Ettore Messina sta vivendo il momento più complicato da quando ha accettato l’incarico sulla panchina dell’Olimpia Milano. Ma, dopo aver ribadito la ferma intenzione di non abbandonare la squadra in difficoltà, studia già per il prossimo futuro, in cui è destinato ad assumere un ruolo dirigenziale nella società.
Ne ha parlato nel podcast BSMT, rivelando alcuni retroscena sulle motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere il percorso con l’Olimpia e sul rapporto con Giorgio Armani e Pantaleo Dell’Orco.
“Quando penso che sarà il momento, farò il presidente. Così mi hanno chiesto Armani e Dell’Orco, e con loro mi trovo benissimo. Milano sarà l’ultima tappa della mia carriera. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare, vogliamo continuare a crescere”.
Ettore Messina: voglio avere l’ultima parola
Il suo doppio incarico attuale di allenatore e President of Basketball Operations lo porta ad avere il pieno controllo sulla società. Dalla linea tecnica, al mercato, al rapporto con stampa, tifosi e gli altri club.
“Voglio avere l’ultima parola su tutto perché voglio evitare di trovarmi in una di quelle tipiche situazioni europee, dove c’è un tuo alter ego che sceglie i giocatori e mi dice che li alleno male. O dove io che alleno penso che lui abbia preso giocatori scarsi. Succede sempre così. Non significa che scelgo io tutti i giocatori, ma che ho l’ultima parola. Se sono l’unico punto di riferimento, il giocatore sa perfettamente com’è la situazione“.
Milano, una struttura ricalcata su quella degli Spurs
La scintilla che ha fatto scoccare l’amore reciproco con l’Olimpia e la sua dirigenza? Un colloquio avvenuto dopo l’ennesima chiacchierata non andata a buon fine per il ruolo di allenatore in una franchigia NBA dopo i tanti anni trascorsi alla corte di Popovich a San Antonio.
“A Milano ho ricevuto una telefonata per un invito per parlare con il signor Armani e Dell’Orco. Mi hanno chiesto che cosa avrei fatto sul piano sportivo e delle relazioni. Ho proposto una struttura simile a quella che c’è a San Antonio, che ho vissuto per cinque anni. Ma anche al CSKA Mosca e alla Virtus Bologna. Il signor Armani ha apprezzato la proposta e mi ha offerto il contratto”.
Il rapporto con Gianmarco Pozzecco
Ci sono anche delle belle parole spesea sul rapporto con Gianmarco Pozzecco, figura chiave nello staff che ha vinto lo scudetto nel 2021 prima dell’addio per la Nazionale azzurra. Esperienza che ha giovato a entrambi: da un lato Pozzecco ha potuto sperimentare cosa significhi lavorare in un’organizzazione precisa e maniacale come quella di Milano, dall’altro Messina ha potuto affinare le dinamiche di costruzione del gruppo e dello spogliatoio dal Poz, uno che in questo è secondo a pochi.
“L’esperienza con Pozzecco è stata interessante e positiva, è stato un pezzo importante della squadra che ha vinto lo Scudetto. Ci ha dato tanto, anche se ci sono stati momenti un po’ complessi. Ora è in Nazionale, in un ruolo che non è facile. Ma ha creato una squadra in cui si trova bene, con cui ha creato dei rapporti. Dovendo lavorare con un gruppo per un periodo limitato di tempo e con una grande pressione è importante riuscire a creare dei rapporti. Lui ci è riuscito. La capacità di costruire il gruppo è una delle sue qualità migliori“.
Credits immagine: Ciamillo-Castoria