“Perché la vita è un brivido che vola via. È tutto un equilibrio sopra la follia”. Vasco Rossi nel 1996 aveva prodotto la celebre “Sally”. Metafora più azzeccata non ci sarebbe per descrivere l’Italbasket di Pozzecco e dei suoi ragazzi.
Il risveglio di questa mattina è stato per tutti noi decisamente più tranquillo e sereno rispetto a quello di qualche giorno fa. L’Italbasket ieri ci ha regalato un sogno, ci ha regalato un fantastico tris contro la Serbia e ci ha regalato la speranza di vedere i nostri colori ancora per un po’ in questa fantastica FIBA World Cup. Mondiale sempre più all’insegna dell’imprevedibilità e dell’equilibrio. Su questo, non avevamo alcun dubbio, ci aveva persino avvertito coach Jasmin Repesa nell’intervista che gli abbiamo fatto in esclusiva prima dell’inizio della competizione.
E allora – guardando semplicemente in casa nostra – nell’arco di un pomeriggio l’Italbasket è passa da squadra con le spalle al muro a papabile candidata alla qualificazione ai quarti da prima del girone I. Incredibile, non trovate?

Fontecchio MVP con la Serbia, foto FIBA
Se gli italiani hanno dormito sonni tranquilli stanotte, lo stesso non si può dire per i serbi. Quando la nazionale di Bogdanovic e compagni intravede all’orizzonte un po’ di azzurro, allora è presagio di sventura e delusione. Fino a ieri alle 9.59, il cammino serbo in questi mondiali sembrava procedere a gonfie vele, senza intoppi e senza difficoltà. E poi, arriva la fin li altalenante truppa di Pozzecco ed ecco che tutto si complica. Come se non bastasse anche Porto Rico si è aggiunta alla festa e allora tutto è ancora in ballo e tutto sarà ancora da decidere negli ultimi 40 minuti… se basteranno.
L’Italia se la dovrà vedere domani alle 10 (diretta su Rai 2, Sky Sport, Now e DAZN) proprio contro Porto Rico. L’imperativo è quello di non adagiarsi proprio ora sugli allori. Dopo il grande successo contro la Serbia sarebbe un peccato mortale pensare di avercela fatta. Bisognerà giocare al meglio delle possibilità, evitando cali di concentrazione come avvenuto nella prima fase.

Gigi Datome contro Porto Rico a Ravenna, foto Ciamillo-Castoria
Il precedente con Porto Rico ci sorride ed è molto recente. Si tratta dell’ultima amichevole europea pre FIBA World Cup, giocata a Ravenna in quella che fu una partita senza storia e di festa per Gigi Datome. Quella gara ferragostana terminò con un sonoro 98-65 in favore dei nostri ragazzi, ma siamo estremamente sicuri che i portoricani non saranno certi quelli del 13 agosto scorso. Anzi, anche loro seppur con un inizio debole e difficoltoso, hanno trovato fiducia e chimica di squadra. In particolare facendo affidamento su Tremont Waters, meteora NBA (tra Boston, Toronto e Washington), che ha decisamente annientando la Repubblica Dominicana con una prestazione da 37 punti, 7 rimbalzi e 11 assist.
Ora la palla passa all’Italia che è riuscita – con un colpo di reni – a rimettere il destino delle proprio mani dopo che lo aveva perso contro i caraibici nella prima fase. E questo è un privilegio non da poco, non dover sperare nelle fortune o sfortune altrui ma guardare solamente a sé stessi.
Poi se gli azzurri faranno il loro dovere e se la Serbia dovesse battere i dominicani (eliminandoli) allora avremmo l’ulteriore privilegio di evitare gli Stati Uniti ai quarti di finale e trovare una più abbordabile (seppur difficile) Lituania.
Ma ora testa alla prossima, l’imperativo è quello di entrare nelle prime otto e già sarebbe un ottimo risultato che darebbe seguito alla qualificazione olimpica nel 2021 e il percorso europeo nel 2022.

Pozzecco e Datome a colloquio, foto FIBA
Bisogna dare continuità di rendimento al match di ieri con la Serbia. Si è rivista quella chimica di squadra tanto decantata, sono entrati i tiri giusti e si è rivista quella bellissima difesa che fa vincere le partite. Simone Fontecchio ha messo in scena una prestazione mostruosa che giustifica la sua attuale collocazione oltreoceano, Gigi Datome ha dato il la alla rimonta con 10 punti consecutivi in poco più di un minuto e il Poz ha trovato la chiave tattica giusta nel momento giusto con quel quintetto atipico, operaio ma funzionale al frangente di gara.
La coesione e l’unità di intenti sono la ricetta giusta per questa Italbasket. Lo abbiamo visto già tante volte e non è un caso che le migliori vittorie siano arrivate proprio quando tutto ciò ha funzionato alla perfezione.
Ora la strada è tracciata e noi non vediamo l’ora di vedere con quale spirito l’Italbasket desidera intraprenderla.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine di copertina la festa dell’Italbasket, foto Ciamillo-Castoria