MILANO – È stata una delle prestazioni più tristi e brutte degli ultimi tempi. Una prova che – alla luce di quello visto con la Grecia – nemmeno il più pessimista dei pessimisti si poteva aspettare. L’84-73 subito dall’Italia contro l’Ucraina fa male. Fa male al morale, alla classifica e abbatte le certezze che si erano create nei giorni scorsi.

COSA HA FUNZIONATO
Poco, forse nulla. Le cose da salvare della partita forse non esistono. Meglio passare al punto successivo che sarà ben più argomentato.

COSA NON HA FUNZIONATO
Tutto! L’Italia nella sconfitta di ieri, se possibile, ha perso tutte le certezze che aveva acquisito dalle partite precedenti. È stato un disastro, senza mezzi termini. Una brutta pagina insomma, ma prima di piangerci addosso bisogna svoltare e pensare solamente alla partita di questa sera contro la Croazia.
Contro l’Ucraina è venuta a meno anche quell’arma che ben aveva contraddistinto gli Azzurri nelle prime uscite. Si è persa la partita e l’armonia di squadra. Al primo momento di difficoltà i giocatori si sono disuniti fino a soccombere in un quarto periodo da incubo.
E senza armonia sono venuti a galla tutti i dubbi e le lacune di questa squadra. L’Italbasket è stata letteralmente dominata in area con un perentorio 41-32, ma soprattutto non ha mai saputo trovare una contromossa difensiva agli esterni ucraini. Mykhailiuk è stato un rebus per tutta la partita, Sanon ha fatto l’exploit e Tkakhenko ha spezzato in due la gara. E allora qui emerge il primo dubbio senza risposta: nei 12 c’è Alessandro Pajola, specialista difensivo sugli esterni, perché fargli sventolare gli asciugamani per 40 minuti? Stesso discorso, però per il reparto lunghi, vale per Amedeo Tessitori, unico centro vero e di stazza nel roster. Perché non dargli una chance con Melli in evidente difficoltà (anche di falli) contro i giganti ucraini?
Queste le difficoltà difensive, ma ieri ce ne sono state tantissime anche offensive. Per la prima volta gli Azzurri non si sono passati la palla, non hanno mosso la difesa avversaria, non sono praticamente mai stati pericolosi e le percentuali al tiro (già piuttosto bassine) sono crollate a picco. E allora l’ultima e solita domanda senza risposta: siamo sicuri non sarebbe servita una guardia in più per creare pericolosità offensiva nei momenti di blackout? Ogni riferimento all’MVP dell’ultimo campionato di Serie A è puramente casuale…
Per concludere in bellezza, ieri è andata talmente storta che anche i tiri liberi hanno faticato ad entrare, soprattutto nel primo tempo (3/9 nella prima metà, 8/14 il dato complessivo).
Insomma l’unica cosa da fare è svoltare, cambiare pagina e sfruttare il calendario FIBA che ci dà la possibilità di giocare subito 24 ore dopo la disfatta.

TESTA ALLA CROAZIA
Inutile dire quanto sia importante questa partita. Per avere le ultime speranze di non finire quarti in classifica e quindi affrontare la Serbia agli ottavi, per il morale e per dimostrare che la vera Italbasket non è quella di ieri sera.
Affrontiamo la Croazia, una squadra molto forte e soprattutto molto fisica. Ivica Zubac, Dario Saric e Marko Matkovic fanno paura sotto le plance. Bojan Bogdanovic è il leader, Kruno Simon e Jaleen Smith ha un’esplosività che per i nostri difensori può essere letale.
Se la squadra di coach Demir Moluoamerovic ha un difetto è quella della poca costanza sui 40 minuti e sulle rotazioni non sempre affidabili. Ad ogni modo servirà una partita impeccabile in un Forum che si attende essere sold out

Eugenio Petrillo