Arriva la prima sconfitta al mondiale per gli azzurri di coach Casalone.
Si non è un errore di battitura, ma coach Pozzecco raggiunge anzitempo gli spogliatoi per l’ennesima espulsione nel primo tempo della partita.
La partita si conclude con il punteggio di
82-87 tirando con il 65% da due, il 24% da tre e il 46% dal campo.
Confermiamo la pessima percentuale dal tiro della lunga distanza già vista al debutto mondiale.
Il piano partita dei ragazzi di coach Casalone e Pozzecco era ben chiaro;
Dal punto di vista offensivo la chiave tattica era senza dubbio il contropiede, nostra prima arma tattica, ma soprattutto far toccare la palla a tutti i 5 giocatori in campo cercando di far impegnare quanto più possibile le doti difensive dei repubblicani non abituati a sudare le sette camicie nella loro metà campo difensiva ed aggredire il ferro con rimbalzi offensivi tali da poter mettere pressioni agli avversari; dal punto di vista difensivo invece il topic principale era quello di limitare l’estro ed il talento di Karl Anthony Towns e provare ad occupare l’area lasciando il tiro agli avversari (cosa che ci è andata male in quanto sono stati in giornata di grazia al tiro).
Immergiamoci ora nel nostro playbook.
ATTACCO: per tutti 40 minuti di gioco c’è stata un po’ di confusione.
L’esecuzione dei schemi che abbiamo eseguito nella prima partita al mondiale, ci sono stati ma non sono stati puliti e chiari come avremmo dovuto eseguirli. I numerosi pick&roll e gli hand off si sono schiantati ripetutamente nel pitturato della Repubblica Domenicana senza avere poi soluzioni dall’arco.
La pessima percentuale al tiro ci ha tagliato le gambe in ogni situazione nella quale avremmo potuto racimolare qualche punto e cambiare l’andamento del match.
C’è poco da dire, nella metà campo offensiva abbiamo creato poco.
DIFESA: abbiamo concesso troppi e tanti tiri aperti ai nostri avversari, che essendo anche in giornata di grazia, ci hanno punito e non poco.
Siamo stati poco reattivi a rimbalzo e quando si ha contro un colosso come KAT è difficile risalire la china.
Abbiamo sofferto molto il gioco perimetrale dei domenicani che si sono fatti trovare sempre pronti al tiro a seguito di ogni penetra e scarica del loro numero “32”.
Un’altra arma utilizzata da coach Casalone è stata poi anche l’applicazione della zona 2-3 che per qualche possesso ha portato i suoi frutti ma troppe volte è stata distratta e bistrattata dai vari Montero e Feliz con il tiro da 3 punti.
Purtroppo ci siamo svegliati troppo tardi e la bassa percentuale al tiro ci ha penalizzato.
Nonostante tutto siamo stati in partita fino alla fine e abbiamo realizzato 82 punti con percentuali molto basse.
Non fasciamoci la testa prima del dovuto.
Una volta migliorata la percentuale al tiro, potremmo lasciare una impronta importante al mondiale e giocarcela con chiunque.
Intanto facciamo tesoro di questa esperienza!
Testa alle Filippine!
Al prossimo playbook!
Forza Italbasket!
Edoardo Cafasso