Luca Banchi, intervistato da La Nazione, ha offerto una lucida analisi sull’evoluzione della pallacanestro e sulle sfide che attendono il movimento nei prossimi anni. Il commissario tecnico della Nazionale italiana ha sottolineato come il gioco sia profondamente mutato nel tempo, soprattutto a causa dei continui aggiornamenti regolamentari e della trasformazione delle caratteristiche tecniche e fisiche degli atleti. Secondo Banchi, immaginare con precisione quale sarà il volto della pallacanestro tra qualche anno è complesso. Per questo motivo, il tecnico invita a concentrarsi sulle priorità più immediate. La principale riguarda l’ampliamento della base dei praticanti, che negli ultimi anni ha registrato un progressivo calo sia nel settore maschile che in quello femminile. Il CT evidenzia la necessità di ripartire dalle scuole, considerate il principale bacino di reclutamento, e ribadisce l’importanza della formazione degli allenatori, figure fondamentali per trasmettere passione e coinvolgere i più giovani. Banchi invita inoltre a riflettere prima sullo stato di salute attuale del basket italiano, caratterizzato da un elevato tasso di abbandono, da numeri di partecipazione non soddisfacenti e da un movimento femminile che attraversa un momento delicato. Nel corso dell’intervista si è parlato anche della Nazionale, attesa a Livorno a fine mese per un nuovo appuntamento ufficiale. Banchi ha spiegato come la squadra si presenti all’evento ancora in una fase iniziale del proprio percorso, condizionata dalla limitata possibilità di lavorare con continuità sul campo e dall’incertezza legata alla disponibilità dei giocatori, spesso definita solo a ridosso delle competizioni. Il CT ha inoltre espresso perplessità sull’attuale sistema di qualificazione ai tornei internazionali, definito poco attuale. Due delle tre prossime finestre si disputeranno infatti in inverno, periodo in cui non è possibile convocare atleti impegnati nelle principali competizioni mondiali come NBA, NCAA ed Eurolega. Una situazione che, secondo Banchi, rende difficile costruire un lavoro tecnico strutturato e continuo, rendendo necessaria una riflessione condivisa tra le istituzioni del basket internazionale per individuare soluzioni più funzionali allo sviluppo della Nazionale.