Quando la squadra è più concentrata e sul pezzo per me è molto più semplice giocare, riesco a focalizzarmi sul mio gioco

Bruno Mascolo, playmaker in forza alla Givova Scafati, ha parlato in quest’intervista della sua stagione finora, in un’A2 molto competitiva dove la sua squadra occupa il settimo posto in classifica. L’ex Treviso sta viaggiando a 14.9 punti, 5.4 rimbalzi e 5 assist, tirando il 47%. E’ il capitano di Scafati, che domenica affronterà la Fortitudo Bologna in casa, per un match importantissimo tra due squadre appaiate a pari punti in classifica.

Abbiamo preparato bene la partita, siamo pronti e non vediamo l’ora di giocarla, dispiace che non ci saranno i tifosi fortitudini“. Purtroppo i residenti di Bologna non potranno acquistare i biglietti per la partita del PalaMangano, e il settore ospiti verrà chiuso. Una situazione sicuramente spiacevole che sta colpendo tutto il sistema italiano di basket, e di cui abbiamo parlato con Mascolo.

Oltre a questo, si sono affrontati vari temi, dal rapporto con il suo coach, Frank Vitucci, al progetto di Scafati. Situazione giovani, con un focus sull’A2 e sul grande equilibrio, con una preview della partita di domenica contro una delle big del campionato, la Fortitudo Bologna, città che Mascolo ha anche assaporato, ma sponda Virtus.

Cosa ha portato Bruno Mascolo a Scafati e a cosa punta con questa società, con cui ha firmato un contratto triennale?
“Ho scelto Scafati perchè il progetto che mi è stato palesato è stato un progetto importante e ambizioso, e l’idea di poter tornare vicino casa, essendo io di Castellammare di Stabia, un paesino vicino Scafati, e di giocare vicino casa era molto invitante. Anche la passione che c’è per il basket è stata una parte fondamentale per la mia scelta. Il presidente ha costruito una squadra molto competitiva per provare a fare bene e già in questo campionato, che è molto competitivo. Sicuramente le ambizioni sono quelle, un giorno, di poter tornare nella massima serie.”

Che rapporto ha con coach Frank Vitucci?
“Con Frank ho un rapporto stupendo, l’ho avuto a Brindisi, a Treviso e ora a Scafati, per me, insieme a Ramondino, è l’allenatore più importante che ho avuto in carriera. Noi due parliamo molto, riesce a far uscire il meglio da tutti noi, quindi sia a livello umano che tecnico con lui mi trovo benissimo.”

Cosa è cambiato dall’arrivo di Vitucci?
“Tutto. Il primo periodo è stato un disastro, per tanti motivi differenti la squadra non andava e Frank è riuscito a darci serenità, regole. Anche a livello fisico l’intensità negli allenamenti che prima non era sicuramente sufficiente per poter performare bene durante la partita della domenica. Ha cambiato un pò tutto, come già sapevo avrebbe fatto e infatti poi i risultati sono iniziati ad arrivare, anche se non abbiamo fatto ancora nulla.”

Che ne pensa della coppia americana di Scafati, Caleb Walker e Terry Allen, che sta offrendo prestazioni di alto livello?
“Sono, prima che giocatori, due ragazzi spettacolari, sia con Terry che con Caleb mi trovo umanamente benissimo, che non è una cosa scontata assolutamente e poi a livello tecnico sono due giocatori complementari ai bisogni della squadra. A livello tecnico non c’è niente da dire, ma dal punto di vista umano va sottolineato che sono due persone speciali.”

In settimana è arrivata la sconfitta, dopo 6 vittorie consecutive, a Livorno. Che ne pensa di questo inciampo e quanto può incidere sulle prossime partite?
“Sapevamo che era una partita difficile, abbiamo sbagliato l’approccio nel secondo tempo come ogni tanto ci capita, ma è solo un passo falso. Siamo ancora tutti lì, non è cambiato niente, come sarebbe stato anche se avessimo vinto, sicuramente però è un’occasione persa. Il campionato però è ancora molto lungo.”

Ultime prestazioni di Mascolo da leader, tante partite dove ha sfiorato la tripla doppia. E’ cambiato qualcosa rispetto a prima, forse si sente un pò più a suo agio con il resto della squadra?
“Non è cambiato niente di particolare. Semplicemente quando la squadra è più concentrata e sul pezzo, poi le settimane di allenamento con Vitucci hanno iniziato a dare i loro benefici e, per me, che sono il playmaker della squadra, è molto più semplice giocare, perdo molte meno energie mentali a sistemare alcune cose e sono concentrato sul mio gioco.”

Pullazi sta vivendo un periodo complicato, come può fare la squadra per aiutare a farlo ritornare ai livelli di inizio campionato.
“Rei è un carissimo amico ed un grandissimo giocatore, quindi non ho niente da dire. E’ un periodo normale, come lo attraversiamo tutti, ma non c’è niente da aggiungere. E’ un giocatore di pedigree importante per la categoria, che sa giocare a basket e ha vinto campionati.”

Mancherà questo confronto tra le tifoserie di Scafati e Fortitudo Bologna, per un provvedimento forse esagerato, ma al tempo stesso viviamo un’annata dove ci sono stati episodi brutti, come quello a Rieti. Spesso ci rimette chi non ha colpe, che soluzione si potrebbe trovare?
“Non è una situazione facile, mi rendo conto della situazione, la capisco, però vai a togliere la felicità e una bella giornata a persone che non c’entrano assolutamente nulla. Dispiace che i tifosi della Fortitudo non possano venire perchè avrebbero fatto ancora più atmosfera di quella che, spero, ci sarà domenica. E’ una situazione abbastanza delicata che spero, il prima possibile, possa aggiustarsi del tutto.”

Lei è stato a Bologna, sponda Virtus, come si viveva la rivalità anche se le due squadrano erano in campionati diversi?
“Assolutamente sì. In questi giorni mi hanno scritto svariati tifosi della Virtus Bologna dicendo che tifano per noi. E’ una rivalità importante, che si sente e anche molto sana.”

Con la Fortitudo Bologna c’è anche una sfida con due tra i migliori interpreti del ruolo di playmaker in A2, Fantinelli e Della Rosa. Giocatori del vostro livello avrebbero meritato più spazio in Serie A?
“Io l’anno scorso giocavo 30 minuti di media in Serie A, lo spazio l’ho avuto e ci ho sempre giocato in A1. Per quanto riguarda Della Rosa e Fantinelli, sono due giocatori super che a me piacciono tantissimo. Sicuramente sarà una bella partita, piena di intensità, di talento, non vediamo l’ora di giocarla.”

Che ne pensa di Sorokas, sembra incontenibile in questo momento, ed è l’ex della partita.
“Sorokas ha seguito il mio stesso percorso, scendendo dall’A1. Sta facendo benissimo, è un giocatore di categoria superiore e si vede. Sicuramente non riusciremo a marcarlo 1v1 ma sarà un lavoro di squadra, come con tutti i giocatori forti dobbiamo dare tutti un occhio a riguardo, un pò di attenzione in più. Abbiamo preparato bene la partita con il coach e siamo pronti.”

Quali sono gli obiettivi personali e di squadra che si è posto verso la fine della stagione?
“Sinceramente me la sto vivendo partita per partita, perchè è un campionato molto competitivo e quando inizi a pensare troppo in là, magari ti deconcentri, e poi vedremo a fine campionato per tirare le somme.”

I tanti infortuni che si stanno verificando un pò ovunque, secondo lei, hanno una causa in particolare, forse le troppe partite?
“Sono infortuni, per cause normali, forse un pò di sfortuna, sicuramente il campionato è fitto, ma lo è per tutti. Gli infortuni capitano, fanno parte del gioco.”

All’aumento di budget è corrisposto anche un aumento di livello del gioco, si dice spesso che giocano tutti allo stesso modo, con pick and roll e tiro da tre.
“Assolutamente. Non so chi dica che si giochi solo pick and roll e tiro da tre, però questa cosa non l’ho mai sentita io. Sicuramente è aumentato il livello, anche di tanto. Molti giocatori importanti che avevano spazio in A1 sono scesi in A2, come Cinciarini, Denegri. Quindi l’aumento dei giocatori italiani forti che scendono di categoria, più tanti americani importanti da leghe estere grazie ai budget più alti, questo aumenta il livello del campionato.”

I giovani fino alle Nazionali fanno bene e vincono, ma poi si ritrovano in difficoltà nl passaggio successivo, come si potrebbe risolvere questo problema?
“Sinceramente non saprei. E’ un problema molto complesso, molti giocatori fanno tanto bene nelle giovanili e poi fanno fatica. Forse il problema è culturale, magari non se la sentono di far giocare giocatori giovani e preferiscono far giocare degli stranieri presi a poco prezzo. Io alla fine sono dell’idea che se il giocatore è forte, arriva e riesce a giocare. Il problema è la tempistica, magari arrivano più tardi di quando avrebbero già potuto.”

A 18 anni ci sono tanti giocatori che vanno all’estero, in particolare in NCAA. Secondo lei è un bene, e può portare frutti nel tempo sia ai giocatori che al nostro basket?
“Non vedo perchè non dovrebbe. Sono giovani di 18 anni che vanno a fare un’esperienza negli Stati Uniti, invece di giochicchiare in Serie B o a livelli bassi. Per tornare qui sicuramente migliorati.”

Gli allenatori in Serie A2 sono di grande esperienza, mentre in A1 c’è una nuova generazione che sta prendendo piede, secondo lei perchè ci sono queste differenze?
“Penso che l’unico motivo sia economico, squadre in A1 che hanno poco budget da investire sugli allenatori, per prendere 6 stranieri, optano per un coach dall’estero meno costoso, mentre in A2 con i budget alti, e con i soli due americani da prendere, si può investire di più su allenatori più esperti.”

Quanto darebbe più serenità e sicurezza ai giocatori avere l’instant replay disponibile in ogni partita?
“Non capisco perchè in A2 non dovrebbe esserci, il problema principale è la qualità delle immagini. In LNP non si hanno tutte le telecamere dell’A1. Vorrei che venga inserito, ma a livello pratica non so quanto effettivamente si potrebbe fare.”

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Foto di Scafati Basket (Facebook)