Settimana di sfide regionali, o anche provinciali, in ACB con tante sorprese da registrare, ma anche di sfide al calor bianco per evitare l’abisso.
HEREDA SP BURGOS-CASADEMONT ZARAGOZA 78-56
Fuori dal baratro.
Burgos comincia a vedere un raggio di luce in una stagione che definire travagliata sarebbe riduttivo: eppure fatica più di quanto il risultato sembri far trasparire.
Dopo un primo quarto in cui gli uomini di Paco Olmos non lasciano scampo ad un Casademont Zaragoza incolore, nei secondi 10’ la formazione di casa perde ogni traccia di fluidità offensiva e vede rientrare gli avversari in partita. Serve la miglior prestazione difensiva di stagione al San Pablo per mantenere il comando, unita ad un ottimo Jarell Eddie (19), accompagnato da un solido Nnoko (21 di valutazione).
Zaragoza è ancora lontana dalla scossa da cambio allenatore ed ora rischia seriamente di finire nell’abisso delle ultime due posizioni.
RÍO BREOGÁN – MONBUS OBRADOIRO 80-78
Quattro secondi, la fine linea che separa la gioia dalla disperazione.
Disperazione per l’Obradoiro, risucchiato nel treno retrocessione dopo aver giocato alla pari con i rivali di Breogán che, invece, festeggiano una vittoria che li tiene ad un passo da un sogno chiamato playoff.
A deciderla non poteva che essere lui, l’uomo simbolo di una matricola terribile che ha incantato nella prima parte di stagione: Musa mette a segno 23 punti, ma soprattutto i due che spezzano definitivamente gli equilibri.
Dal rischio palla persa al canestro, un’altalena di emozioni che confonderebbe chiunque, invece fa esplodere il Pazo, così come Lukovic pochi istanti prima.
All’Obradoiro non bastano Scrubb (22) nè Birutis (16 e 24 di valutazione).
BAXI MANRESA – MORABANC ANDORRA 94-60
Gara senza storia al Nou Congost; Manresa spazza via Andorra senza colpo ferire, gestendo il ritmo e strappando a cavallo dell’intervallo lungo con un +24 fatturato tra secondo e terzo quarto che chiude i giochi.
Sugli scudi il solito Chima Moneke (13), ma a dare la dimensione della prestazione del collettivo sono 4 giocatori in doppia cifra, altri 4 ad un solo canestro dal raggiungerla e nessun giocatore con meno di 4 punti a referto.
Valutazione finale, 108-46, tanto per far capire che il risultato starebbe anche stretto agli uomini di Pedro Martínez.
GRAN CANARIA – LENOVO TENERIFE 89-77
Il “Granca” si riprende la supremazia nelle isole Canarie facendo suo il derby contro Tenerife dopo ben 6 anni in cui avevano festeggiato sempre gli Aurinegros.
Gara dall’inizio pirotecnico; Shurna (11) traina Gran Canaria, gli rispondono Marcelinho Huertas (14) e Doornekamp (11); il botta e risposta vede gli ospiti provare la prima fuga sul 20-25, complice il gran lavoro di Shermadini (23), ma gli uomini di Fisac riescono a rintuzzare per chiudere il primo quarto sotto di sole due lunghezze (24-26).
L’equilibrio prosegue anche nel secondo parziale, con le difese che si chiudono ed il punteggio che stenta a decollare, ma anche con i nervi a fior di pelle di Vidorreta che si vede fischiare fallo tecnico.
Gran Canaria si prende la testa, ma solo per poco, ancora Shermadini e Todorovic lasciano avanti gli aurinegros all’intervallo lungo.
Lo strappo del “Granca” arriva al rientro dagli spogliatoi con la crescita di Ennis (22) e con AJ Slaughter che è determinante nel break di 8-0 che spacca la gara (66-55).
Tenerife cade preda del nervosismo: Doornekamp e Huertas finiscono anzitempo la partita, Salin (16) è l’ultimo ad arrendersi, ma a festeggiare è Gran Canaria, oltre un lustro dopo.
REAL MADRID-URBAS FUENLABRADA 92-77
Finalmente una vittoria tra le mura amiche per il Real Madrid che torna a festeggiare davanti al proprio pubblico con una gara solida in cui Heurtel (21+6ass, 30 di valutazione) disputa la propria miglior prestazione in maglia capitolina.
Serve l’unico derby rimasto dopo la retrocessione dell’Estudiantes a far riassaporare la parola casa ai ragazzi di Pablo Laso, un derby che il Real prova ad indirizzare già al 2’ (11-2) con Gabi Deck (16) a fatturare.
Fuenlabrada, però, non si scompone e trova anche il vantaggio a metà primo parziale (13-14), spinta da un Meindl (18) ispirato, tuttavia Heurtel si presenta in campo con due triple consecutive per ricacciare indietro gli avversari al 10’ (22-18).
È il preludio per la fuga: difesa e dominio sotto le plance con Yabusele (14) ed un ritrovato Edi Tavares (14) sono gli ingredienti con cui il Real piazza il break che spezza gli equilibri.
Fuenlabrada, tra le cui fila debutta il cinese Zheng, prova in tutti i modi a restare aggrappata alla partita con Emegano (16), Cheatam (14) e Ristic (12) che provano a dare man forte al solito Meindl, ma non c’è più scampo: il vantaggio dei padroni di casa lievita fino ai 19 punti, poi Laso gestisce i suoi.
UCAM MURCIA – VALENCIA BASKET 71-72
La Copa del Rey insegna, tra Murcia e Valencia non sarà mai una partita noiosa.
Stavolta è la formazione di Sito Alonso a portare a termine la rimonta, ma a vincere, al 40’, è Joan Peñarroya che deve, però, registrare l’infortunio di Klemen Prepelic (19 per lui), giocatore fondamentale sul perimetro taronja.
Valencia mette fieno in cascina nel primo tempo, dopodichè gestisce; tuttavia Murcia ha più vite di quanto i taronja si aspettassero e trova nuove energie da un eroico Taylor (19), fino a poche ore prima della partita a letto con una síndrome influenzale.
Al 36’ gli 11 punti di vantaggio di Valencia sono diventati appena 2 (61-63), la partita diventa un punto a punto in cui ogni errore costa carissimo. Taylor ha la palla per la vittoria, ma il suo runner da 9 metri non ha fortuna, a prendersi la palma di Salvatore della Patria è, invece, Pradilla (14), fondamentale nel finale per la vittoria.
UNICAJA MÁLAGA – COOSUR BETIS 96-80
Nel derby andaluso c’è chi prende una boccata d’aria e chi cola a picco.
Il primo caso è quello di Málaga che ottiene una vittoria importantissima per mantenere a debita distanza la zona retrocessione e guardare in tralice quella zona playoff che, per la prima volta dopo settimane, è più vicina del penultimo posto.
Il secondo è quello di un Betis la cui unica speranza sono gli scontri diretti tra le 5 squadre che stanno cercando di evitare la penultima piazza, ma per coltivarla c’è bisogno di vincere, avvisare, prego.
Partita gestita con tranquillità dai padroni di casa, a metà secondo quarto il Martín Carpena tira già un sospiro di sollievo sulla scorta di una prestazione di gruppo (4 giocatori in doppia cifra, con Mooney ed Alonso migliori realizzatori con 14 punti), mentre il Betis si affida ai soli Evans (22) e Brown (17), troppo poco per impensierire i ragazzi di Ibon Navarro.
SURNE BILBAO – BITCI BASKONIA 62-90
Dominio assoluto: il Baskonia sbanca Miribilla in una gara che è sempre in mano agli ospiti. Sugli scudi Fontecchio (19), tornato leader realizzativo a coronamento di una prestazione sopra le righe di tutti i ragazzi agli ordini di Spahjia (Costello 18, Granger 14, Enoch 10).
Con il solo Goudelock (21) a salvare la faccia, Alex Mumbrú si trova a dover dare spiegazioni anche agli 8500 presenti al palazzetto per “LA” partita.
La classifica lascia, però, tranquilli, ed è già un risultato importante rispetto allo scorso anno.
JOVENTUT BADALONA – BARCELLONA 83-72
Sei vittorie consecutive, con la ciliegina sulla torta. Badalona vince il derby della metropolitana di Barcellona al cospetto degli oltre 12mila del Palau Olimpic, mettendo in crisi un Barça a cui non sono bastati Davies (19+8) e Mirotic (14).
Carles Durán ringrazia la gioventù di Andrés Feliz (21) e la veterania dell’ex di turno Ante Tomic (21), quest’ultimo determinato a dare un dispiacere ai suoi vecchi tifosi.
Una gara che Badalona conduce di forza, togliendo certezze alla difesa blaugrana e fiaccandone l’attacco.
I neroverdi volano fino al +17 a metà terzo quarto, poi accusano un momento di calo che permette al Barça di rientrare fino alle 10 lunghezze di distacco.
La voglia di fare l’impresa, però, è troppa per permettere ai blaugrana di prendersi la partita, più forte anche dell’assenza di un giocatore fondamentale come Guillem Vives. Birgander (15) e Ribas (10), altro ex Barça, scrivono la parola fine.
MVP MATT COSTELLO (BITCI BASKONIA)
18 punti e 12 rimbalzi per la prima vera prova di forza dell’ex Gran Canaria in terra basca. Se Fontecchio (4/6) è mortifero dall’arco, lo statunitense è il complemento perfetto nel pitturato, il pezzo che manca per completare una partita magistrale.
Il 32 di valutazione finale è solo la certificazione del lavoro ben fatto.
I RECUPERI
UCAM MURCIA – BARCELLONA 87-89
Nemmeno il tempo di metabolizzare le scorie, leggansi infortunio di Davis che si aggiunge a Higgins, Sanli, Jokubaitis ed Oriola, della sconfitta del derby che il Barça scende in campo sul parquet di una Murcia che aveva sfiorato la vittoria contro Valencia.
Serve uno dei migliori Mirotic (30+9) di stagione ai blaugrana per aver ragione di un avversario che, ancora una volta, cede sul più bello dopo aver avuto anche 17 punti di vantaggio.
Sul più bello, con la peggiore delle beffe: Davis (19) centra il bersaglio grosso per il pareggio a quota 88…o meglio, lo centrerebbe. Il piede destro del giocatore granata tradisce, pesta leggerissimamente la linea ed il tiro vale 2.
Mirotic mette a segno un libero e tanto basta, dopo che Exum (17) aveva tenuto il possesso pieno di vantaggio prima della grande illusione dell’UCAM.
La linea della carità che diventa la linea della sicurezza, la linea dei 3 punti che diventa quella della disperazione, talvolta il basket sa essere crudele.
LENOVO TENERIFE – COOSUR BETIS 99-97 (1OT)
Appunto, crudele come pochi, citofonare Coosur Betis: gli andalusí giocano una gara straordinaria sul parquet del Santiago Martín di Tenerife, con Evans (21+15ass), Bertans (20), Burjanadze (18), Wiley (14) e Pasecnics (12) che mettono il coltello tra i denti e giocano a livelli mai visti in stagione.
Eppure non basta: Burjanadze trova l’84 pari per forzare il supplementare, ma nei 5’ decisivi emerge l’esperienza di Marcelinho Huertas (26) e del suo asse con Shermadini (20), con la decisiva collaborazione di Fitipaldo (19, miglior prestazione stagionale) che batte un colpo in una stagione decisamente incolore.
Il Betis sprofonda, ma venderà cara la retrocessione.
UNICAJA MÁLAGA – SURNE BILBAO 91-75
Un secondo tempo di “altro” livello permette a Málaga di prendersi una vittoria che può significare la definitiva tranquillità.
Il cambio marcia, dopo una prima metà di gara in cui erano gli ospiti a dettare il ritmo con un Delgado da 21 punti ed 11 rimbalzi.
La reazione arriva sull’asse Brizuela (16) – Kravic (12+10r), ma non solo: Díaz (13) ed Alonso (14) fatturano un 6/9 da 3, Barreiro (11) è una spina nel fianco a rimbalzo (3 offensivi).
Il secondo tempo si salda con un netto 59-35 che non lascia scampo a Bilbao, ancora tranquilla, ma in un momento abbastanza complicato.
RISULTATI
HEREDA SP BURGOS – CASADEMONT ZARAGOZA 78-56
RÍO BREOGÁN – MONBUS OBRADOIRO 80-78
BAXI MANRESA – MORABANC ANDORRA 94-60
GRAN CANARIA – LENOVO TENERIFE 89-77
REAL MADRID – URBAS FUENLABRADA 92-77
UCAM MURCIA – VALENCIA BASKET 71-72
UNICAJA MÁLAGA – COOSUR BETIS 96-80
SURNE BILBAO – BITCI BASKONIA 62-90
JOVENTUT BADALONA – BARCELLONA 83-72
RECUPERI
UCAM MURCIA – BARCELLONA 87-89
LENOVO TENERIFE – COOSUR BETIS 99-97
UNICAJA MÁLAGA – SURNE BILBAO 91-75
CLASSIFICA
BARCELLONA 20-5
REAL MADRID 19-6
BAXI MANRESA 17-8
JOVENTUT BADALONA 17-8
VALENCIA BASKET 16-8
LENOVO TENERIFE 15-9
BITCI BASKONIA 14-11
UCAM MURCIA 13-12
GRAN CANARIA 12-12
RÍO BREOGÁN 12-13
UNICAJA MÁLAGA 11-14
SURNE BILBAO 11-14
HEREDA SP BURGOS 8-16
MORABANC ANDORRA 8-17
URBAS FUENLABRADA 8-17
MONBUS OBRADOIRO 8-17
CASADEMONT ZARAGOZA 8-17
COOSUR BETIS 6-19
Elio De Falco