La Fortitudo adesso è davvero sull’orlo del precipizio. Lo 0-2 maturato al Paladozza contro Verona non è soltanto un dato numerico pesantissimo, ma racconta soprattutto una serie che, fino a questo momento, ha premiato la squadra più lucida nei momenti decisivi. E questo, probabilmente, è il dato più preoccupante per Bologna.

Perché anche gara 2, esattamente come gara 1, è stata una partita equilibrata, sporca, durissima e rimasta aperta fino all’ultimo possesso. Ancora una volta la Fortitudo ha avuto la possibilità concreta di portarla a casa. Ancora una volta, però, nei dettagli finali è stata Verona a uscire meglio dalla battaglia.

Ed è proprio questa la sensazione che lascia più amaro al mondo biancoblù: la serie non sta dicendo che Verona sia nettamente superiore, ma sta dicendo che oggi la Tezenis sembra più fredda, più stabile emotivamente e soprattutto più pronta a sopravvivere ai momenti caotici delle partite.

La Fortitudo, invece, continua ad avere enormi difficoltà quando l’attacco si inceppa. Anche in gara 2 si è vista chiaramente la doppia faccia offensiva della squadra di Caja. Per un tempo Bologna è sembrata padrona della partita: ottime percentuali, Sorokas dominante, buone letture offensive e la capacità di punire Verona sia dentro che fuori dall’area. Poi, però, la gara si è nuovamente trasformata nella battaglia tattica e nervosa che Verona probabilmente desiderava. E lì la Effe si è spenta progressivamente.

Il dato che fotografa tutto è il 2/20 da tre punti negli ultimi 25 minuti di gioco. Una sterilità offensiva enorme, soprattutto considerando che nel quarto periodo Bologna era riuscita anche a scappare sul +8, dando l’impressione di poter finalmente indirizzare la partita. Invece proprio in quel momento la Fortitudo ha smesso di trovare fluidità offensiva, si è irrigidita e ha iniziato a giocare possessi sempre più pesanti.

Verona, al contrario, non ha mai perso ordine. E questa ormai non è più una casualità. La squadra di Ramagli sta mostrando una maturità impressionante dentro la serie, adattandosi continuamente alle varie fasi delle partite senza mai andare fuori controllo. Anche quando Bologna sembrava avere l’inerzia in mano, la Tezenis è rimasta lì, aspettando il momento giusto per colpire.

Anche gli americani scaligeri continuano a dare l’impressione di controllare la serie più con la qualità che con i numeri puri. McGee non ha monopolizzato l’attacco, Johnson ha spesso dovuto convivere con i raddoppi e con una Fortitudo molto fisica vicino al ferro, eppure entrambi hanno continuamente prodotto vantaggi nei dettagli, nelle letture e nei possessi sporchi. Verona, oggi, sembra avere più soluzioni emotive oltre che tecniche.

Per la Fortitudo il problema adesso è anche mentale. Perdere due partite consecutive al Paladozza dopo essere stati avanti in entrambe rischia inevitabilmente di lasciare scorie pesanti. Soprattutto perché i biancoblù hanno dato la sensazione di arrivare sempre ad un passo dal controllo totale della gara senza però riuscire mai davvero a chiuderla.

E ora la serie cambia completamente scenario. Verona torna a giocare in casa con due match point consecutivi davanti al proprio pubblico e con tutta la pressione trasferita sulle spalle della Effe. La Fortitudo, invece, non ha più margine di errore. Per allungare la serie servirà vincere in trasferta contro una squadra che, fino a questo momento, ha dimostrato di sapersi muovere perfettamente dentro ogni tipo di contesto tattico ed emotivo. Sorokas e compagni però difficilmente alzeranno bandiera bianca e allora anche in terra scaligera ci si aspetta una gara combattuta fino alla fine.

 

Alessandro di Bari

In foto Moretti e Fantinelli (Fortitudo Bologna)