PARIGI. Un oro e un argento il bilancio azzurro della terza giornata di gare. Thomas Ceccon trionfa nei 100 dorso rispettando il pronostico mentre Filippo Macchi taglia con l’argento nel fioretto un traguardo che poteva soltanto aver sognato con molta timidezza. E invece, fuori Marini, il ragazzo di Pisa assalto dopo assalto è arrivato in finale e a un soffio dall’oro: 14-12, ha subito il recupero di Cheung Ka Long, campione olimpico già a Tokyo 2020, e sul 14-14 ha provato per tre volte a portare la stoccata vincente annullata dal giudice di Taipei che sulla terza, secondo Cerioni, ha invertito la decisione assegnando la botta al fiorettista di Hong Kong scatenando l’ira del tecnico azzurro, del presidente federale Azzi, dello stesso Malagò, con protesta ufficiale alla federazione internazionale e allo stesso Cio, sostenuta dal Coni. “Si può mandare in una finale olimpica un arbitro di Taipei a dirigere il match di un atleta di Hong Kong? E’ una vergogna” è sbottato infatti anche Malagò mentre il commento meno censurabile di Cerioni è stato: “Spero che si tratti solo di incompetenza”. Macchi ha confermato tutti i dubbi espressi chiaramente in pedana, ma ha anche aggiunto, con grande signorilità: “Quella stoccata era mia, però sul 14-12 non avrei mai dovuto perdere”.

Ci sono due aspetti da sottolineare: uno riguarda specificatamente la scherma e la tenuta mentale degli azzurri, visto che su otto occasioni in cui sono arrivati all’ultima stoccata, e cioè sul 14-14, nessuno è mai riuscito finora a mettere la botta vincente. In uno sport in cui la gestione dei nervi è fondamentale, qualcosa potrà anche significare.

L’altro aspetto riguarda anche il judo e la boxe. Nella scherma già Arianna Errigo aveva avuto di che discutere sulla decisione del giudice in occasione della stoccata decisiva. Nel judo, dopo la Giuffrida, ieri Lombardo è stato fermato da decisioni anche queste violentemente contestate dallo stesso pubblico. Del pugile Mouhiidine, fatto fuori con un verdetto scandaloso, ho già detto ieri: insomma, non si tratta più di casi isolati. E l’Italia continua ad accumulare… medaglie di legno (ieri quarto posto anche per Pilato, Luca Braidot nel cross country e lo stesso Lombardo).

Il beach volley che ieri aveva fatto discutere per via del giocatore olandese impegnato sulla sabbia ai piedi della Tour Eiffel nonostante una condanna, peraltro scontata, per violenza sessuale su una bambina di dodici anni, oggi racconta un’altra storia molto più piacevole, quella di Chase Budinger che, dopo otto anni di Nba tra Houston, Minnesota, Indiana, Phoenix, ed infine una stagione in Europa al Baskonia, ha chiuso con il basket e, dopo sei anni di beach volley al sole della California in coppia con Miles Evans, si è qualificato per i Giochi esordendo ieri a Parigi con la vittoria sulla coppia francese.

A parte Jud Biuechler. che ha alternato negli anni ’90 basket e volley, c’è un atleta che sessant’anno fa fece il cammino contrario: nella nazionale di volley a Tokyo ’64, Keith Erickson visse poi dodici stagioni da buon comprimario in Nba, arrivando nel 1972 a vincere l’anello con i Lakers.

A riposo gli uomini, si è conclusa la prima giornata del torneo femminile con le facili vittorie di Usa e Francia e la sorpresa delle tedesche che hanno battuto il Belgio campione d’Europa. Gli uomini invece tornano in campo oggi con le prime due partite (Spagna-Grecia alle 11 e Canada-Australia alle 13.30) che sanno già di spareggio. Il girone A, indubbiamente il più competitivo e selettivo, vede australiani e nordamericani con una vittoria e spagnoli e greci a zero punti. Stavolta a rischiare grosso sono proprio gli europei: la loro potrebbe risultare una sfida ad eliminazione, mentre sarà interessante vedere alla prova il Canada per capire se il magico momento di Gilgeous-Alexander e compagni è destinato a continuare.

 

Nell’immagine Stefano Cerioni dopo il termine della sfida di Filippo Macchi

Mario Arceri