In un pomeriggio funestato dalla notizia della scomparsa di Giorgio Armani, senza i fuochi d’artificio che qualcuno poteva attendersi contro la piccola Cipro presente per la prima volta ad un Eurobasket per sede ricevuta, ma con una onesta partita in cui hanno avuto largo spazio le seconde linee, l’Italia ha firmato il quarto successo consecutivo di questa kermesse continentale che ora la porta a Riga per affrontare, domenica prossima, negli ottavi di finale la Slovenia di Donic, scatenato dominatore – a titolo personale, un po’ meno di squadra – di questo Europeo.
In un girone complicato, con i piazzamenti finali in bilico fino all’ultimo secondo, gli azzurri si lasciano alle spalle una prima fase ampiamente soddisfacente, impreziosita dalla vittoria sulla Spagna, ma confortata anche dalle robuste prove con Georgia e Bosnia che a Limassol hanno dimostrato di poter reggere il confronto anche con avversari di primo rango. L’unica sconfitta azzurra è arrivata nella partita di apertura contro una Grecia non irresistibile, battuta dalla Bosnia quanto ha pensato di poter fare a meno del maggiore degli Antetokounmpo.
Contro Cipro l’Italia ha dato la sensazione di non voler spingere troppo a fondo, quanto piuttosto di voler valutare lo stato dell’arte alla vigilia delle partite senza appello. Così un minutaggio abbastanza equilibrato tra tutti ad eccezione di Matteo Spagnolo che il CT ha tenuto in campo per oltre trenta minuti. Molto bravo contro la Grecia, in ombra nelle tre successive gare, promosso comunque a playmaker titolare, il ventiduenne ragazzo di Brindisi che si è fatto le ossa tra Stella Azzurra, Real Madrid e Alba Berlino, scelto lo scorso anno nel Draft Nba, e nella prossima stagione impegnato nella Liga spagnola con la maglia del Saski Baskonia, ha reagito positivamente alla rinnovata fiducia del Poz: tredici punti, ma soprattutto sette rimbalzi, cinque assist e quattro recuperi, premiato come “man of the game”. Con lui, il solito Momo Diouf che in 19′ è andato in doppia doppia (12 punti e 10 rimbalzi) confermando il buon momento che sta attraversando e questa è forse la notizia migliore per la nostra Nazionale che ha finalmente trovato un degno interprete in un ruolo da troppo tempo carente.
Risultato mai in discussione, ovviamente: ai primi due liberi di Willis, ha fatto seguito un 19-0 in poco più di sette minuti (8 punti di Diouf e 7 di Spagnolo) con la prima frazione chiusa sul 24-6. Infierire sarebbe stato crudele, Difesa quindi un po’ blanda e spazio per tutti, in particolare per i due finora poco impegnati, Procida e Akele, per qualche minuto anche in assetto un po’ … estemporaneo, in campo con Spissu, Thompson e Spagnolo. A riposo prolungato i veterani, Fontecchio, Melli, Ricci, anche Pajola, venti minuti invece per Gallinari che ha risposto con 12 punti, 5 rimbalzi e un autorevole presidio del campo: una sorta di riscaldamento prolungato in vista del confronto ben più importante, se non proibitivo, che attende gli azzurri a Riga contro la Slovenia.
NELLA PARTITA CHE HA CHIUSO il girone di Limassol e che avrebbe deciso il nostro destino, la Grecia è andata in fuga subito fino al +15 di metà partita trascinata da Dorsey più che da Giannis, ma la Spagna è risalita con orgoglio pareggiando al 32′ con il giovanissimo Saint-Supery, e passando avanti un minuto più tardi. Da lì punteggio in equilibrio fino al successo dei greci (90-86) propiziato anche dai tre liberi sbagliati dall’Hernangomez che gioca nel Panathinaikos a pochi secondi dal termine. Grecia al primo posto come era prevedibile, Spagna fuori come nessuno avrebbe potuto supporre. Scariolo lascia la Seleccion per la panchina del Real Madrid. Paga, dopo la delusione di Parigi 2024, il rinnovamento forzato della sua nazionale, ma a chi gli succederà lascia in eredità una squadra che avrà bisogno di nuovi innesti ma che può già contare su un paio di gioiellini, Saint-Supery e De Larrea, di soli 19 anni ma già in rampo di lancio. All’Italia lascia in eredità un ottavo di finale da far tremare i polsi contro la Slovenia di Doncic (contro Israele 37 punti, 11 rimbalzi e nove assist in 33 minuti).
Il 7 settembre a Riga la Grecia affronterà Israele, la Polonia, seconda pur avendo ceduto al Belgio (69-70) trova la Bosnia, la Francia avrà vita probabilmente facile contro la Georgia, battuta dai bosniaci ma rimasta in corsa con il successo sulla Spagna nel match d’apertura dell’Eurobasket.
L’INFORTUNIO DI BOGDANOVIC, tornato a curarsi negli Usa, ha minato profondamente le sicurezze della Serbia che ha pagato un dazio pesante con la sconfitta con la Turchia ed ha ceduto il ruolo di favorita alla Germania di Schroder e Wagner che sta viaggiando ad oltre 100 punti di media. Un potenziale offensivo che né la Lituania, orfana di Rokas Jokubaitis, nè la Finlandia di Markkanen hanno saputo contenere.
Sabato passeggerà contro il Portogallo, che a sorpresa ha strappato all’Estonia e alla deludente Cechia il passaggio del turno, così come la Turchia – la vera rivelazione finora dell’Eurobasket contro la Svezia che ha beffato il Montenegro: l’imprevisto ko dei balcanici contro al Gran Bretagna (alla prima vittoria in un Europeo dopo dodici anni) ha provocato la dura reazione di Nikola Vucevic, stella di Chicago, che ha dato l’addio alla nazionale montenegrina con 31 punti ma una cocente sconfiitta.
L’indice di difficoltà cresce negli altri due ottavi di finale in programma sabato: se la Serbia ha le carte in regola per superare la Finlandia, il derby baltico tra Lituania e Lettonia promette spettacolo e scintille: sicuramente può essere considerato l’esame di maturità per la squadra di Banchi in un confronto che ci riporta indietro di quasi novant’anni quando i due Paesi baltici dominavano il basket continentale.
Mario Arceri
Nell’immagine Luka Doncic, foto FIBA