“Per la Fortitudo adesso si fa dura, però chissà. Anche in Eurolega Valencia era sotto 0-2 e poi ha vinto due volte in casa del Panathinaikos, passando il turno!”
In occasione di questa seconda parte delle semifinali playoff di Serie A2, in scena a partire da questa sera, con gara-3 tra Verona e Fortitudo Bologna, abbiamo fatto due chiacchiere con Gianluca Basile. 2 scudetti con la Fortitudo, poi un Eurolega e tanti altri trofei in Spagna al Barcellona, senza dimenticarci dell’Europeo vinto con la Nazionale italiana nel 1999 e la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004.
Basile non vuole dare per spacciata la squadra di Attilio Caja, anche se vincere due partite a Verona non sarà facile. Intanto, però, lì dove Basile è nato, a Ruvo di Puglia, ci si sta giocando la permanenza in Serie A2. Mercoledì alle 20.30 si giocherà gara-5 tra Ruvo di Puglia e Roseto, chi perderà dovrà tornare in B1 e lasciare l’A2. Il tutto avviene dopo un episodio che ha segnato la scorsa settimana del basket italiano: Jacopo Borra, di Ruvo, ha preso a pugni Aristide Landi, di Roseto, durante gara-3, con Ruvo nettamente in svantaggio (-20) nel punteggio e dopo un errore dello stesso Borra sotto canestro. Un episodio che ha fatto nascere una rissa, ma che soprattutto ha escluso Borra dalle ultime due partite della serie play-out.
“Meglio non commentare, perchè poi ci sarebbero da dire cose cattive. E’ incommentabile, sappiamo tutti che è da pazzi, in una serie playoff ogni giocatore è importante. Le provocazioni ci sono sempre, ma non esiste una reazione del genere“.
Basile condanna l’episodio, con Roseto che ha poi trionfato sia in gara-3 che in gara-4, portando la serie a gara-5.
Si è parlato di questo, ma anche del problema, sempre più grande, della “fuga” dei giovani italiani ed europei in NCAA e del nuovo corso della Nazionale italiana guidata da Luca Banchi. Oltre ad un’analisi sul presente e il futuro della Fortitudo Bologna, squadra del cuore di Basile, rimasto legatissimo al tifo fortitudino.
–Questo episodio come può incidere sulla serie?
“Roseto e Ruvo già si sono affrontate lo scorso anno in B1, è sempre stata una rivalità accesa, questo la aumenterà ancora di più. La serie, come pensavo, è arrivata a gara-5. Perchè poi questo episodio è stato come mettere benzina sul fuoco in un campo già molto caldo come quello di Roseto.”
–In caso di raggiungimento della salvezza cosa vorrebbe dire per Ruvo di Puglia, in questo primo anno storico in A2 che, come ci si aspettava, è stato pieno di difficoltà?
“E’ stato fatto un lavoro straordinario. Secondo me, comunque vada, è stato fatto un qualcosa di inaspettato. E’ stato difficile all’inizio, come era ovvio, dato che bisognava adattarsi ad una nuova categoria, poi hanno fatto qualche cambio in corso d’opera trovando un buon equilibrio. Non è riuscita a vincere contro Pistoia alla quinta partita, ma alla fine quando sono gare punto a punto sono sempre dei dettagli che fanno la differenza per vincere o no.”
–Roseto ha due grandi veterani come Cinciarini e Harrison, che in A2 fa tanto la differenza, mentre Ruvo ha una coppia di americani come Brooks, cresciuto durante la stagione, e Smith, che ha sempre fatto bene in A2, insieme a Miccoli che sembra un giovane molto interessante. Tra le due squadre quale le piace di più?
“Roseto ha fatto sempre fatica durante l’anno, mentre Ruvo ha avuto una crescita da inizio stagione. Roseto non è mai decollata a livello di risultati, credo che sia andata al di sotto delle sue aspettative. I veterani possono avere una marcia in più, perchè sono più abituati a giocare certe partite così tese, e sono pericolosi. Anche perchè in A2 conta più l’esperienza e mantenere i nervi saldi, soprattutto nelle sfide punto a punto.”
SEMIFINALI PLAYOFF A2
–Cividale ha battuto Rimini in gara-2 con una prestazione storica di Redivo da 48 punti, record ai playoff di A2. Cividale è un progetto che ha da sempre i giovani al centro, ma anche Rimini quest’anno ha avuto molto coraggio lanciando tanti ragazzi interessanti, tra cui Assane Sankare, che sta facendo benissimo in questi playoff.
“In Spagna, dove ho giocato, oltre al fatto che i giovani sono molto più preparati e pronti dei nostri, sono più nazionalisti. A noi piace di più l’americano, rispetto all’italiano giovane. Non so se perchè i ragazzi non sono ancora pronti, o perchè non sono messi nelle condizioni di poter sbagliare. Siamo tutti legati al risultato finale. A Cividale c’è Pillastrini, che ha sempre avuto un debole nel tirar fuori qualche giovane interessante. E’ una società che dà la possibilità ai giovani di giocare e crescere, senza pensare di dover per forza vincere il campionato. Conta far crescere i giovani. Quest’anno sto vedendo che i minutaggi dei giovani sono cresciuti molto, probabilmente aiutati anche dalla vittoria dell’Eurobasket U20 la scorsa estate.”
–La Fortitudo Bologna si trova sotto 0-2 contro Verona, anche se con due partite perse entrambe per un punto. Verona, nel complesso, è sembrata più compatta e migliore in attacco, dato che entrambe le squadre sono le migliori difese del campionato. C’è la possibilità per la Fortitudo di recuperare questa serie?
“Adesso si fa dura. Verona mi ha sorpreso, perchè andare a vincere due partite al PalaDozza ai playoff è quasi impossibile, però ci hanno creduto e ci sono riusciti. Tutte e due le partite sono state caratterizzate da episodi, perchè in gara-1 sul -2 c’è stato l’errore ai liberi, mentre in gara-2 a 90 secondi dalla fine, Verona è riuscita a trovare la tripla del +3, riuscendo poi a gestire il vantaggio fino alla fine. Sono episodi che determinano le partite, potevano stare 2-0 anche per la Fortitudo. Andare a vincere due partite a Verona è difficile, però chissà, abbiamo visto anche in Eurolega come il Valencia che sotto 0-2 è andata a vincere due partite all’OAKA, un campo improponibile per gli ospiti, contro il Panathinaikos, vincendo poi anche gara-5. Se si ha un’identità di gioco come la Fortitudo, con una grande difesa, si può provare. C’è tanta stanchezza e pressione, però mai dire mai.”
–Ha seguito la vicenda di Fantinelli e Caja, dove il capitano della Fortitudo è dovuto intervenire sui social per spiegare le ragioni della sua assenza in gara-2, mentre il coach non aveva dato spiegazioni in conferenza stampa, dopo che non gli era stato permesso di entrare nello spogliatoio al termine di gara-2 contro Avellino?
“Purtroppo siamo in un mondo dove i social danno voce a tutti. A volte si scrivono cose a caldo, o per rabbia, senza ragionare. Fantinelli lo avrà fatto per giustificare la sua assenza, dato che era stato attaccato qualcuno della squadra. Quando giocavo io non c’erano i social, quindi c’era la stampa, se c’erano domande si facevano lì e si chiudeva la cosa. Adesso si possono creare delle situazioni complicate. Sicuramente è stata gestita male, ma non credo che una situazione del genere possa influire sulle prestazioni in campo. E’ un episodio che lascia il tempo che trova.”
–A Bologna si cambia tutta la squadra e si ricostruisce. In estate ci sarà un nuovo cambio societario con Gentilini che ricoprirà un ruolo più importante, dopo tanti anni passati dietro le quinte. Che ne pensa?
“Se c’è bisogno di cambiare, lo si faccia, l’importante è che la Fortitudo continui ad esistere. La Fortitudo ha comunque i tifosi, che sono un punto fermo da cui si può sempre partire. Già avere una tifoseria così, che ogni anno ti dà la certezza di sostenerti con gli abbonamenti e gli incassi che si fanno nei playoff.”
–Forse si è pensato un pò troppo presto alla Serie A a tutti i costi, costruendo squadre con tanti giocatori di esperienza senza progettare. Secondo lei la Fortitudo dovrebbe arrivare ad avere una politica diversa nei prossimi anni, costruendo una squadra sì per fare bene ma con un progetto magari triennale, in modo da arrivare in Serie A con una base già solida?
“L’A2 è una competizione particolare. C’è bisogno di un mix, perchè l’esperienza conta tanto, ma fare una squadra di soli veterani non funziona, perchè lo sport comunque è fatto di gioventù e di freschezza atletica. E’ stata una stagione particolare, con tanti infortuni che sono stati sostituiti prontamente con acquisti di alto livello. Stiamo parlando di una squadra che per una vittoria non è salita direttamente in A1, e si trova sotto 0-2 in una serie che è stata decisa da episodi. La squadra ha sempre reagito bene agli infortuni che ci sono stati, e vuoi o non vuoi Caja alla fine ottiene bei risultati. Sembra che meno giocatori ci siano a disposizione, più la Fortitudo giochi meglio, però questa cosa non funziona molto ai playoff dato che si gioca quasi ogni 2 giorni. Durante la stagione si è vista l’impronta di Caja, con una squadra che ha sempre risposto bene alle difficoltà.”
GIOVANI E ITALIA
–Nell’ultimo anno, tantissimi giovani italiani ed europei si sono trasferiti nei college NCAA, grazie a dei contratti economici molto importanti che difficilmente si vedono in Europa. Che ne pensa di questa situazione, i giovani fanno bene ad andare in NCAA?
“La situazione è cambiata totalmente dai miei tempi. Io non ho mai pensato di andare in NBA, non avevo questo sogno, mentre ora si vive quasi solo per quello. Poi con questi nuovi contratti non si può più competere con l’NCAA, anche perchè è un’esperienza che, secondo me, merita. Vista anche la situazione attuale del campionato italiano e dell’Eurolega, dove il livello si è abbassato. E’ una bella botta per il basket europeo.”
–Il nuovo corso della Nazionale è iniziato: sta prendendo piede una nuova generazione di ragazzi giovani con cui si potrà cercare di ottenere qualche soddisfazione, anche se vincere una medaglia oggi è forse più difficile di qualche anno fa, vista la grande competitività sparsa un pò in tutte le Nazionali del mondo.
“Era difficile vincere prima, è difficile adesso. I giocatori che c’erano prima non sono assolutamente da meno rispetto a quelli di oggi. E’ sempre stato complicato per l’Italia. Il basket fisicamente è cresciuto molto, e noi italiani siamo stati sempre inferiori fisicamente. Nel periodo dove vincevano ci caratterizza la difesa, mentre in attacco eravamo molto puliti. Il basket è cambiato tanto, le altezze si sono assottigliate, prima dal playmaker al lungo c’erano tanti centimetri di differenza, mentre ora è diverso, e quindi sono tutte situazioni di 1 contro 1. Facendo 1 contro 1 da fuori, rende difficile fare un tiro pulito, quindi escono tanti tiri forzati. Questo almeno è quanto vedo da fuori. Credo che nell’era di Pozzecco sia stato fatto il possibile, ci sono state delle possibilità per vincere delle medaglie, con delle partite perse per episodi, come all’Eurobasket 2022 quando uscimmo con la Francia all’overtime. Non siamo stati nemmeno tanto fortunati, però lo sport è così e se non si prendono le possibilità che ti vengono offerte, poi diventa difficile.”
Foto di Ciamillo Castoria, Gianluca Basile.