Il clamoroso successo della Lituania (110-104) ci mette di fronte martedì (14.40) nei quarti gli Usa del rookie dell’anno: volevano vederlo al mondiale, ce lo troviamo, ma con la maglia… sbagliata. Crollano le grandi: dopo Francia e Australia, fuori anche i campioni uscenti della Spagna battuta in recupero dal Canada che trova la Slovenia di Doncic. Serbia-Lituania e Germania-Lettonia gli altri due quarti
CI ASPETTA BANCHERO
Partita stellare tra Lituania e Usa e primo ko degli americani: la sfida premia i baltici (110-104) e ci consegna per i quarti di finale l’avversaria più sgradita. Il match clou della giornata riserva insomma una grande sorpresa, insieme al crollo (tattico?) della Slovenia contro la Germania, mentre la Serbia ritrova tutto il suo potenziale offensivo e annichilisce la Dominicana, e la Spagna non sa lasciarsi alle spalle le scorie della sconfitta con la Lettonia cedendo al Canada di tre punti con un ultimo quarto da incubo (12-27).
Queste le sentenze dell’ultima giornata della seconda fase che definisce l’allineamento della griglia dell’eliminazione diretta e che dà qualche indicazione importante: innanzi tutto che nella fase finale ci sono due coach italiani: Gianmarco Pozzecco e Luca Banchi; in secondo luogo che solo Lituania e Germania arrivano ai quarti di finale a punteggio pieno; in terzo luogo che sei delle otto finaliste sono europee. Fuori l’Australia dei nove Nba che si consola con la qualificazione diretta per i Giochi Olimpici come anche gli Usa e il Canada, qualunque sia il piazzamento finale. Si aggiungono a Giappone, Sud Sudan e Francia. Manila ci farà conoscere il nome delle due europee che staccheranno in anticipo il ticket per Parigi, le ultime quattro usciranno dai quattro tornei preolimpici che si disputeranno nella prossima estate a ridosso dei Giochi. Ma fuori soprattutto la Spagna, campione del mondo uscente e mai così in basso nella rassegna mondiale in tempi recenti. È già finito un ciclo?
Germania-Slovenia e Lituania-Usa sono state le due sfide più interessanti perché la Germania ha confermato il suo stato di grazia e la Slovenia la stanchezza di Doncic. Il gap si è scavato nelle battute finali quando la nazionale di Lubiana – a risultato ormai segnato – ha preferito non sprecare energie che torneranno utili mercoledì quando affronteranno il Canada che ha recuperato con sofferenza e personalità un passivo anche pesante.
La sorpresa viene dagli Usa che, dopo una cavalcata nella quale ha travolto largamente ogni ostacolo ha inciampato su una Lituania perfetta in attacco che ha accettato la sfida all’ultimo canestro con le stelle Nba (tra i lituani il solo Valanciunas, New Orleans Pelicans) sorprendendo gli avversari con una partenza lanciata e pareggiando poi in un ultimo quarto da tiro a segno: 39-39 l’ultimo parziale.
Agli azzurri toccano dunque gli Usa, anche se tutto lasciava prevedere una più abbordabile Lituania, ma dopo quanto visto oggi, è difficile dire quale sarebbe stata l’avversaria meno ostica. È chiaro che gli Usa di un Edwards mostruoso anche oggi con 35 punti, sono sulla carta inavvicinabili, figli di un basket maggiore. Ma hanno dimostrato di poter perdere, hanno visto intaccate le loro certezze. Hanno un potenziale offensivo pazzesco, hanno fisicità superiore, hanno un grande coach, non hanno quella compattezza di squadra che viene solo da un lungo periodo di vita agonistica in comune: un difetto molto piccolo se rapportato alle potenzialità del roster.
Splendidi individualisti, ma uniti per la causa comune, senza stelle di primissimo piano ad eccezione di Edwards, ma in grado ciascuno di dare un grande contributo, non è possibile pensare di batterli scendendo sul loro piano, e cioè della corsa, dell’atletismo, della percussione offensiva. Ma qualche bastoncino tra le ruote potremmo forse metterlo se esalteremo una volta di più le nostre qualità da… mutuo soccorso: difesa forte, intralcio alle linee di passaggio, organizzazione in attacco e tanto, tanto cuore nel sostenere il prevedibile urto di quella autentica macchina da canestro, 507 punti segnati nelle cinque partite.
Della sfida sarà… Paolo Banchero: sognavamo di vederlo al Mondale, e c’è, ma con la maglia sbagliata. La sua vicenda non ha lasciato buoni segni nel clan azzurro, chissà cosa penserà il rookie dell’anno nel trovarsi di fronte la squadra che avrebbe potuto esser sua e da protagonista assoluto. Ha fatto scelte diverse: dopo tante professioni d’amore per il Bel Paese (che ha visitato il mese scorso per la prima volta), ha prevalso l’amore per la mamma: “L’ho fatto per lei”, ha detto recentemente. Vedremo martedì (14.40) quale sarà la reazione sul campo.
Intanto un primo bilancio: fuori Spagna, Francia, Australia e cioè le squadre che hanno raccolto, dopo gli Usa, il maggior numero di medaglie olimpiche e mondiali negli ultimi vent’anni: la prima, la terza e la quarta del ranking mondiale. Tra le prime dieci, mancano anche Argentina e Grecia: è chiaro che la classifica verrà rivoluzionata dopo questa World Cup, il nuovo che avanza, probabilmente, vista anche la crescita dei Paesi africani. Ma per il momento, a dettar legge, resta l’Europa, dietro gli Usa: sta all’Italia provare a dare una spallata ai maestri. Probabilmente non sarà sufficiente per farli cadere, ma almeno facciamoli soffrire.
Mario Arceri