A distanza di anni dal termine della sua carriera, Andrea Bargnani continua a essere una delle figure più rappresentative del basket italiano moderno. Oggi impegnato come LBA Executive Advisor accanto al presidente Maurizio Gherardini, l’ex prima scelta assoluta del Draft NBA 2006 ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua esperienza tra NBA e Nazionale in una lunga intervista concessa a La Giornata Tipo.

Tra i temi affrontati c’è anche il percorso vissuto con la maglia azzurra, caratterizzato da aspettative elevate ma da risultati inferiori a quelli che il talento di quella generazione lasciava immaginare.

Il rapporto con Gallinari e Belinelli

Riflettendo sulle sue presenze con l’Italbasket, Bargnani sottolinea come il gruppo formato dalle principali stelle italiane dell’epoca non sia mai riuscito a trovare una sintonia totale sul parquet.

“Ho fatto 74 partite in Nazionale, un numero ridicolo se ci pensi. Ridicolo. Gallinari ne ha fatte poche più di me”, dice Bargnani. “Non credo ci sia stata mai grande chimica in campo. Né con lui, né con Belinelli. Adesso paradossalmente sarebbe molto meglio la chimica, perché ci conosciamo meglio e ci sentiamo. Siamo più vicini adesso che prima. Se ci fossimo legati prima, magari avremmo fatto qualcosa di più anche in Nazionale”, prosegue.

Un’analisi condivisa anche da Marco Belinelli, che riconosce come la giovane età e la forte mentalità offensiva abbiano probabilmente limitato il rendimento collettivo della squadra.

“Eravamo immaturi ancora. Non tirare per me era impossibile. Lo capisco anche per il Mago e il Gallo. Hanno la stessa mia volontà di fare canestro. Adorano fare canestro. Ma magari cercare di coinvolgere un po’ tutti, di fare più lavoro sporco… Probabilmente qualcosa sarebbe arrivato”.

Il dubbio su ciò che sarebbe potuto essere

Più che un rimpianto, Bargnani parla di una curiosità mai sopita riguardo al potenziale di quella generazione, che raramente ha avuto l’opportunità di lavorare insieme con continuità durante le estati.

“A spizzichi e bocconi siamo andati in Nazionale, pochissime volte siamo andati tutti insieme. Rammarico? No. Più che altro la curiosità, se fossimo stati un nucleo anno dopo anno, estate dopo estate, tipo la Spagna, cosa avremmo potuto fare. Con Gigi [Datome], Gallo, Beli…”, prosegue Bargnani.

Il ricordo di EuroBasket 2015

Tra i momenti che restano più impressi nella memoria dell’ex lungo romano c’è l’Europeo del 2015, concluso con la dolorosa eliminazione ai quarti di finale contro la Lituania dopo un supplementare. Nonostante il risultato, Bargnani conserva il ricordo di una squadra capace di entusiasmare tifosi e addetti ai lavori.

“L’entusiasmo che c’era intorno a quella squadra. Avvertivi che era una squadra spettacolare, il pubblico si divertiva a vederci, poteva succedere di tutto, potevi battere chiunque. Eravamo fighi”, conclude Bargnani.