Nel terzo turno dell’Eurobasket, l’Italia cade incredibilmente contro l’Ucraina per 84-73. Una partita giocata in modo piatto nel primo tempo, e addirittura peggio nella ripresa quando gli ucraini ci hanno annientato per energia, voglia ed aggressività. L’8/14 ai liberi, che fino a pochi minuti dalla fine era addirittura 3/9, è la miglior statistica che possa fotografare la partita degli azzurri.  Sei errori nel primo tempo sono tanti, troppi, e potevano servire per mettere qualche punto in più di vantaggio all’intervallo. Nella ripresa, esclusi i tre liberi di Polonara (regalati dagli arbitri quando poco prima non avevano ravvisato un fallo netto sempre sull’ala dell’Efes) e i due di Spissu, sono il segno di quanta poca aggressività è stata messa nell’attaccare, affidandoci spesso e volentieri al tiro da tre col quale stasera ci abbiamo anche beccato piuttosto bene (9/28).

ITALIA

Spissu 6: si vede e non si vede, e questo non significa che non ci sia, anche perché alla fine il suo l’ha fatto.

Mannion 5,5: entra e recupera subito un pallone, non ha paura e si vede, ma il confine tra il crederci e il forzare è molto labile.

Biligha S.V.

Tonut 5,5: 33 minuti, 9 punti, -14 di plus/minus. Se può attaccare gli spazi e in velocità è un giocatore, altrimenti diventa quasi deleterio.

Melli 5,5: in difesa legge bene diverse soluzioni ruotando, i falli lo penalizzano e non poco e in attacco non si vede per nulla.

Fontecchio 6,5: è caduto a picco con tutta la squadra dopo un primo tempo dove con un canestro o con una giocata è stato sui livelli a cui ci sta abituando.

Tessitori N.E.

Ricci 6,5: la sua gara è un’altalena continua, alternando cose buone come un canestro da rimbalzo o un’assist a errori banali soprattutto in difesa.

Baldasso N.E.

Polonara 7: è stato il giocatore più continuo, considerando i momenti bui dell’intera squadra nella ripresa. In palla più di altre volte.

Pajola N.E.

Datome 5,5: partita piatta del capitano che non è riuscito con la sua solita esperienza a dare quella scossa alla squadra, a parole o con i fatti.

Pozzecco 5: avversaria affrontata dieci giorni fa, che ha fatto sostanzialmente la stessa partita di dieci giorni fa, eppure l’Italia che qualche sofferenza l’aveva provata non ha cambiato nulla facendo peggio di dieci giorni fa. E non prova neppure un Pajola o un Baldasso per cambiare ritmo.

UCRAINA

Tkachenko 7,5: nel primo tempo quasi non si vede, eppure fa male. Nella ripresa è un tornado e spazza via qualsiasi difensore.

Lukashov 5,5: una partita senza infamia e nessuna lode.

Mykhailiuk 7: da leader ha fatto il suo, mettendo i canestri pesanti che hanno certificato la vittoria della sua squadra.

Bobrov 6: tanto lavoro sporco.

Pustovyi 6,5: in difesa soffre qualsiasi cosa quando attaccato, ma in attacco con i suoi centimetri non si fa spostare.

Len 5,5: tira giù 11 rimbalzi ma in attacco, nonostante quelle capacità, non fa per nulla la differenza.

Sanon 7,5: l’altro grande protagonista che mette a ferro e fuoco la difesa azzurra con le sue penetrazioni.

Bliznyuk 6: non esce mai dal campo perché fa il cosiddetto lavoro sporco, e poi mette a segno il canestro della staffa.

Skapintsev N.E.

Zotov N.E.

Herun 6,5: cercato con insistenza ma non sempre trovato dai compagni, è una presenza che incute quasi timore, e questo la dice lunga.

Sydorov S.V.

Bagatskis 6,5: inizia col quintetto base, poi prova a giocare coi due lunghi Len-Pustovyi, cavalca la coppia Tkachenko-Sanon e finisce per avere Herun da centro. Riesce a leggere bene le fasi della partita.

Giovanni Bocciero