validi professionisti tra cui non posso non evidenziare quelle dell’avv. Guido Martinelli che, oltre ad essere un esperto in materia, ha anche frequentato, come allenatore di basket, questo magnifico sport.
Ovviamente senza nulla togliere al lavoro svolto dagli altri esperti tra cui il dr. Biagio Giancola e i rappresentanti delle varie categorie firmatarie di detti documenti come il vicepresidente vicario di LNP, Francesco Maiorana, il presidente GIBA, Alessandro Marzoli, Roberto di Lorenzo, presidente USAP e Giulio Iozzelli, presidente dell’ Associazione Direttori Sportivi Pallacanestro.
L’auspicio di chi scrive è che tale iniziativa non solo si diffonda nelle altre categorie del basket o diventi fonte da cui attingere, nel rispetto delle regole e\o indicazioni definite dalla FIP, ma che faccia anche da faro o punto di riferimento per le altre associazioni di categoria e\o Leghe che non vi abbiano ancora provveduto. Certo mancano, tra l’altro, alcuni chiarimenti normativi e\o decreti applicativi delle leggi già emanate tra cui il non secondario vincolo sportivo, ma il fornire indicazioni alle ASD\SSD del settore su come muoversi in questa fase ritengo sia stato molto importante, convinto anche che gli attori di queste iniziativa continueranno successivamente a definire soluzioni utili per tutti gli appartenenti alla LNP e non solo.
Seguo oramai da tempo, anche attraverso una chat che ho fondato un anno fa su Whatsapp, l’evoluzione della Riforma grazie alla presenza di 270 persone, tra cui grandi esperti ed operatori del settore e alcuni dei protagonisti degli accordi sopra descritti, che mi hanno permesso di apprendere anche nel dettaglio ciò che non conoscevo. Ma sono presente anche con un Gruppo aperto su Fb con piu’ di 1200 partecipanti avente la stessa finalità ed obiettivi. Certo non posso dire di essere un esperto, ma la frequentazione e la partecipazione attiva, in particolare alla chat, non solo mi ha consentito di sviluppare le mie conoscenze ma anche di conoscere persone – in maggioranza provenienti dal mondo della pallacanestro ma non solo – che con passione portano avanti le loro ASD\SSD tra tante difficoltà ed anche chi le supporta come rappresentanti dei comitati regionali del Coni, degli EPS e delle FSN tra cui la Fip.
Con la stessa passione e determinazione vi è stato e vi è tuttora il contributo di molti esperti che ci aiutano a capire la portata applicativa delle nuove regole, confrontandosi apertamente tra loro, fornendo tra l’altro anche risposte ai quesiti posti da chi esperto non è. Insomma credo di aver fornito a tutti coloro che hanno accettato di essere inseriti in chat un piccolo contributo e colgo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti per la bella esperienza che sto vivendo.
Non sono un esperto di comunicazione ma credo che nelle fasi di grandi cambiamenti anche epocali come questi, giusti o sbagliati che siano, sia necessaria una corretta informazione, seppur limitata, ma comunque volta verso la conoscenza e l’approfondimento di questa o quella regola, e la creazione di una Rete, composta dai vari attori del cambiamento, non puo’ che esser utile a tal fine.
Ecco, io credo che, proprio partendo dalla necessità di avere alcune certezze, la LNB ha iniziato a tradurre in documenti ed atti concreti ciò che i propri aderenti chiedevano e tuttora richiedono in questa fase, cogliendo opportunamente le criticità derivanti da un clima negativo, quasi conflittuale e non giusto che si sta generando tra chi ha emanato le leggi, tra mille difficoltà e spinte di interessi, alle volte anche contrastanti tra loro, e chi le deve interpretare, alcune volte persino tradurre, e poi trasferire ai vari affiliati e\o soci di sodalizi sportivi che le devono mettere in pratica.
Una conflittualità, che si coglie leggendo articoli di varie riviste specializzate o girando per i siti interessati presenti nei vari social, che dovrebbe esser colta anche dagli organi istituzionali competenti, anche sportivi, per fornire quei contributi fatti di concrete azioni correttive, interpretative, anche “pro veritate”, e risolutive per l’applicazione corretta delle nuove normative. Seppur vi siano ancora posizioni avverse alla Riforma, personalmente credo che invece andava avviata quanto prima, altrimenti altri organismi anche istituzionali, non certo appartenenti allo sport come per esempio la Cassazione, l’Antitrust, gli enti ispettivi preposti avrebbero preso il sopravvento obbligando il cambiamento, probabilmente in modo coatto, a suon di sentenze e di verbali ispettivi, e non coerente con le specificità dello sport: sarebbero stati, questi si, riflessi\impatti devastanti, cosi come peraltro si stava palesando. Inoltre i tempi per adeguarsi sarebbero stati ben piu’ lunghi e faticosi di quelli attuali con un mondo esterno in continua cambiamento ed evoluzione.
Per tali motivi la Riforma anche con l’introduzione del suo lavoro sportivo va sicuramente sostenuta perché non solo coglie l’esigenza di fornire alcune tutele (assistenziali e previdenziali oltre che assicurative) e dignità a chi già svolge questo percorso lavorativo, ma vieppiù coglie l’obiettivo di favorire i giovani che, tra l’altro, potranno scegliere anche questa via lavorativa con più coraggio e determinazione.
I suoi 5 dlgs ed i 2 correttivi, di cui l’ultimo in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, devono esser solo l’inizio di un percorso e non la fine di un cambiamento epocale, altrimenti servirà a poco per i nostri giovani. C’è inoltre chi si chiede perché il mondo dell’associazionismo sportivo debba esser più facilitato o in qualche modo aiutato rispetto ad altri settori che nel passato hanno avuto ben altri problemi nella fase del cambiamento. A tali osservazioni rispondo che non vedo il motivo per cui se si è sbagliato nel passato si debba continuare nel presente e che, come è noto e fuori dalla solita retorica, questo settore rappresentato dai veri sodalizi sportivi rappresenta, dopo la famiglia e la scuola, la culla della crescita e della formazione dei moltissimi giovani che il più delle volte vengono fortunatamente sottratti dalla strada, dell’integrazione, della salute, della solidarietà e non ultimo può costituire il rafforzamento del patto intergenerazionale tra giovani e non più tali che rappresenta una necessità per la società come una delle soluzioni al problema della crescita continua dell’età media nazionale.
Non va inoltre dimenticato che l’associazionismo sportivo dilettantistico è anche presente in territori difficili delle nostre metropoli o nelle comunità montane isolate, ove purtroppo per vari problemi le istituzioni fanno fatica ad arrivare. Ma se i prezzi per la frequentazione ad una disciplina sportiva per forza di cose, a seguito dei nuovi obblighi, lieviteranno, come faranno gli anziani e la maggior parte delle nostre famiglie ad affrontarli? E’ possibile che una Riforma necessaria per tutti diventi poi un boomerang proprio nei confronti di coloro che sovvenzionano, da soli azionisti, gli enti sportivi e di chi fa andare avanti lo sport di base?
Quindi si rende necessario richiedere, ed ottenere quanto prima, maggiori certezze. Intanto va rinnovato il plauso alla LNB ed alle categorie che hanno firmato questo primo accordo collerttivo, sottolineando come queste iniziative, seppur ancora in fase iniziale, vanno sviluppate, stimolate e sponsorizzate,.