Mentre Euroleague, l’associazione dei club che controlla i due tornei maggiormente importanti del continente, l’Eurolega e l’EuroCup, discute del nuovo assetto della pallacanestro d’Europa in un vertice di Cernobbio che si preannuncia di portata storica, la FIBA Basketball Champions League, la massima competizione europea per club organizzata dalla federazione internazionale, vede il via dell’undicesima edizione della propria storia che, per la prima volta, potrebbe qualificare due squadre a un livello successivo.
In parallelo alla costituzione dell’Eurolega delle franchigie, nel prossimo autunno a iniziare potrebbe anche essere NBA Europe, il campionato col quale gli investitori statunitensi intendono contendere a Euroleague l’egemonia sulla pallacanestro europea, al quale dovrebbero accedere, con licenza annuale, le due finaliste della Basketball Champions League.
Nella massima competizione della FIBA per squadre, gli occhi saranno puntati innanzitutto sul Rytas Vilna, che cercherà di confermarsi campione continentale secondo la federazione internazionale con un roster affidato a Nenad Pacevičius, un giovane allenatore che, sul campo, sarà coadiuvato soprattutto da Augustas Marčiulionis, Gytis Radzevičius e Cassius Winston.
Voglia di rivalsa
Decisa a riscattare la sconfitta subita negli ultimi minuti della finale della scorsa stagione sarà invece l’AEK Atene, che trovandosi costretta a fronteggiare una concorrenza molto agguerrita nel campionato di Grecia ha allestito un roster altamente qualitativo, nel quale coach Dragan Šakota potrà fare affidamento soprattutto sul trio di guardie composto da Lukas Lekavičius, Thomas Heurtel e Giannoulis Larentzakis.
La voglia di rivalsa è la risorsa emotiva alla quale attingerà anche la Joventut Badalona, che dopo essersi vista strappare la possibilità di fare proprio il trofeo dinanzi al proprio pubblico proprio dall’AEK ai quarti di finale della passata stagione desidera dire la propria dopo aver messo a disposizione di coach Daniel Miret e di Ricky Rubio nientemeno che Nicolas Laprovittola.
Un’altra squadra che desidera togliere l’amaro di bocca è l’Alba Berlino. La squadra di coach Pedro Calles e Martin Hermannsson, che ha mancato la qualificazione alla final four la scorsa stagione, apre la lista dei campioni nazionali interessati a fare bene, composta, tra gli altri, dallo Spartak Subotica di coach Vlada Jovanović e dell’ex Olimpia Milano Alen Omić, e dalla Cibona Zagabria di coach Ivan Rudež e dell’ex Trento Khalif Battle.
L’Italia a impronta greco-turca
Riscatto sarà la parola d’ordine di un’Unicaja Malaga che per vincere la terza Champions League della propria storia ha cambiato allenatore ingaggiando l’esperto Txus Vidorreta, anch’egli vincitore di due titoli d’Europa della FIBA col Tenerife, lasciando tuttavia quasi intatto un roster composto da Kendrick Perry, Ignas Brazdeikis e Willy Hernangomez. Col nuovo coach, gli andalusi proporranno un basket più controllato rispetto a quello spumeggiante messo in mostra nelle tre annate passate.
Nella prima fase, l’Unicaja affronterà la Reggiana, una delle due compagini italiane della competizione che, curiosità, sono entrambe allenate da professionisti ellenici, possedendo altresì veterani azzurri nel proprio roster. Da un lato, Reggio Emilia si presenta all’ennesima stagione di Champions League con coach Dimitris Pfirtis e Tomas Woldetensae. Dall’altro, Varese è allenato da Giannis Kastritis, il quale potrà fare affidamento su Amedeo Della Valle.
Oltre che dalle due compagini biancorosse, il nostro Paese sarà rappresentato anche da Gianmarco Pozzecco, che al timone di un Galatasaray ben attrezzato per fare bene, anche grazie alla presenza di giocatori con esperienza nella nostra Serie A come Nikola Ivanović e Alen Smailagić, affronterà un girone di ferro composto da Legia Varsavia, Strasburgo e dalla già citata Cibona.
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Matteo Cazzulani
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