Si comincia, finalmente!
Lungi dal saziare, la girandola di sorprese che ha caratterizzato la Supercoppa di Lignano Sabbiadoro, con la Giorgio Tesi che solleva il trofeo sul parquet del Bella Italia ESA Village ed i colpacci di Chiusi (su Scafati) e Treviglio (che ferma la cavalcata dell’APU Udine), giàgiustiziere di Cantù nei gironi, ha creato ancora più attesaper una Serie A2 che si preannuncia molto più incertadello scorso anno, a dispetto del ruolo che il mercatoaveva assegnato alle formazioni di Boniciolli e Sodini.
Ma partiamo dall’inizio.
LA FORMULA
Eh si, anche quest’anno la formula è cambiata, forseperchè qualcuno si annoiava, forse perchè quella dell’annoscorso aveva quasi completamente svuotato di significatola regular season.
E allora si torna all’antico, riproponendo una regular season che, stavolta, prevede due gironi da 14 squadre, con il ritorno al numero pari di 28, ed una vera e propria fase ad orologio, con due partite da giocare in casa, controle squadre dell’altro girone giunte subito dietro (es. La terza classificata del girone verde sfiderebbe in casa quartae quinta del rosso), e due in trasferta contro quelle arrivateappena davanti (in questo caso, prima e seconda). Nel caso della prima classificata, riceverebbe in casa la seconda e la terza, mentre farebbe visita alle ultime due dell’altrogirone, proprio come un orologio con le lancette che girano in tondo, passando dalle 11 alle 12, ma anche dalle 12 all’1.
Gli accoppiamenti dei playoff saranno incrociati tra ilgirone rosso ed il verde in questo ordine:
TABELLONE A:
1^ Verde-8^ Rosso
4^ Rosso-5^ Verde
3^ Verde-6^ Rosso
2^ Rosso-7^ Verde
TABELLONE B:
1^ Rosso-8^ Verde
4^ Verde-5^ Rosso
3^ Rosso-6^ Verde
2^ Verde-7^ Rosso
Il ritorno alla formula vigente nella stagione 2019-20, non conclusa a causa della deflagrazione della pandemia da covid-19, restituisce importanza alla prima posizione dellaregular season, risultato che non è bastato all’UnieuroForlì, lo scorso anno, a garantirsi una posizione di vantaggio nei playoff.
Tutto ok? Tutto comprensibile? Altrimenti prendetevelacon la LNP, noi alziamo le mani e ci rinunciamo.
Entriamo nel merito dei due gironi.
GIRONE VERDE
LE FAVORITE: APU OLD WILD WEST UDINE E SAN BERNARDO CINELANDIA CANTÙ
Sono le squadre chiamate al salto di categoria, su questoc’è poco da discutere. Già regine del mercato, non hannoperso tempo a tappare le falle che gli infortuni di Lacey e Boev, rispettivamente, avevano creato nel roster. Se coach Boniciolli ha avuto Ogunleye a stretto giro, non è stato da meno Sodini, con la recente aggiunta dell’esperienza di Marco Cusin.
Certo, in Supercoppa entrambe sono cadute per mano di Treviglio, ma non è la kermesse estiva a determinare ilfuturo; del resto, cercate una tra Tortona e Napoli nelleFinal Eight dello scorso anno…
LE INSEGUITRICI
Sul secondo piano si piazza un quartetto formato da Treviglio, Orzinuovi, Mantova e Pistoia.
I bergamaschi del nuovo corso firmato Michele Carrea hanno salutato un totem come Jacopo Borra cambiando fisionomia sotto le plance, con un pivot sottodimensionatocome Langston, ma hanno varie soluzioni, non ultima quella di Brian Sacchetti. Intriga, poi, il classe 2000 Federico Miaschi, già protagonista nei gironi di Supercoppa con 16 punti di media, che si candida tra i migliori under del campionato.
L’Agribertocchi, invece, ha messo una coppia di centimetri e tonnellaggio a dividersi i minuti dello spot di centro di coach Corbani: quella formata da Renzi ed Eppsè una combinazione che difficilmente lascerà gli orceanisenza presenza nel pitturato. Ottimo anche il mix nellaposizione di ala forte, con l’atletismo di Fokou e la bidimensionalità di Janelidze, senza dimenticare la possibilità di adattare Sandri, giocatore duttile e con la mentalità vincente che mancava per puntare in alto. E poic’è il cannoniere per eccellenza: per LaMarshall Corbettparlano le cifre, quasi sempre oltre i 15 punti di media, talvolta oltre i 20.
Mantova si candida ad essere una mina vagante: l’aggiuntadi Iannuzzi e Laganá conforma un’asse play-pivot di affidabilità assoluta sia dal piano fisico che tecnico, poic’è Mastellari dalla panchina per dare il cambio a Stojanovic. All’ex Napoli è affidato il compito di aprire ilcampo con il tiro pesante. L’altro straniero, lo statunitenseHollis Thompson, resta ancora un oggetto misterioso, ma è presto per dare giudizi definitivi; l’impressione è che siaun giocatore dotato di quella doppia dimensione che ben si sposa con la coppia di pivot Iannuzzi-Basso.
E chiudiamo questa seconda carrellata con i trionfatoridella Supercoppa: Pistoia ha mantenuto un nucleo solido, formato da capitan Della Rosa, dall’idolo di casa Saccaggi, dall’atletico Wheatle e da un Jonas Riismaaapparso più continuo rispetto alla scorsa stagione.
La maggiore delle novità è rappresentata dall’ex CantùJazz Johnson, vero e proprio folletto che, nella finale di Lignano Sabbiadoro, ha riscritto il concettod’immarcabilità con 29 punti e 12 falli subiti; sottocanestro ci sono i kg ed i centimetri di Daniele Magro, maanche l’atletismo e la bidimensionalità di Utomi.
Dovesse mantenere gli standard visti in questo primo assaggio di partite ufficiali, Pistoia si candida ad essereuna di quelle squadre con cui fare i conti.
METÀ CLASSIFICA
Le due piacentine si piazzano in quella fascia intermedia sospesa tra una salvezza più che tranquilla e piccoleambizioni playoff. L’Assigeco, salutato McDuffie, ha preso la coppia Devoe-Carr, con tanti giovani interessantia fare da contorno. Le prime difficoltà incontrate da un reparto lunghi non certo dominante hanno portato la dirigenza emiliana a sfruttare l’occasione di mercatoscaturita dall’addio a Trento di Dada Pascolo, un colpoextralusso per la categoria che mette al sicuro da possibilidebacles.
Buona anche la partenza della Bakery, già forte del derbyvinto in Supercoppa contro l’Assigeco. I biancorossihanno cominciato dalle certezze per i due slot di stranieri: Raivio, ex Urania, ma soprattutto il ritorno in Italia di Anthony Morse, uno dei pivot più determinanti dellacategoria.
Sulla stessa lunghezza d’onda, seppur apparsaleggermente indebolita, c’è l’Urania Milano, eliminatasenza appello da Verona ai playoff dello scorso anno. La ricerca di una delle posizioni tra la sesta e l’ottava, magarisfruttando qualche rendimento al di sotto delle aspettativeai piani alti, sembra essere ancora l’obiettivo di coach Villa. Partita una certezza come Raivio, e salutato anche Langston, non sembra mutare molto la fisionomia del pitturato, con Paci unico pivot di stazza. Tutto da gustare, invece, il ritorno di Aaron Thomas, altro alfiere di quellacategoria di attaccanti che ha una marcia in più, capace di garantire i canonici 20 punti a partita.
LA LOTTA SALVEZZA
È una questione siculo-piemontese. Trapani è lontanaparente della squadra che ha messo in difficoltà Udine aiplayoff; la perdita di Corbett e Renzi è stata un colpo duro da incassare per coach Parente a cui tocca ricostruire tuttauna serie di certezze venute meno anche dall’addio del capitano di lungo corso Gabriele Spizzichini. Una ricostruzione che, al momento, non sembra dare frutti a breve termine; per evitare le ultime tre posizioni, gliamaranto dovranno sudare in difesa e sperare nel rendimento dei due USA Wiggs e Childs, alla prima esperienza in Italia.
Arduo compito la salvezza anche per Capo d’Orlando e coach Cardani: la scelta di un roster dalla bassa età media può comportare errori d’inesperienza che possono costare cari in una lotta per non retrocedere e, allo stesso tempo, sublima la dipendenza dalla serata degli americani, come dimostrano le prime uscite. La spensieratezza dei paladini, però, potrebbe essere un’arma vincente, almeno nellaprima parte di stagione, e permettere di metteredell’inatteso fieno in cascina in vista dei mesi decisivi.
Nell’estremo nordovest fa specie vedere la gloria di Biellaridotta ad una lotta per evitare la discesa in B. Quella che fu culla di Matteo Soragna, oggi è una squadra dal budgetmolto ridotto che dipenderà tanto dalle lune di T.J. Cromer e Davis, i due USA a roster. Per il momento, il parquet ha riservato solo due di picche alla formazione di coach Zanchi.
La prima sorpresa di questo inizio di stagione, con l’eliminazione di Torino dalle Final Eight, pone la JB Monferrato forse un gradino più su delle altre contendenti. Può trattarsi sicuramente di un exploit puntuale, quello deirossoblu, ma si sono visti segnali importanti soprattuttodagli under Valentini, Sarto e Leonardo Okeke, fratellod’arte di David (ex Torino). A ciò si aggiunga un Pendarvis Williams che sembra aver preso le misure dellacategoria rispetto alla versione un po’ leggerina di Chieti. Pesa l’incognita nel pitturato, in cui la JB sembra pagare dazio un po’ da tutti in quanto a tonnellaggio.
L’ENIGMA TORINO
Dove collocare la nuova Torino di David Avino e coach Casalone? Il roster a disposizione, pur indebolito rispettoalla scorsa stagione, appare sicuramente di livello con la conferma di Alibegovic e capitan Toscano e gli innesti, nel parco italiani, di giocatori affidabili come De Vico e Landi. Interessante l’aggiunta di Ruben Zugno, atteso al salto di qualità dopo le annate a Bergamo. L’incognita è a stelle e strisce: certo, Scott è sembrato giocatore solido, ma Davis è ancora tutto da scoprire e non pare sia stato la prima scelta. I gialloblu pagano lo scotto del cambio di proprietà che ha ritardato un po’ tutte le operazioni, la loro dimensione sarà chiara solo tra qualche partita.
L’obiettivo? I playoff, ma attendiamo di capire quale saràla vera faccia della Reale Mutua.
Giocatore più atteso: Trevor Lacey
È il colpo USA dell’anno, anche se i problemi fisici nestanno ritardando l’ingresso.
L’ex Sassari e Pesaro ha fatto esperienze importanti dopo l’addio all’Italia, in Russia (Kuban) e G-League(Wisconsin) la nuova guardia dell’APU Udine è cresciutaulteriormente. Se sta bene, e se Mussini recupera, coach Boniciolli ha tra le mani una Ferrari.
Italiano più atteso: Lorenzo Bucarelli
La svolta quando Roberto Gallinat s’infortuna in gara 1 di playoff contro Forlì: da quel momento, la guardia-ala oggia Cantù, già tra i migliori under della categoria, ha fatto un ulteriore salto di qualità, portando il suo rendimento a cifre da USA.
Se non si perde, è uno da “piano di sopra”.
GIRONE ROSSO
LE FAVORITE
C’è un quartetto a contendersi i piani altissimi del GironeRosso, ed è quello formato da Ferrara, Scafati, Verona e Forlì.
Gli estensi, confermata la guida tecnica con Spiro Leka, hanno optato per non rivoluzionare il proprio roster, mahanno aggiunto qualità con firme mirate. Fabi e Vilderasono colpi da pretendente al salto di categoria, Mayfieldha dato già più risposte rispetto ad Hasbrouck e Pianegonda è un investimento intrigante e di prospettiva. La sfortuna, però, si è accanita su Zampini proprio quandosembrava essersi ripreso dai problemi fisici che tanto l’avevano limitato.
E poi c’è lui, AJ Pacher. Per il terzo anno viene da chiedersi perchè l’ala grande statunitense, 2,08m, non abbia trovato estimatori in LBA, pur con un bagagliotecnico impressionante in suo possesso. Viene da pensare sia poco vistoso, buon per la Top Secret, ma chissà che questo non sia l’ultimo anno in cadetteria. Serve un po’ di rodaggio, ma per la società romagnola potrebbe esseredavvero l’anno buono.
Scafati ha ringiovanito, ma senza abbassare la qualità. Non ci sono individualità strabordanti com’era quella di Charles Thomas, ma il livello complessivo del roster, quest’anno capitanato da Riccardo Rossato, è altissimo.
Le chiavi della regia sono in comproprietà tra RotneiClarke e Diego Monaldi, quest’ultimo reduce dalla promozione con Napoli; nello spot di guardia un altroreduce da una promozione come Ambrosin, proveniente da Tortona, con capitan Rossato pronto a subentare e dareminuti di qualità.
L’atletismo di Iris Ikangi, unito alla solidità di Raucci e Daniel, ben supportati da Cucci e De Laurentiis, ha regalato a coach Rossi un roster finalmente profondo.
L’arma in più può essere la spensieratezza: l’età media si è abbassata sensibilmente e sono fioccati contratti biennali, segno di una programmazione che non esige da subito ilsalto.
Se tutto andrà nei binari giusti, i gialloblu saranno sicuri protagonisti.
Forlì è uscita scottata, anzi ustionata dal conflitto di spogliatoio esploso durante la serie playoff control’Eurobasket Roma. Il nome e cognome dell’eliminazioneè quello di Terrence Roderick, di cui il suo mentore Dell’Agnello ha visto solo un’ombra sbiadita. Confermatoil nucleo d’esperienza, con i sempiterni Giachetti, Bruttinie Natali, la reggia è stata ringiovanita con Palumbo al posto di Rodríguez, mentre Benvenuti e Pullazi rinforzanoil pitturato.
Entrambi gli USA del team sono esterni, segno dellaricerca di un gioco più perimetrale, ma l’incognita resta la legittimità della guida tecnica, uscita assai malconcia e bersagliata da parte della piazza in quanto Dell’Agnello è stato ritenuto colpoevole di eccessiva benevolenza neiconfronti del suo pupillo Roderick.
Verona parte un gradino indietro, innanzitutto per la penalizzazione, poi perchè gli scaligeri non hanno dato una grande impressione in Supercoppa. L’eliminazione in semifinale playoff, con una Tezenis scioltasi come neve al sole al cospetto di Torino, ha fatto male in quelli che sonorimasti, da Candussi a Pini. I problemi fisici di Xavier Johnson hanno costretto il DS Frosini ad interveniretempestivamente sul mercato, firmando Mitja Nikolic, mail roster a disposizione di coach Ramagli ha tanti spuntid’interesse, a partire da Sasha Grant che cerca la definitiva maturazione con minuti in campo che il Bayern non poteva garantirgli, a Lorenzo Penna, già protagonista a Torino. Occhio anche a Liam Udom, mentre l’ex ImolaKarvel Anderson sarà l’incaricato di gestire la squadra.
LE INSEGUITRICI
In scia al gruppo di testa si posizionano due squadreromagnole come Cento e Ravenna.
Gli uomini di coach Mecacci si sono rinforzati in maniera importante per questo campionato, trovando subito una quadra che li ha portati alle Final Eight, chiuse controUdine, ed un asse convincente tra i due USA Christian James e Barnes. Il nucleo formato da Gasparin, Moreno e Ranuzzi rappresenta la continuità, a cui vengono aggiuntielementi di valore come Dell’Osto e Tomassini.
Sulla costa, invece, i giallorossi hanno salutato coach Cancellieri, volato in Belgio, per dare il benvenuto a Tesoriere. La squadra sembra costruita con buon criterio, mantenendo elementi importante come Cinciarini, Oxilia, Denegri e Simioni, centro difficile da tenere per i dirimpettai che accomuna mole, 2,06m, a bidimensionalità; è a lui che verrà affidato il pitturato, come dimostra la scelta di un’ala forte, Sullivan, per occupare uno dei due slot stranieri. Proprio il rendimentodei due USA, compreso Tilghman, può rappresentareun’incognita, visto che si tratta di due giocatori al primo impatto con il basket italiano. E si sa, sbagliare gliamericani, in A2, costa caro.
METÀ CLASSIFICA
Folta la truppa in cerca di un posticino playoff: si parte dalla piacevole sorpresa dello scorso anno, l’Eurobasket di coach Damiano Pilot. Perso Bucarelli, la formazionecapitolina si è rimboccata le maniche per rafforzare ilparco italiani: sono arrivati un cecchino come Pepe ed una scommessa importante come Matteo Schina che già ha fatto vedere lampi di un futuro roseo, si pensi al titolo di miglior giovane, con tanto di polemica annessa per un errore, della scorsa Coppa Italia.
L’ex Udine aggiunge una marcia in più dal punto di vista difensivo.
Da decifrare, anche in questo caso, l’apporto dei due USA Hill e Davis, ma c’è da scommetterci che anche quest’anno ci sarà da divertirsi. L’unico neo è da ascriverealla città di Roma: che ci sia solo un impianto praticabile, e che questo venga concesso a prezzi proibitivi,obbligando le società locali ad emigrare a Veroli o Frosinone, è una vergogna per la capitale d’Italia.
Suscita parecchio interesse anche la matricola Chiusi: la società toscana, legata a doppio filo alla Reyer Venezia, ha operato con intelligenza sul mercato, aggiungendogiocatori d’esperienza come Musso e giovani dalle rosee prospettive come Possamai. Nel pacchetto sono compresianche due stranieri di discreto livello. La sfida è allacontinuità, dovessero averla, diverrebbero candidate credibili ad un posto tra le prime 8.
È migliorata sensibilmente la Benacquista Latina: i nerazzurri, scrollatisi di dosso due americani poco incisivi, hanno giocato le loro fiches per i due slot stranieri sugliesterni, con Dambrauskas, lasciando forse un po’ leggerol’equipaggiamento sotto le plance. L’arrivo di un uomod’ordine ed esperienza come Spizzichini, unito allaconferma di Passera, garantisce a coach Gramenzi di averequasi sempre una propria estensione nel campo.
Quella pontina è sicuramente una squadra superiore a quella che ha rischiato la retrocessione in B, tuttavia le suechances di playoff passano inevitabilmente dal rendimentoimportante della coppia di stranieri, non sarà il giocointerno a farne le fortune, salvo exploit da parte di Fall o Bozzetto.
SALVEZZA E…BASTA?
C’è una possibile sorpresa in questo lotto e si chiama Next Nardò: la matricola pugliese ha riportato in Italia JazzmarFerguson, anche se l’ex Verona ha accusato più di qualcheproblema fisico durante la Supercoppa ed ha messo al sicuro il pitturato con Quintrell Thomas, MVP dellaseconda divisione israeliana due anni fa, che ha giàdimostrato di saper dominare le alture. Da non sottovalutare l’arrivo, da Pistoia, di Mitchell Poletti; la mancanza di un 4 affidabile potrebbe portare coach Gandini ad optare per un doppio pivot, con l’ex Giorgio Tesi che potrebbe agire da “4”.
Se gli USA girano, gli amaranto sono un cliente scomodoper tutti, appunto se girano.
A Chieti c’è poco da chiedere a coach Maffezzoli: la squadra, comunque potenzialmente da salvezza, ha confermato Meluzzi, nota lieta della scorsa stagione, edaggiunto Amici, giocatore scafato nella categoria. Destainteresse il ritorno in Italia di Woldentseae, a lungo nel mirino di più d’una squadra in LBA, anche se nessuna ha affondato il colpo; grossi punti interrogativi dagliamericani: difficilmente Ancrum e Jackson, esordienti in Italia, saranno capaci di non far rimpiangere PauliusSorokas e Pendarvis Williams, ma lasciamo il beneficio del dubbio. Ultima considerazione su Nemanja Dincic: dopo l’apprendistato a Scafati, per il serbo di formazioneitaliana è arrivato il momento della verità. Dovesseriuscire a limare alcuni suoi difetti, è un giocatore che in A2 ci può stare anche comodamente.
ZONA CALDA
Partiamo dalla neopromossa Fabriano: l’arrivo di un giocatore esperto come Patrick Baldassarre parevaprecedere un mercato che posizionasse la Ristopro più in alto nella graduatoria. Invece la coppia di stranieri è un mix tra l’esordiente Smith ed il rientrante Davis, da cui coach Pansa si aspetta che passino molte delle fortunedella Janus. Sotto canestro ci sono scommesse, da Thiounea Matrone, giocatore apparso dominante in B, ma che dovrà confrontarsi con avversari di maggior fisicità.
Non deve ingannare la qualificazione alle Final Eight: l’Allianz San Severo ha perso un perno come RotneiClarke, con il quale ha preso la direzione di Scafati anche Iris Ikangi. A coach Bechi l’arduo compito di una squadra che possa non dipendere unicamente dalle lune di Ty Sabin, e riesca a colmare il pesante gap di centimetri sottocanestro. Mortellaro, finito a Tortona, sarebbe stato piùche utile ai gialloneri, nonostante le 39 primavere suonate. Il tutto in attesa di DeShields, o di qualcuno che ne prenda il posto.
Chiudiamo la carrellata con la Stella Azzurra: il progettoresta sempre lo stesso, lanciare giovani. Ai capitolini ilcampionato chiederà di confermare le qualità di Menalo, espresse con troppa intermittenza, e di dare continuità al buon inizio di stagione di Raspino. Con Giordano volatoad Orzinuovi, si aprono spazi per Visintin, fino a due annifa considerato ottimo prospetto a livello nazionale. Bene la scelta degli stranieri: Darryl Jackson è una chiocciadecisamente migliore di Thompson, ragionando in base a quelli che sono gli obiettivi della società e di coach D’Arcangeli, Marcius si è guadagnato la conferma a sportellate sotto canestro. Sulla carta, la Stella potrebbeessere la prima indicata a scendere di categoria, ma già lo scorso anno uscì viva da un confronto duro ai playout. Ci riusciranno? Lo scopriremo solo vivendo.
IL GIOCATORE PIÙ ATTESO: ED DANIEL
Lo statunitense è tornato per lasciare il segno, anche se ha accusato un paio di ppassaggi a vuoto. Fisicamentedominante per la categoria, ha le capacità tecniche per essere un fattore di enorme peso all’interno dell’economiadel Girone Rosso.
L’ITALIANO PIÙ ATTESO: MATTIA PALUMBO
A Scafati si era visto un giocatore dalle molteplicicapacità, oltre che dalla giusta faccia tosta che serve per imporsi a certi livelli. Play, guardia, all’occorrenza ala, la sua duttilità può fare le fortune di coach Dell’Agnello. Ancora di proprietà della Fortitudo, Palumbo è chiamatoalla stagione della consacrazione.
Elio De Falco